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Papa Leone XIV, il perché di questo nome

Da oltre 120 anni non veniva più utilizzato da chi saliva al soglio di Pietro

Dopo 17 giorni dalla scomparsa di Papa Francesco, era il 21 aprile 2025 (un giorno particolare per la Città Eterna: era il Natale di Roma), l’8 maggio viene eletto il nuovo Pontefice che sceglie il nome di Leone XIV, è il cardinale Robert Francis Prevost, nato negli Stati Uniti.

Sono passati oltre 120 anni da quando il nome di Leone non veniva più utilizzato da chi saliva sul soglio petrino e l’ultimo era stato Papa Pecci, il primo Pontefice che aveva governato la Chiesa per 25 anni dopo la fine del potere temporale, morì il 20 luglio 1903. Inoltre, è sempre utile ricordare che le previsioni, i sondaggi, i pareri degli autorevoli opinionisti anche a livello internazionale sono stati smentiti sull’esito del Conclave, e invece viene confermato “un antico detto popolare romano” che con una punta di ironia affermava, dimostrandosi ancora valido, una regola non scritta ma conosciuta da tante persone: “Chi entra favorito in Conclave per fare il Papa, esce cardinale”.

Ecco l’imprevedibilità e la straordinarietà dei Conclavi che sono sempre eventi universali e prima di tutto religiosi, per eleggere il Romano Pontefice, al quale viene attribuita la responsabilità suprema sulla Chiesa Cattolica, con riflessi che direttamente o indirettamente incidono sulla vita degli uomini e delle donne della terra.

La presenza della popolazione cattolica supera 1,4 miliardi di fedeli ed è la più grande confessione cristiana del mondo; l’altro miliardo di cristiani è composto da protestanti, ortodossi e anglicani, da qui l’interesse, la conoscenza, gli orientamenti e il futuro magistero per chi diventa “Guida morale e spirituale universale”, come il Papa di questa grande parte di umanità.

Una domanda si sono posti molti credenti ma forse anche non credenti, quando hanno ascoltato il nome del nuovo Papa Leone XIV, che il cardinale Prevost aveva scelto. Perché questo nome?

All’annuncio ufficiale dal balcone papale della Basilica di San Pietro, sia quelli che erano presenti sulla piazza, sia quelli che seguivano l’evento attraverso i mezzi di comunicazione di massa: TV, radio, cellulari e PC, fra ansia, interesse, speranza e curiosità la domanda è stata presente, come la ricerca di una risposta. Poi ragionando e ascoltando, una risposta si è manifestata per il nome scelto dal nuovo Santo Padre, che spesso indica e corrisponde alla volontà di voler operare nel servizio pastorale, cercando di richiamare testimonianze di chi aveva portato il nome di Leone.

Due esempi storici forse possono spiegare la scelta di questo nome, il primo è riferito a una vicenda di guerra del 452, quando Attila a capo degli Unni avevano conquistato parte del nord Italia e marciavano su di Roma per conquistarla in quanto capitale dell’Impero Romano. Una delegazione di pace guidata dal Papa Leone I, detto Magno, si incontrò anche su mandato dell’Imperatore Valentiniano III, e trattò in un clima difficile e compromesso dalla lunga guerra ma riuscì a convincere Attila, capo dei barbari alla pace e al ritiro del suo esercito. La mancata pace avrebbe cambiato per sempre la storia della Città Eterna, evitando quello che era già avvenuto nel periodo precedente nelle città del nord, con saccheggi e distruzione.

Il secondo è l’enciclica “Rerum Novarum” del 1891, in italiano “Delle cose nuove”, con la quale Papa Leone XIII realizzò una svolta nel magistero cattolico: fu la prima enciclica esplicitamente sociale nella storia e formulò i fondamentali della moderna dottrina sociale della Chiesa cattolica. Il documento, innovatore per il mondo cattolico dell’epoca, affrontava la questione dei diritti e dei doveri del capitale e del lavoro, e cercava una terza via cristiana, fra il liberismo capitalista e il socialismo rivoluzionario, sostenendo la necessità di collaborazione fra classi. Questa enciclica fu ripresa, integrata e aggiornata, alla luce dei cambiamenti economici e sociali avvenuti nel tempo con altri documenti papali di Pio IX, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II.

Chi è il nuovo Papa Leone XIV? Robert Francis Prevost nasce a Chicago, il 14 settembre 1955 da genitori emigranti, il padre di origini francesi e italiane, e la madre di origini spagnole. Ha due fratelli, Louis Martin e John Joseph. Studia nel seminario minore dei padri agostiniani, si laurea in scienze matematiche e in filosofia presso l’Università di Filadelfia. Nel 1982 viene ordinato presbitero nell’Ordine di Sant’Agostino, nel 1987 consegue il dottorato in diritto canonico, presso la Pontificia università “San Tommaso d’Aquino” in Roma. Nel 1988 è missionario in Perù, per 12 anni è eletto priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, nel 2014 viene nominato Vescovo, da Papa Francesco a Chiclayo (Perù) e creato cardinale nel 2023. Oltre all’inglese, parla correttamente lo spagnolo, l’italiano, il francese e il portoghese, oltre a saper leggere il latino e il tedesco.

Papa Leone XIV è il 267° successore dell’Apostolo San Pietro. L’insediamento ufficiale del nuovo Pontefice avverrà domenica 18 maggio, ma dai primi atti c’è una grande attesa per conoscere come verrà governata la Chiesa di fronte a sfide che Leone XIV in maniera sinodale certamente affronterà. L’eredità di Papa Francesco è presente nel popolo di Dio, e rappresenta un grande riferimento in un mondo dove la pace dovrebbe essere un obiettivo per tutti i governanti del mondo, ove esiste “una guerra mondiale a pezzettini” secondo quanto sostenuto dal compianto Papa Bergoglio. Papa Leone XIV nel suo discorso dalla loggia della Basilica vaticana, la sera della sua elezione nel suo discorso scritto e non a braccio, non come nella tradizione dei Pontefici suoi predecessori, ha ripetuto per ben 10 volte la parola pace.

Esiste una profonda convinzione che il nome scelto dal nuovo Santo Padre rappresenti un cammino, un orizzonte su cui guardare con speranza e con fiducia al nostro futuro, che deve essere sostenuto con la testimonianza, la fraternità e la solidarietà.

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