

Il consorzio è ormai divenuto mira dei rapinatori che scelgono le loro "prede" in particolare tra gli stranieri
Ennesima rapina, domenica 22 marzo, al consorzio Parco de’ Medici. Stavolta la vittima è un dipendente cinese di una delle compagnie che hanno la loro sede all’interno della business area che si trova lungo l’autostrada Roma-Fiumicino, all’altezza, ma sul lato opposto, di un importante cinema multiplex.
Non è la prima volta che accade. Ad essere presi di mira sono solitamente turisti e impiegati stranieri, preferibilmente asiatici o africani. La tecnica usata dai rapinatori è sempre la stessa.
Girano in coppia a bordo di un auto, presumibilmente rubata, e fingendo di essere poliziotti avvicinano la vittima prescelta esibendo falsi distintivi e facendosi consegnare portafogli e documenti per dei controlli che però non avverranno mai, dal momento che non appena il malcapitato di turno obbedisce all’ordine, i due risalgono in macchina e fuggono via a tutta velocità.
Di solito, per le loro malefatte scelgono il weekend, dato che il sabato e la domenica la maggior parte degli uffici dell’area restano chiusi e il consorzio si svuota. In passato, alcune testimonianze hanno riportato che l’auto utilizzata per le rapine era di colore blu scuro e senza targhe.
Parco de’ Medici è uno dei motori dell’economia romana a sud-est della Capitale. Qui hanno sede alcune importanti compagnie elettroniche e di telecomunicazioni, oltre alla World Food Programme, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare. Presenti anche alberghi che offrono ospitalità, oltre che ai turisti, anche ai dipendenti fuori sede – molti dei quali per l’appunto stranieri – delle suddette compagnie: una fucina di potenziali “prede” per i malintenzionati.
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