Parco di Centocelle. I cittadini avevano avvertito

Non vorremmo che anche questa volta "passata la festa - anzi le fiamme - gabbato lo Santo"

Il Parco archeologico di Centocelle, tornato agli onori delle cronache cittadine per l’incendio di sabato scorso che ha distrutto tre autodemolitori, non è mai stato tenuto in gran conto dalle amministrazioni di vario colore comunali e regionali.

Fin da quando il sovrintendente comunale La Regina appose i vincoli archeologici su tutta l’area e nel 2003 fu redatto addirittura un piano particolareggiato approvato da Comune e Regione (deliberazione  comunale n. 22 del 31 gennaio 2005 e deliberazione regionale n. 676 del 20 ottobre 2006) che è rimasto una sorta di libro dei sogni. Gli unici interventi furono quello di Veltroni che attrezzò 33 ettari del Parco nel 2006 ma che nel 2007 levò la guardiania e quello di Alemanno che nel 2010 delocalizzò il campo nomadi più grande d’Europa, Casilino 900, ma lasciando sottoterra i rifiuti tossici che sabato scorso, uniti a quelli degli autodemolitori, hanno ammorbato l’aria di diossina con il loro fumo denso e nero.

Questa colpevole e traversale ignavia della classe politica comunale e regionale risulta tanto più indigesta se si pensa alle energie profuse dai comitati e associazioni dei cittadini dei municipi e quartieri limitrofi (Quadraro, Cinecittà, Centocelle, Torre Spaccata) che nel corso di quasi tre decenni hanno continuato costantemente non solo a richiedere la realizzazione completa del Parco ma a segnalare tutte le problematiche che la bloccavano, a cominciare dalle innumerevoli localizzazione abusive e degli autodemolitori fino alla necessaria bonifica dell’area.

Questo giornale ha dato conto negli anni delle innumerevoli iniziative dei comitati. A farne l’elenco lunghissimo c’è sempre il rischio di dimenticare qualcuno o qualcosa. Nella battaglia ci fu anche l’impegno della Cgil comprensoriale. C’è gente che quando cominciò a fare la battaglia per il Parco era giovane e oggi è diventata vecchia. E ci sono nuovi giovani che hanno appena iniziato a fare la stessa battaglia. A supporto scientifico dell’unicità del Parco di Centocelle e della sua naturale continuazione nel “Pratone” di Torre Spaccata ci sono i risultati degli scavi archeologici diretti dalla Dott.ssa Patrizia Gioia e le varie pubblicazioni scientifiche che ne hanno dato specifico conto. Solo a conoscerli ci si rende conto di quali tesori si hanno sia nel Parco di Centocelle, che ancora non c’è, sia nel “Pratone” di Torre Spaccata.

A questi comitati e associazioni dei cittadini va dato il riconoscimento tutto politico di avere visto per tempo e denunciato tutte le rilassatezze e sordità amministrative che impedivano la realizzazione del Parco. E anche qui, fra amministratori comunali e regionali, l’elenco dei non udenti sarebbe molto lungo.

Il 21 febbraio 2022 l’assessora comunale all’Ambiente Sabrina Alfonsi aveva fatto un sopralluogo sul Parco insieme a Mauro Caliste Presidente, V Municipio, Marta Bonafoni e Marta Leonori consigliere regionali, Alessandro Luparelli, consigliere comunale, Edoardo Annucci, ed Emiliano Orlandi rispettivamente assessore al verde, e consigliere del V Municipio e Giammarco Palmieri presidente della commissione ambiente capitolina.

Dissero i giornali che l’Alfonsi era rimasta inorridita dalla “bomba ecologica” lì presente. Frutto di quell’orrore era stato un cronoprogramma che prevedeva: 1 milione e 200.000 euro per la bonifica del canalone “Mussolini” andato a fuoco nel 2017; 2 milioni di euro per il secondo stralcio del Parco che si trascinava da anni con ingresso da via di Centocelle, gli ingressi su via Papiria e viale Togliatti e altri 500 mila euro circa per la sistemazione del parcheggio. Tutte cose positive ma era evidente che sarebbe stato necessario un intervento urgente ed emergenziale che non c’è stato. E non c’è stato neanche l’inizio della delocalizzazione degli autodemolitori.

Le fiamme sono state più veloci delle gare di appalto.

Oggi, Sabrina Alfonsi assicura i cittadini sul futuro vicino e quello più lontano del Parco e promette interventi immediati per delocalizzare gli autodemolitori e bonificare l’area. Potenza risolutrice del fuoco. Al di là dell’impegno dell’assessora Alfonsi la valenza urbana del Parco richiede un impegno preciso del sindaco Gualtieri e del Presidente della Regione Zingaretti. Perciò, da parte dei comitati è doveroso vigilare, spingere, incalzare.

Non vorremmo che anche questa volta “passata la festa – anzi le fiamme – gabbato lo Santo”.

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