

I giallorossi dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio per la rete di Malen subiscono la rimonta degli emiliani. Ma nel recupero portano i tre punti a Trigoria
La Roma vince una partita rocambolesca al 96′ dopo aver giocato un ottimo primo tempo, essere andata sotto a tre minuti dal novantesimo e aver riagguantato i tre punti con la forza dell’unità e del coraggio.
Gasperini finalmente può schierare il trio d’attacco titolare, riavendo a disposizione dal primo minuto, dopo mesi, Dybala, e quindi fa scendere in campo la Roma con il consueto 3-4-3, con Svilar in porta, il solito trio difensivo composto da Mancini, Ndika ed Hermoso, a centrocampo Celik, Cristante, Konè e Wesley, con Soulé e Dybala in appoggio a Malen.
Il tema della partita, anche viste le due formazioni in campo, è di facile lettura: la Roma cerca di fare gioco, anche perché deve assolutamente vincere, tentando con i due argentini di scardinare il muro dei padroni di casa e cercando la palla giusta per il centravanti olandese; il Parma, invece, è tutto chiuso dietro a erigere un muro a tutto campo, ma pronto a ripartire in contropiede veloce.
La Roma pressa a tutto campo e il Parma si difende. Al 10′ un’insolita difesa alta parmense viene bucata da un lancio da dietro: splendido controllo di Malen che si invola, anticipa il portiere e segna, ma il numero 14 romanista era in fuorigioco.
Due minuti dopo è il Parma che si vede in avanti, ma Strefezza, da buona posizione, spara altissimo.
La Roma praticamente gioca a basket, passandosi costantemente la palla in orizzontale da destra a sinistra davanti all’area avversaria, dove ci sono tutti gli undici avversari a difendersi, cercando il passaggio ficcante, l’imbucata giusta, l’episodio positivo per andare in gol.
Al 18′ episodio molto dubbio in area parmense. Su un cross dalla sinistra, Mancini in area stoppa di petto e poi alza la gamba per prendere la palla; il difensore del Parma, nel tentativo di anticiparlo, lo tocca sotto al polpaccio. Sembra evidente il rigore, ma non lo è né per l’arbitro né per il VAR.

Il gol, però, è maturo e arriva due minuti dopo. Palla riconquistata a centrocampo dal duo Cristante-Konè, forse con fallo, ma l’arbitro non lo ravvisa (forse in malafede per l’episodio di pochi minuti prima?).
Parte il contropiede, con palla a Dybala che di prima serve Malen, solo al centro dell’area, che con un secco tiro batte il portiere avversario Suzuki: 1-0.
La Roma si tranquillizza, si esalta e comincia ad inanellare potenziali occasioni per il raddoppio, con cross dalle fasce che solo per pochi centimetri non vengono ribaditi in porta e, al 28′, è Soulé che di testa, solo nell’area piccola, colpisce il palo: forse più difficile che segnare.
Dopo questa occasione il Parma si sveglia un po’ e comincia ad oltrepassare la metà campo, soprattutto a sinistra con un Valeri scatenato, ma alla fine l’unico pericolo per la porta romanista lo crea la stessa Roma al 36′, con Ndika che passa la palla indietro a Svilar non accorgendosi che stava arrivando Strefezza; ma il portierone giallorosso, in scivolata, ci mette una pezza tra i brividi dei tifosi romanisti.
Sul finire del primo tempo la Roma sembra accontentarsi del vantaggio e lascia un po’ di più il gioco in mano al Parma, che ha un paio di potenziali occasioni sempre sulla sinistra, ma dopo un minuto di recupero l’arbitro fischia la fine del primo tempo con la Roma meritatamente in vantaggio.
Nel secondo tempo entra in campo una Roma distratta che, dopo due minuti, si fa sorprendere clamorosamente dal Parma. Al 47′ palla sanguinosa persa da Hermoso a centrocampo: riparte il contropiede con un ottimo Nicolussi Caviglia che serve al limite dell’area Strefezza, che con un preciso diagonale batte Svilar: 1-1.
La Roma non ci sta, non gioca bene come nei primi 30 minuti, ma ce la mette tutta per riportarsi in vantaggio. Al 51′ pasticcio della difesa del Parma che regala palla a Malen, che solo al centro dell’area tira a botta sicura, ma Suzuki si supera e il risultato rimane inalterato.
Al 53′ esce un Hermoso stanco e confuso ed entra Ghilardi; esce anche l’indemoniato e stanchissimo Strefezza per Pellegrino, per il Parma, e il centravanti argentino pochi minuti dopo segna di testa il gol del vantaggio parmense, che però viene annullato per fuorigioco di un altro giocatore gialloblù che copriva la visuale a Svilar.

Arrivano altri due cambi: El Aynaoui per Cristante e Pisilli per Soulé, con lo spostamento sulla trequarti di sinistra di Konè e Dybala a destra, tutto per cercare il gol del vantaggio, anche se il Parma è sempre pericoloso in contropiede.
Al 73′ è ancora Suzuki a negare il gol a Malen, imbeccato ancora da Dybala.
Altri cambi sia per il Parma, che fa uscire la spina nel fianco della difesa della Roma, Valeri, stanchissimo, per Carboni e Delprato per Britschgi, sia per la Roma, che fa entrare Venturino per Konè e Rensch per Celik, e questi cambi avranno un ruolo importante per la vittoria giallorossa.
Al 77′ altra occasione per la Roma: grande azione di Malen a destra, palla in mezzo che arriva a Pisilli che, a botta sicura, tira in porta, ma il suo tiro viene deviato all’ultimo da Circati.
Dopo ulteriori cambi del Parma arriva il gol dei ducali dal sapore di beffa per la Roma. All’87’ gran palla di Estevez per Keita che controlla e, in mezzo a tre difensori giallorossi, riesce a trovare il pertugio giusto per battere Svilar: 2-1 per il Parma.
Lo scoramento e la delusione dei tifosi della Roma non contagiano la squadra in campo, che ci crede con tutte le forze di poter ancora pareggiare, risultato che significherebbe Europa certa, e addirittura vincere.
Minuto 94: su uno dei numerosi corner battuti dalla Roma, nasce una confusione in area e la palla arriva al limite dove sbuca Rensch, che anticipa il difensore e con un rasoterra batte Suzuki: 2-2, e mancano ancora due minuti e mezzo alla fine del recupero.
La Roma si butta in avanti e al 96′ cross dalla destra per Rensch, che viene chiaramente gettato a terra da Britschgi. Il pessimo arbitro Chiffi non vede il rigore, ma stavolta al VAR non dormono e richiamano il direttore di gara che, dopo aver visto le immagini, decreta il rigore ed espelle anche il difensore del Parma per doppia ammonizione.
Sul dischetto inizialmente va Dybala, ma lascia la palla a Malen che, freddo come sempre, batte Suzuki: è il 2-3 per la Roma.
Chiffi fa giocare fino al 104′, ma poi fischia la fine tra la delusione dei parmensi e la gioia dei tifosi romanisti, che sono riusciti a rimanere vivi dopo tante emozioni.
Migliore in campo per la Roma il solito Malen, ma anche Dybala e Konè hanno dato il loro contributo. Menzione d’onore per Rensch, determinante per la vittoria con un gol e il rigore procurato.
Meno positivi Soulé, che ce la mette tutta ma il gol mangiato del 2-0 grida vendetta, ed Hermoso: l’errore sul pareggio del Parma è molto grave. Peggiore in campo in senso assoluto l’arbitro Chiffi… quanto aveva ragione Mourinho!
Malgrado arrivata all’ultimo respiro, la vittoria della Roma stasera è strameritata. La squadra di Gasperini ha sempre cercato di fare gioco contro un Parma che, malgrado la salvezza ottenuta da tempo, non ha rinunciato a giocare sempre molto coperto e a ripartire in contropiede, situazione che troppo spesso ha fatto male alla difesa della Roma.

La cosa più bella e importante stasera è stata vedere il forte attaccamento della squadra ai colori e agli obiettivi prefissati. Prendere il gol a tre minuti dalla fine, dopo avere praticamente dominato per quasi tutta la gara, avrebbe ammazzato un elefante, e invece i ragazzi ci hanno creduto fino alla fine e hanno portato a casa tre punti che sanno d’Europa.
Vedere Dybala in campo duettare con Malen, oltre ad essere una gioia per gli occhi, sa tanto di rimpianto per quello che sarebbe potuto essere se non ci fossero stati i troppi infortuni del giocatore argentino.
La Roma, con i suoi migliori giocatori — Dybala, Malen, Wesley, Konè, Svilar, Ndika — se la può giocare con chiunque, ma quest’anno, a turno, troppi di loro sono mancati e ora rimangono due partite per riuscire ad agguantare il sogno Champions.
Per ora si è sicuri di giocare almeno la Conference, poi tutto dipenderà dal risultato della finale di Coppa Italia e dalle ultime due partite di campionato.
La prossima, poi, ha un’importanza doppia: è il derby, e forse qualcuno in settimana farà sapere quando si giocherà.
Quindi ora testa e concentrazione alla prossima partita, che ha una valenza doppia, e poi vediamo cosa succede.
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