Per Giselle, il romanzo verità sull’Argentina dei desaparecidos

Intervista a Tiziano Biancolillo, autore di un inedito sul dramma vissuto all’epoca del dittatore Videla
di Veronica D’Amico - 28 Ottobre 2008

Pubblicato da Uniservice lo scorso 10 ottobre, Per Giselle è il primo libro del giovane autore romano Tiziano Biancolillo, classe 76, che propone in una cornice storico/politica drammatica – quella della dittatura videliana subita dall’Argentina negli anni 70 – la vicenda di un giovane italiano che si batte per amore di una patria libera. Una patria, che pur non essendo quella d’appartenenza, si rivelerà emblema del concetto di libertà in senso lato.

Come mai ha scelto di affrontare una vicenda politica così “lontana” nel tempo e nello spazio in questa sua opera prima?

La vicenda dei desaparecidos è in effetti distante da noi ma se vogliamo anche molto vicina, basti pensare che il regime di Videla prende il potere nel marzo del ’76, il mio anno di nascita, quindi i figli di chi ha combattuto, ha sofferto ed è morto per quell’insensata dittatura sono oggi dei miei coetanei. Per questo dico che la vicenda dei desaparecidos in fondo la sento molto vicina. Un secondo motivo è il ricordo. Il doveroso ricordo di azioni atroci, perché non si ripetano, perché non vengano cancellate tutte le sofferenze di quelle mamme che cercavano i propri figli, mariti e parenti. Pensi che sono passati 25 anni dalla fine della dittatura di Videla e ancor oggi, tutti i giovedì alle 15.30, le mamme dei desaparecidos si incontrano davanti alla Casa Rosada, sede del governo argentino, con in mano la foto dei loro cari scomparsi e tutte insieme si mettono a girare intorno alla piazza chiedendo “adonde estan?”(dove sono?)… Lo fanno da 25 anni, non si sono ancora arrese, quindi non è distante quel dramma, ma è davvero vivo, più che mai…

Chi è Giselle? Cosa rappresenta?

Giselle è una ragazza emblema di quella spietata dittatura, una ragazza semplice che insegue i suoi sogni di ventenne, una studentessa come ce ne sono milioni, che è stata strappata alla sua giovinezza da menti impazzite, che hanno cercato di cancellare un’ intera generazione solamente perchè non la pensava come chi in quel momento era al potere.
Giselle è la voce soffocata di chi ancora oggi subisce le spietate e insensate dittature che ci sono al mondo. Come lei saprà ce ne sono molte, anche attualmente, in ogni parte del globo, e quello che fa ancora più male è vedere i cosiddetti paesi ” industrializzati e civili”che sono sordi davanti alle richieste d’aiuto di questi popoli. Spesso si interviene per sgominare dittature solo là dove c’è un rientro economico, vedi l’Iraq, e non si interviene in nessun modo là dove invece si temono ripercussioni economiche forti da un paese potente come la Cina. Quello che ha fatto e sta facendo la Cina in Tibet è vergognoso ma nessuno ha detto nulla. Idem sulla questione russa ai danni della Georgia… Con questo voglio dire che di Giselle, al mondo, ce ne sono ancora tantissime, troppe…

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Secondo lei esiste ancora l’amor di patria?

Esiste l’amor di ricchezza, a qualunque costo…

La dittatura videliana ha violentemente soppresso la libertà d’espressione di migliaia di giovani che credevano in un futuro diverso. Lei pensa che oggi tale sogno di libertà si sia concretizzato?

Beh, alla metà degli anni 80, dopo che Videla e i suoi “scagnozzi” sono stati condannati per genocidio e per aver ammazzato 30.000 giovani, sembrava che l’Argentina avesse ripreso in mano la situazione, avesse ridato dignità al suo popolo, invece ha provveduto prima il presidente Raul Alfonsin, poi il buon Carlos Menem, eletto nel 1990, a fare un indulto e a liberarli tutti… una cosa pazzesca, senza senso! Questa operazione, soprannominata Punto Final, nel senso di punto finale, meglio ancora azzeramento di una generazione di “sovversivi”ha portato al massacro di ben 30.000 ragazzi! Potrei giustificare forse l’indulto e la cancellazione di un processo per uno che ha tre televisioni, è presidente del consiglio ed è pieno di processi e capi d’imputazione, ma come si può pensare di annullare 30.000 vite umane! Per fortuna nel 2003 è stato eletto presidente dell’argentina Nestor Kirchner, che ha dichiarato assurdo quel provvedimento e ha riaperto i processi. A questo punto il vecchio Videla dovrebbe, se Dio vuole, passare gli ultimi anni della sua vita in prigione.
Tengo a precisare che Carlos Menem, autore del vergognoso indulto, nel 2003 si è ricanditato e c’è mancato veramente poco che non rivenisse eletto. Il genere umano non smetterà mai di stupirmi…


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