

Anche i ragazzi scrivono libri... anche i ragazzi hanno memoria
Lunedì 10 novembre alle 17:30 presso il Teatro Verde – Circonvallazione Gianicolense 10, è stato presentato il libro “Un ragazzo di nome Renato”, pubblicato dal Municipio Roma XVI e scritto dagli studenti della Scuola Media Statale Renato Villoresi di via della Pisana 306. Il libro è interamente tratto dagli episodi della vita di Renato Villoresi, martire delle Fosse Ardeatine.
Alla presentazione, hanno partecipato, Piacentina Di Meglio, Dirigente Scolastico della S.M.S. ‘R. Villoresi’ – Fabio Bellini, Presidente del Municipio Roma XVI – Valentina Steri, Assessore alla scuola del Municipio Roma XVI – Primo De Lazzari, Vice Presidente dell’Anpi di Roma e Cristina Villoresi.
Dopo la presentazione è andato in scena lo spettacolo teatrale tratto proprio dal libro “Un ragazzo di nome Renato” che è stato coordinato da alcune insegnanti della scuola R. Villoresi.
“Anche i ragazzi hanno memoria – racconta la Prof. Costanza Porro che si è spesa senza risparmiarsi nel nome della cultura e dell’amore per l’insegnamento in questi anni – Loro, grazie agli studi fatti, hanno voluto raccontare chi era Renato Villoresi”.
Un modo intelligente di far vivere la scuola ai ragazzi, quello della Villoresi, che in un periodo in cui si parla solo di lotta alla riforma Gelmini, di scuola statale succube della privata e di occupazioni o autogestioni, dovrebbe far riflettere soprattutto i genitori.
“Da sempre – continua – i genitori e i docenti della nostra scuola marciano di pari passo per far crescere i ragazzi nel segno della storia del Paese e nell’amore per il posto dove vivono e studiano. L’unione di intenti tra famiglie e corpo docente è di importanza fondamentale”.
Il periodo storico a cui fa riferimento il libro “Un ragazzo di nome Renato” e lo spettacolo è quello dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il massacro compiuto a Roma dalle truppe di occupazione della Germania Nazista, il 24 marzo del 1944, ai danni di 335 civili e militari italiani, come atto di rappresaglia per un attacco eseguito da partigiani, contro le truppe germaniche ed avvenuto il giorno prima in via Rasella. Per la sua efferatezza, l’alto numero di vittime, e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, è diventato l’evento simbolo della rappresaglia nazista durante il periodo dell’occupazione.
Le "Fosse Ardeatine", antiche cave di pozzolana site nei pressi della via Ardeatina, scelte quali luogo dell’esecuzione e per occultare i cadaveri degli uccisi, sono diventate un monumento a ricordo dei fatti e sono oggi visitabili.
Uno tra le tante vittime di quei 335 civili e militari è stato Roberto Villoresi nato a Roma nel 1917, capitano d’Artiglieria, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Ufficiale di carriera, durante la Seconda Guerra Mondiale aveva combattuto in Russia e nei Balcani. Al momento dell’annuncio dell’armistizio era a Roma, al comando di una batteria dei "Granatieri di Sardegna" che, messa in posizione alla Magliana, partecipò ai combattimenti contro i tedeschi che si sarebbero conclusi con la presa della Capitale.
Negli scontri, il capitano Villoresi fu ferito e successivamente ricoverato all’ospedale del Celio dal quale si dimesse ancora claudicante, due mesi dopo, per impegnarsi nella Resistenza. Entrato nella formazione militare clandestina "Fossi", Villoresi vi diresse una proficua attività d’informazione e controspionaggio.
Il 18 marzo 1944 l’ufficiale fu arrestato dai nazisti. Rinchiuso nelle carceri di via Tasso, lì subì torture, ma i suoi carnefici non riuscirono ad ottenere da lui informazioni sull’organizzazione di cui faceva parte. Sei giorni dopo, i tedeschi eliminarono Villoresi alle Fosse Ardeatine.
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Grazie signora Antonini! Io sono Simonetta Villoresi, sorella di Cristina che forse lei ha conosciuto e che adesso non c’è più. Sono cugina di Renato Villoresi e sono commossa dalle sue parole e dall’onore che avete voluto fare a mio cugino. Anch’io sto scrivendo un liro su di lui con tutto quello che so della sua breve storia su questa terra e sarei felice di conoscerla e poterle parlare quando questa iattura del Covid me lo permetterà. Dovrei venire anche a Roma e sarei felice di poterla ringraziare di persona per la sua iniziativa e magari sapere dove posso trovare una copia del libro che i suoi ragazzi hanno scritto su Renato ma anche far loro sapere che il mio libro è specialmente per loro e che una copia sarà loro regalata di sicuro al più presto; questo è uno degli impegni che mi propongo venendo a Roma ( segue) ))anche per temringraziare l’Anfim per il tempo
come le stavo dicendo per ringraziare anche l’Anfim per il tempo e le lotte che hanno fatto perché il sacrificio di quei martiri non fosse dimenticato. La pregherei di ringraziare anche moltissimo la docente Costanza Porro per le sue molteplici iniziative.
A presto spero e grazie ancora di tutto!
Simonetta Villoresi