

Quaranta opere raccontano la prorompente forza creativa degli ultimi quattordici anni di lavoro dell’artista
Dal 17 luglio al 7 settembre sono in mostra al Vittoriano 40 opere di Irene Petrafesa. La personale “Tra terra e mare – Opere 2001-2014” comprende tele e lavori realizzati con tecniche miste, ossidi e materiali di risulta, oltre che a olio e pastelli.
La Petrafesa è un’artista poliedrica e dalla spiccata sensibilità che si ispira alla ricerca interiore di Pasolini, Moravia, Antonioni e Bertolucci, considerati dalla pittrice come suoi “padri spirituali”. La Petrafesa spiegando le sue opere scrive: “Non descrivo quel che accade ma cerco di collocare me stessa e l’osservatore nell’evento, tentando di coinvolgerlo emotivamente, creando un effetto estetico seducente che lo inviti a lasciarsi trasportare dai propri sensi”.
L’esposizione, curata da Claudio Strinati e Nicolina Bianchi, rivela la prorompente forza creativa degli ultimi quattordici anni di lavoro dell’artista. Essenziali per un’ottimale comprensione delle sue opere le fasi proposte all’interno del percorso espositivo: dal ciclo “Mediterraneo” a “Frammenti Metropolitani”, da “Paesaggi industriali…ciminiere” passando per “What identity”, “Profili” fino a “Respiri”, “Passeggeri e “Sospeso”, serie quest’ultima in cui, come spiega l’artista stessa “qualsiasi suono viene ovattato, attutito, qualsiasi movimento o immagine perdono di intensità, diventano fluidi ed è lì che io immagino possa anche avere origine la vita”.
Per la curatrice della mostra, Nicolina Bianchi, “La pittura di Irene Petrafesa segue da sempre la vita senza mai imbrigliarsi nel predeterminato, nel programmato, nel definito, e mette in scena un suo processo creativo “ri-vivendone” costantemente lo spirito di una narrazione dove i valori dell’arte vanno oltre la necessità interiore del fare pittura, oltre l’analisi della natura e dell’uomo. Il suo è un continuo esplorare osservare scrutare, dal suo affacciarsi alle prime esperienze artistiche dove già anticipava prepotentemente il messaggio di un piacere spontaneo e geniale del fare pittura fino ad oggi quando immersa nello spirito del nostro tempo, così controverso e contraddittorio, continua a disporre nella sua maniera privilegiata segni e spazi di colore e di forme”.
“Irene sulla tela –prosegue Nicolina Bianchi – narra le sue urgenze di costruire e comunicare forme, e soprattutto quell’irrefrenabile piacere spontaneo del dipingere. E lo fa seguendo un processo creativo concreto ed essenziale che si evolve nella seduzione del colore, nelle figure eteree, impalpabili, quasi celate a volte da cromie di perla, ma che conservano sempre all’interno importanti frammenti di vitali anatomie. E’ questa la sua vera esperienza che si evolve nella conquista di una assoluta naturalezza della realtà, di una verità espressiva che non è mai approdo ma continuo progetto dell’andare avanti. Una sottile filosofia che segna tutta la sua storia pittorica sempre ben salda nei suoi ideali, nel suo sviluppo di argomentazioni d’arte, poetiche, ma al tempo stesso logiche e razionali”.
La mostra antologica di Irene Petrafesa è a ingresso libero al complesso del Vittoriano (orario 10,30-19,30).
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