Peste suina africana, sarà individuata l’area da perimetrare nel Lazio

Al momento è stata rinvenuta una sola carcassa. Attivo dal 6 maggio 2022 numero verde per segnalazioni

“Nella serata del 4 maggio 2022, in seguito al ritrovamento di un esemplare di cinghiale morto a causa della peste suina, si è riunita, in raccordo con il Commissario straordinario nazionale alla Peste suina africana Angelo Ferrari, la task force della Regione Lazio.

La Regione – dichiara in una nota del 5 maggio – metterà a disposizione  da domani il numero verde della Protezione civile regionale (803555) per segnalare eventuali ritrovamenti di animali morti e attivare immediatamente i servizi veterinari.

E’ stato deciso inoltre di individuare, sulla base delle carcasse rinvenute, al momento una sola, l’area da perimetrare e consentire gli interventi che il commissario nazionale adotterà.

E’ previsto per domani mattina un sopralluogo del Commissario nazionale per definire i dettagli degli interventi necessari. E’ importante ricordare che la peste suina non colpisce gli esseri umani ma si diffonde esclusivamente tra suini e cinghiali”.

Timbrificio Centocelle

 

Le reazioni politiche

 

Condividiamo l’allarme

“Non possiamo non condividere l’allarme lanciato dalla Coldiretti sul primo caso di peste suina registrato nella Capitale.
L’emergenza sanitaria, infatti, è arrivata al livello massimo e da parte delle Istituzioni non si può più sottovalutare la situazione che, come abbiamo visto, sta diventando anche un pericolo per la sicurezza dei cittadini.
E’ davvero stucchevole, inoltre, il silenzio della Regione Lazio e di Roma Capitale che, come per la storia dei rifiuti, continuano a scaricarsi le responsabilità senza fare nulla per cercare di arginare il pericolo cinghiali. Come Fratelli d’Italia abbiamo già annunciato che presenteremo un esposto in Procura contro ignoti, ma a questo punto, bisogna attivarsi subito per scongiurare un diffondersi della peste suina che rischia di trascinare la città in una drammatica crisi sanitaria”.  E’ quanto dichiarano il 5 maggio i consiglieri regionale e capitolino di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini e Federico Rocca.

Adottare subito il contenimento etico, occorre evitare la mattanza

“Invece di attuare i Piani di contenimento etico come da noi suggerito, con il caso della Peste suina africana registrato a Roma in un cinghiale sul Gra c’è il rischio che l’attuale amministrazione di Roma Capitale insieme alla Regione Lazio, entrambe totalmente impreparate e inerti, attuino un piano indiscriminato di abbattimento selettivo degli ungulati.
Contenimento etico subito!
Comune e Regione la smettano di poltrire e seguano immediatamente i nostri consigli.” Così in una nota del 5 maggio il consigliere capitolino Daniele Diaco (M5S).

Tutto il supporto necessario. Dobbiamo impedire che il virus si diffonda ulteriormente

Seguiamo con estrema attenzione la comparsa, dopo gli oltre 100 casi in Piemonte e Liguria, dell’infezione da Peste Suina Africana (PSA), accertata dai rilievi autoptici effettuati su una carcassa di cinghiale rinvenuta nel parco dell’Insugherata a Roma.
Come Roma Capitale daremo tutto il supporto necessario alle misure da adottare per gestire l’epidemia. Dobbiamo impedire che il virus si diffonda ulteriormente o che, peggio, possa infestare gli allevamenti presenti nella nostra Città.
E’ importante ricordare ancora una volta che la PSA non è un’infezione trasmissibile all’uomo o agli animali da compagnia né per contatto né attraverso l’alimentazione ma che è contagiosa solo tra cinghiali e suini” dichiara il 5 maggio Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale.

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