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Piano sanità, le Asl diventano tre

E negli ospedali tagli per altri 500 posti letto

Riportiamo dal sito repubblica.it il seguente articolo di Carlo Picozza

Delle otto Asl di Roma e provincia ne resteranno tre. E alle aziende ospedaliere – San Camillo, San Giovanni e San Filippo Neri – farà capo la gestione strategica degli altri ospedali. È lo scenario organizzativo dell´assistenza nel Lazio disegnato dal Piano sanitario per il triennio 2008-2010. Ancora fresche di stampa, anche le proposte per la riorganizzazione della rete ospedaliera valide fino al 2009, dead line del Piano anti-deficit: altri 522 posti letto in meno (un migliaio con quelli tagliati negli ultimi 45 giorni) per raggiungere quota 3.500; riconversione di cliniche e ospedali minori in hospice, in centri per la lungodegenza, per la riabilitazione e in Rsa (dove il fabbisogno di posti è 12 mila, il doppio degli esistenti).

Il documento prevede anche il potenziamento dell´offerta ospedaliera nel quadrante di sud est con il rafforzamento del Dea del policlinico "Tor Vergata" (150 letti) e il ridimensionamento degli ospedali della Asl RmE (dove c´è la maggiore concentrazione nazionale di posti-degenza: 11 ogni mille abitanti) attraverso cure dimagranti per il San Filippo Neri (meno 170 letti su 700) e gli ospedali religiosi (380).

La riorganizzazione della rete ospedaliera ha tra i suoi perni la riconversione e la riqualificazione delle cliniche e degli ospedali minori. Qualche esempio: l´ospedale di Ceccano diventerà un centro per la lungodegenza, la riabilitazione e per l´assistenza ai malati psichiatrici; la clinica Concordia Hospital si orienterà verso le attività del day surgery multispecialistico e di una Rsa; la Fabia Mater consoliderà la sua vocazione ostetrico-ginecologica per diventare un centro specialistico.

Il potenziamento dell´offerta ospedaliera nel quadrante di sud est, passerà attraverso il rafforzamento del policlinico di Tor Vergata a partire dal suo Dea, mentre il ridimensionamento nella RmE impone una dieta ferrea al San Filippo Neri (meno 170 letti). Tagli anche negli ospedali classificati dell´area: San Carlo di Nancy, Idi, San Pietro e Cristo Re. Totale: 220 posti. Il Gemelli è già stato investito dalle sforbiciate: 160 degenze in meno dopo l´intesa con la Regione. Salvi il Santo Spirito e il Sant´Andrea. Sul territorio della RmC, sarà restituito alla sua vocazione traumatologica il Cto, anche con l´avvio di un centro di riabilitazione (50 posti letto) e rilanciato il Sant´Eugenio con la prospettiva del recupero del secondo livello per il Dea.

Piano sanitario 2008-2010. Passeranno da 12 a 7 le Asl del Lazio: 3 a Roma e provincia e 4 negli altri capoluoghi. Parte cruciale è il cambiamento della cosiddetta governance, con la ridefinizione degli ambiti territoriali delle Asl che a Roma e provincia passeranno da 8 a 3. All´ingrosso: una raggrupperà la RmA, la RmC e la RmD; un´altra la RmB, la RmG (Tivoli) e la RmH (Castelli); la terza metterà insieme la RmE e la RmF (Civitavecchia).

Al management delle tre aziende ospedaliere, invece, finirà la gestione degli altri presidi. Al San Giovanni, per esempio, faranno capo il Cto, il Sant´Eugenio, il futuro ospedale dei Castelli e altri di quel quadrante. Al San Camillo il Grassi di Ostia, etc., al San Filippo Neri il Pertini, l´ospedale di Tivoli… Alle Asl la gestione del territorio, insomma, agli ospedali quella degli ospedali. «La nuova Sanità», per il governatore Piero Marrazzo, «punta a cancellare sprechi e prestazioni inappropriate garantendo la qualità dell´assistenza». «Le proposte del Piano sanitario e del documento sulla rete ospedaliera predisposte dall´Agenzia di sanità pubblica», aggiunge il suo vice, Esterino Montino, «potranno subire modifiche e aggiustamenti dopo il confronto con le parti sociali e quello in Consiglio».
(24 ottobre 2008)

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