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Il piatto avvelenato di Scalfari – … e il piattino di Fassina – I partigiani finti di Maria Elena – Squadre

Fatti e misfatti di maggio 2016

Il piatto avvelenato di Scalfari

“Se la legge sul rinnovo di alcune parti della Costituzione non verrà cambiata – così, in sintesi, il lungo editoriale domenicale del fondatore di “Repubblica”, Eugenio Scalfari – io voterò “no” al referendum di ottobre. E immagino che sarebbero in molti a votare in questo stesso modo. Perché, così rimanendo la legge, Renzi diventerebbe il padrone di tutto e questo sarebbe un disastro per il Paese”.

Un piatto avvelenato, insomma, che Matteo Renzi non si sarebbe verosimilmente atteso, per di più in un dì di festa, sulla diffusissima “Repubblica” dei “radical chic”, della grande finanza, dell’imprenditoria di sinistra, del ceto medio liberal-progressista. Ma il piatto avvelenato, ormai, è stato comunque servito e potrebbe essere un problema trovare un rapido ed efficiente antidoto per neutralizzarne gli effetti. Anche perché preparato, con abili ingredienti, da uno “chef” molto seguito ed ascoltato nella cucina della politica e nei salotti del “big business”. Questa volta, dunque, a Matteo Renzi non sarà sufficiente la sua solita alzata di spalle. Il “gufo”, questa volta, è un “gufo” di peso e di notevoli dimensioni. Il cui verso, il bubolo, non è dei soliti che vanno a disperdersi nell’aria, ma è l’avvio di un’eco destinata a diffondersi di valle in valle. E sì, Maremma eugenia boia.

… e il piattino di Fassina

Fassina“No – ha fatto intanto sapere, con riferimento alle più vicine elezioni amministrative, il fuoriuscito dal Pd Stefano Fassina – noi di “Sinistra italiana” non faremo alcun accordo con Roberto Giachetti ove lui dovesse andare, a Roma, al ballottaggio. Al ballottaggio, anzi, ci andremo invece noi”.

A parte l’evidente sogno d’oro di “Sinistra italiana” al ballottaggio a Roma, un altro piattino all’arsenico, dunque, per quel Matteo Renzi il quale, se anche si sia voluto tirare abilmente fuori dalle amministrative parziali di giugno in quanto “premier”, resta pur sempre il segretario del Pd. E una perdita del Comune di Roma sarebbe anche per lui, dunque, un pericoloso segnale di alt. Magari ancora sul “giallo”. Ma, forse, ad anticipare fatalmente il “rosso”.

I partigiani finti di Maria Elena

“L’Anpi, come Direttivo nazionale, ha preso una linea – così Maria Elena Boschi, a “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, sulla riforma costituzionale – ma ci sono molti partigiani, quelli veri, che voteranno “sì””.

Il Direttivo nazionale dell’Anpi è dunque composto, per Maria Elena Boschi, da partigiani falsi e fasulli. Non l’aveva mai detto neppure Silvio Berlusconi. E neppure Giorgio Almirante.

Squadre

“Alfio Marchini – candidato sindaco a Roma con l’appoggio di Silvio Berlusconi – h presentato, oggi, la sua squadra”.

I componenti non sono parsi male. Ma anche i componenti del “Milan calcio” di Silvio Berlusconi non erano parsi male. E, però, sono poi arrivati settimi in classifica.

 

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