Piazza Gondar, sopralluogo del consigliere del II Municipio Massimo Inches

Il consigliere del Pdl denuncia un accampamento abusivo di tre stranieri tra la vegetazione
Enzo Luciani - 16 Luglio 2009

I cittadini residenti nel quartiere Africano hanno chiesto l’intervento del consigliere Massimo Inches, (funzionario della polizia municipale e commissario per la sicurezza) perché preoccupati per la presenza di lavavetri romeni, nell’incrocio semaforico di viale Somalia – piazza Gondar, dove giorni fa è avvenuto il tentativo di violenza ai danni di una giornalista Rai.

Gli stessi cittadini avevano già segnalato le loro preoccupazioni all’inizio dell’anno ed Inches, il 26 Gennaio, aveva depositato presso gli uffici del 2° municipio una proposta di impegnare il Presidente ad attivarsi presso il Comando della Polizia Municipale, per effettuare un’azione di contrasto contro i lavavetri presenti proprio in piazza Gondar e viale Somalia. Richiesta rimasta, tuttavia, inascoltata.

La mattina del 15 luglio Massimo Inches è andato a fare un’ispezione sul luogo segnalato. "Ho trovato – racconta il consigliere – tre cittadini romeni, accampati a pochi metri dallo svincolo della circonvallazione Salaria direzione piazza Gondar, nascosti da una fitta vegetazione, alberi di oleandri e piante selvatiche, due dei quali fuggivano; il terzo si fermava, esibendo una carta d’identità romena, pensando che fossi in servizio, e giustificando l’allontanamento degli altri stranieri in quanto preoccupati, perché il lavavetri arrestato “avrebbe fatto un grande errore”.Raccontava che si sono insediati da tre mesi e che alcuni di loro raccolgono il rame per rivenderlo ad un magazzino a Pietralata; hanno scelto questo luogo perché poco distante vi è una fontanella per attingere l’acqua, ed all’incrocio semaforico riescono a rimediare un pò di denaro, lavando i vetri agli automobilisti. Nel gruppo non vi sono donne. Intorno all’insediamento vi era la solita grande quantità di immondizia, suppellettili, coperte, valigie, carrelli, cavi elettrici, sparsi ovunque, con il solito immancabile cattivo odore che denotava l’utilizzo della zona anche come latrina".

"Consigliavo al cittadino romeno – prosegue Inches –  di chiedere ospitalità, con i suoi amici, presso la vecchia Fiera di Roma in via Cristoforo Colombo, perché è inaccettabile che possano continuare a vivere come uomini delle caverne, contribuendo ad aumentare il degrado e la preoccupazioni dei nostri concittadini. Dal suo sguardo ho capito che il mio suggerimento si rivelerà inutile. Intanto cresce anche la polemica e la rabbia dei residenti della zona Porta Pia Corso Italia, dove prosegue l’occupazione dei sottopassaggi pedonali e vie di fuga ad opera di trans brasiliani, cittadini marocchini e sbandati, con frequentazioni di ragazzi italiani, rendendo pericolosa ed insicura tutta la zona".

"Dopo le mie numerose e continue segnalazioni a tutte le Autorità ed Istituzioni interessate, cui non è stato dato alcun seguito, mi sono ripromesso che, in caso episodi di violenza come già capitato alla giornalista Rai, consegnerò copia di tutto il mio corposo archivio presso la Procura della Repubblica di Roma, per valutare eventuali comportamenti omissivi".

"In questa situazione di anarchia  dove tutto è permesso, potrebbe venirsi a creare quella situazione di giustizia fai da te, magari da parte di familiari di eventuali vittime, che impensierisce il Sindaco Alemanno e che rappresenterebbe il fallimento delle nostre promesse pre-elettorali sulla sicurezza e legalità nella nostra Città, cui mi auguro -conclude Inches – di non dover mai arrivare".

 


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