Piazza Ragusa, il fantasma del deposito “Full Green”: pagato 15 milioni, è una terra di nessuno da 5 anni

Doveva ospitare la flotta dei bus elettrici comprati con i fondi europei. E invece l'ex rimessa Atac acquistata dal Comune nel 2021 resta sbarrata, sommersa dal degrado e occupata dai disperati

Doveva essere la cattedrale della transizione ecologica romana, il quartier generale del piano “Full Green” destinato a fare da nido ai silenziosi autobus elettrici della Capitale.

Cinque anni dopo l’acquisto a suon di milioni da parte del Campidoglio, invece, l’ex deposito Atac di piazza Ragusa continua a raccontare la solita, triste parabola romana fatta di lucchetti arrugginiti, passerelle elettorali rimaste sulla carta e un degrado sociale e architettonico che avanza senza sosta.

Di quella rivoluzione a zero emissioni non c’è traccia dietro i portoni sbarrati, e i residenti dell’Appio-Tuscolano, stanchi di convivere con un buco nero urbano nel cuore del quartiere, chiedono che il Comune sveli finalmente le sue carte.

Il nervo scoperto della rimessa è tornato a fare male durante l’ultimo tavolo tecnico sul trasporto pubblico locale, convocato il 24 giugno 2026 dal presidente della Commissione Mobilità, Giovanni Zannola.

In quella sede, i rappresentanti del Comitato di Quartiere Tuscolano-Villa Fiorelli hanno rimesso sul tavolo il dossier di uno degli immobili più strategici, monumentali e, al tempo stesso, dimenticati di tutto il quadrante est.

Dallo scacco al concordato Atac all’immobilità della giunta

Per chi vive e lavora tra la ferrovia e le grandi arterie commerciali, quel gigante di archeologia industriale rappresenta il simbolo di un’enorme occasione mancata.

Chiuso da oltre vent’anni, il complesso sorge in una posizione d’oro: a due passi dalla stazione Fs Tuscolana e dalla fermata della Metro A Ponte Lungo, incastonato in un rione a densità abitativa soffocante.

Nel 2021, le sorti del deposito sembravano aver preso la svolta decisiva:

L’investimento: Il Campidoglio staccò un assegno da 15,4 milioni di euro per rilevare l’immobile, nell’ambito del delicato concordato preventivo che ha salvato l’Atac dal fallimento.

La promessa: L’operazione, blindata negli ultimi mesi della consiliatura guidata da Virginia Raggi, venne sbandierata come il fulcro della nuova mobilità sostenibile, l’hub logistico dove ricaricare la flotta a batteria.

Da quel rogito notarile, però, non si è mosso un solo mattone. I cantieri non sono mai partiti. Anzi, le barriere e le reti arancioni installate anni fa per perimetrare la struttura si sono trasformate in una beffa: oggi non proteggono nessun operaio, ma servono da paravento e riparo di fortuna per i senzatetto che vi hanno allestito giacigli di cartone e coperte.

La rivolta dei residenti: «Copiamo piazza Bainsizza»

Tra le strade del Tuscolano la pazienza è finita e cresce il sospetto, quasi una certezza nei corridoi della politica, che il piano industriale per i bus elettrici sia stato definitivamente seppellito e accantonato per motivi tecnici o di budget.

I cittadini chiedono quindi di resettare tutto e pretendono un percorso alternativo di rigenerazione urbana.

Il Comune compra il deposito
Anno 2021

Il Campidoglio investe 15,4 milioni di euro per strappare l’immobile al concordato fallimentare Atac.

Il naufragio di Reinventing Cities
Periodo post-acquisto

Tramonta il progetto internazionale di architettura “Re-Inventing Cities”. L’area entra in un limbo burocratico.

Scontro in Commissione
24 Giugno 2026

I comitati portano la protesta in Comune, denunciando le occupazioni e le promesse mancate sui servizi sociali.

Il modello da imitare ha un nome preciso: l’ex deposito Vittoria di piazza Bainsizza, a Prati, dove un percorso di progettazione partecipata sta trasformando le vecchie officine in un polo misto di servizi pubblici, spazi culturali e verde per il quartiere.

«Vogliamo che per piazza Ragusa si attivi lo stesso identico iter di rigenerazione urbana – attacca con fermezza Rosy Tomassi, presidente del Comitato di Quartiere Tuscolano-Villa Fiorelli –. Chiediamo che il Campidoglio tenga fede all’impegno formale preso con il Municipio VII: destinare almeno 1.400 metri quadrati della struttura a spazi sociali per i residenti, biblioteche o centri anziani. Su questo punto, oggi, c’è solo un silenzio imbarazzante».

Un silenzio che sta creando crepe anche all’interno della stessa maggioranza che sostiene il sindaco. Giorgio Trabucco, capogruppo della Lista Civica Gualtieri in Aula Giulio Cesare, ha depositato un atto ispettivo formale per costringere la Giunta a fare chiarezza.

L’obiettivo è capire se il piano dei bus elettrici sia ufficialmente morto e quali siano le scadenze reali per la bonifica.

Nel frattempo, mentre la Roma ufficiale continua a riempirsi la bocca con le parole “Smart City” e mobilità ecologica, nel cuore profondo del Tuscolano un patrimonio da 15 milioni di euro resta lì, sospeso a metà tra i fasti della vecchia archeologia industriale e un futuro che non arriva mai.

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2 commenti su “Piazza Ragusa, il fantasma del deposito “Full Green”: pagato 15 milioni, è una terra di nessuno da 5 anni

  1. Come mai all’interno di detto deposito specie alla rimessa inferiore ci sono sempre macchine parcheggiate di chi sono dei soliti raccomandati

  2. CACCIARE LE AUTO DI CHI USUFRUISCE DALLA MENTALITA’ PREISTORICA DEL FAVORE ( PER NON DIRE ALTRO) E TRASFORMARE IL DEPOSITO IN UN HUB DI MEZZI BUS ELETTRICI E MAGARI I LOCALI ADIBIRLI A UNA SCUOLA INFERMIERI PUBBLICA.

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