

Per tutti coloro che ancora pensano che di chimica nella nostra camera da letto ce ne sia poca, beh, vi invito a riflettere in modo più accurato. La nostra camera è piena di cose che ci appartengono, che parlano di noi, e anche, piena di cose che ci ricordano dei momenti trascorsi.
E la chimica? La chimica sta proprio in quei ricordi, e più precisamente si trova in quella bacheca che contiene tutti gli scatti della nostra vita. In particolare, ci sono delle tipologie di macchine fotografiche che riescono ad imprimere in breve tempo, un ricordo su una pellicola. Queste sono le macchine fotografiche istantanee, e tutti avranno visto almeno una volta nella loro vita una Polaroid.
Uno strumento capace di fissare proprio quel ricordo, in un paio di minuti. È interessante capire come funziona la Polaroid, e le macchine fotografiche simili. Innanzitutto, funzionano con la chimica. Con una reazione chimica. La cosa bella poi, è che tutta la chimica sta proprio in quella pellicola, che oggi sta esposta nella nostra camera.
Prima di spiegare il funzionamento della Polaroid, però, occorre conoscere come si sviluppa una fotografia fatta con una macchina classica, a rullino. Il rullino non è altro che una pellicola a base di plastica che contiene una formulazione a base di argento. Questo materiale, si dice, è fotosensibile. Quando viene scattata una foto, in realtà quello che succede è che si espone la pellicola alla luce. Questo si traduce nell’inizio di una reazione chimica, ed il risultato è quello di avere il negativo dell’immagine sulla pellicola, ovvero con le tonalità invertite.
A seconda della pellicola, si possono ottenere foto in bianco e nero, o a colori. Nelle foto in bianco e nero ci sarà una sola pellicola fotosensibile, mentre in quelle a colori, ci sono tipicamente tre pellicole sovrapposte, che sono sensibili al rosso, al blu e al verde. Il meccanismo è lo stesso, la luce promuove l’inizio delle reazioni chimiche, che fanno imprimere il negativo dell’immagine che ci interessa. Poi però, la foto va portata in positivo, con le tonalità corrette. Questa operazione necessita di trattamenti chimici, ed infatti i rullini fotografici si porta(va)no dal fotografo.
Con la Polaroid invece, viene saltato il passaggio dal fotografo. Questo è dovuto al fatto che le macchine fotografiche Polaroid, dette istantanee, contengono tutti i reagenti chimici per il fissaggio e lo sviluppo dell’immagine, all’interno delle pellicole. Ci sono tutti i reagenti chimici necessari, i quali sono confinati in appositi spazi. Solo dopo che la foto è stata scattata, e la luce è stata impressa, attraverso un semplice sistema di rulli, la Polaroid fa uscire la pellicola e solo ora i reagenti chimici possono trasferire l’immagine, con le giuste tonalità, mostrandoci il positivo.
Avevate mai pensato a questo? Che basta un click per far avvenire tantissime reazioni chimiche?
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