

300 milioni di euro necessari per trasformare in realtà quella che per molti romani era ormai una chimera. Il cronoprogramma è ambizioso ma chiaro: consegnare tutte le opere entro il 2031
Dopo anni di attese, rinvii, annunci e battute d’arresto, finalmente è arrivata una notizia che sa di svolta: il Consiglio di amministrazione di Anas ha approvato la convenzione che sblocca ufficialmente il progetto del Ponte dei Congressi, un’infrastruttura strategica per il quadrante sud della Capitale.
Un passaggio chiave che mette in moto i 300 milioni di euro necessari per trasformare in realtà quella che per molti romani era ormai una chimera.
L’intesa, siglata con Roma Capitale, apre la strada alla realizzazione non solo del cavalcavia ma anche di una serie di opere accessorie che ridisegneranno il volto dell’intera area: dalla riqualificazione delle banchine del Tevere, al potenziamento della viabilità tra l’Eur e l’autostrada per Fiumicino, fino all’adeguamento del Ponte della Magliana.
Lo sblocco dell’intervento era nell’aria da settimane, ma serviva il timbro dell’azienda del gruppo Ferrovie dello Stato per rendere operativa la convenzione.
Ora, grazie ai 289,5 milioni di euro del MIT e agli 8,65 milioni dei fondi giubilari, il progetto può finalmente partire, beneficiando anche di procedure semplificate in virtù del suo inserimento tra le opere per il Giubileo del 2025.
Il nuovo Ponte dei Congressi non sarà soltanto un’opera di ingegneria e traffico: sarà parte di una visione più ampia di riqualificazione urbana e ambientale, con piste ciclabili, nuove aree verdi, un Parco fluviale e spazi pedonali capaci di ricucire il rapporto, spesso trascurato, tra Roma e il suo fiume.
Il tratto di Tevere tra Ponte della Magliana e Ponte dei Congressi sarà oggetto di una vera e propria rigenerazione.
Non solo infrastrutture, ma anche natura, accessibilità e fruizione pubblica: un modello integrato di sviluppo urbano che punta a restituire ai cittadini un luogo dimenticato, trasformandolo in un nuovo affaccio sul fiume.
L’intervento si inserisce nel più ampio piano di rinnovamento del sistema urbano del Tevere, affiancandosi ai parchi d’affaccio già realizzati o in fase di completamento, per dare finalmente coerenza e continuità al disegno di una Roma più verde, connessa e vivibile.
Il cronoprogramma è ambizioso ma chiaro: consegnare tutte le opere entro il 2031. Un traguardo lontano, ma oggi finalmente visibile. Dopo anni di retorica, la città ha ottenuto ciò che chiedeva: un impegno concreto, finanziato, operativo.
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