Poveri ma belli al Teatro Sistina

Il Musical in scena dal 26 novembre al 6 gennaio

Dal 26 novembre al 6 gennaio, al Teatro Sistina, un classico del cinema anni 50 “Poveri ma belli” per la regia di Massimo Ranieri che in conferenza stampa ha dichiarato “Quando sono stato chiamato per questo progetto, mi tremavano le gambe". Il film, diretto all’epoca da Dino Risi, è una perla della filmografia europea, da esso abbiamo preso il meglio. Ho avuto l’impressione di essere un piccolo ladro che ruba a grandissimi del teatro: Scaparro, Strehler, De Filippo, Garinei, Gene Kelly e Fred Astaire”.

Vero e proprio trionfo a Prato, Assisi, Fabriano, Avellino, grazie anche all’affiatamento della compagnia, giovani che hanno lavorato con entusiasmo e voglia di fare, di crescere e di ritrovarsi in un contesto come il Sistina, considerato il tempio del musical.

E’ uno spettacolo romano, ma anche europeo, 20 ballerini, 10 attori (il più piccolo che ha 19 anni, il più grande 40), 200 tecnici. Le coreografie sono di Franco Miseria, le musiche di Gianni Togni.
Musiche che hanno come base il Rock che cominciava ad invadere l’Europa e ovviamente anche l’Italia.

Ritroviamo quei sentimenti puri, leggeri, senza ansie che oggi non si trovano più. Nel ruolo di Giovanna, Bianca Guaccero.

Il rapporto di Romolo (bamboccione interpretato da Michele Carfora) e Salvatore (interpretato da Antonello Angiolillo che si cala nel personaggio facendo un po’ il Clarke Gable della situazione) con Giovanna, non sconfina mai nella volgarità o in un rapporto morboso.

Prevale la leggerezza dei ragazzi, non più ballerini, ma parte integrante dello spettacolo. Il testo mostra una Roma indolente, i personaggi sono caratterizzati da ironia e simpatia che solo i romani sanno di avere.

Straordinaria l’interpretazione di Maurizio Semeraro, nel ruolo del sarto Leonetto, personaggio che rispetto al film è stato sviluppato con una storia drammatica, esistenziale. Svela la sua diversità, argomento tabù negli anni 50 in cui si veniva messi al muro, additati. Leonetto è un sarto burbero ma dal cuore d’oro e quindi diventa l’angelo custode di Giovanna.

Massimo Ranieri ha dichiarato che per il personaggio di Leonetto si è rifatto a Steno quando gli insegnava ad essere gay nel film “la patata bollente”.

Più di 230 costumi e un grande allestimento scenografico, con un ponte che ricorda Soho a New York, con pannelli raffiguranti Trastevere, San Giovanni, Piazza Navona.

La storia, certamente farà appassionare il pubblico italiano.

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