“Pratone” di Torre Spaccata. A babbo morto

Aldo Pirone - 16 Giugno 2022

L’audizione da parte della Commmissione speciale Pnrr comunale, presieduta da Giovanni Caudo, dell’amministratore delegato di Cinecittà Studios Nicola Maccanico aveva fatto chiarezza sulle richieste.
Maccanico ha detto di essere in trattativa con la Cassa depositi e prestiti (Cdp), proprietaria di quasi la totalità dei 59 ettari del “Pratone” di Torre Spaccata – una delle 18 “centralità urbane e metropolitane” del Prg -, per l’acquisizione di 31 ettari di quell’area per poter sviluppare lì il potenziamento produttivo degli Studios. Potenziamento che, come si sa, è il frutto di molte lotte dei lavoratori, dei cineasti e delle organizzazioni partecipative del territorio, da Cinecittà Bene Comune alla Comunità Territoriale.

Prima di Maccanico, l’assessore comunale all’urbanistica Maurizio Veloccia, intervistato da Roma Today, aveva detto che i due terzi del “Pratone” dovevano essere inedificabili e riconnessi naturalmente al Parco archeologico di Centocelle. Quindi si suppone, stando a Veloccia, che i 600 mila mc di edificazione previsti dal Prg sarebbero concentrati nei 18-20 ettari che Cdp avrebbe dovuto dare agli Studios. Una quantità esorbitante, ma lasciamo stare per il momento.

Ora noi sappiamo quel che vogliono gli Studios e quali siano le intenzioni, grosso modo, del Comune di Roma non proprio coincidenti con i desiderata di Maccanico; quello che manca è il coinvolgimento dei cittadini per sapere le loro proposte e le loro opinioni.

A tale proposito c’è la delibera comunale 57/06 che regola il processo partecipativo dei cittadini sulle trasformazioni urbane. Basta leggersi il titolo II con i suoi 14 dettagliati articoli per capire che non è una gherminella (birichinata, marachella). L’art 9 prevede perfino una “Progettazione Partecipata” che, anche se non prevista espressamente da “normative regionali, nazionali ed europee”, è comunque “raccomandata nei casi in cui la rilevanza e complessità dell’intervento consiglia un processo consensuale con gli attori del territorio”. Il secondo comma dell’art. 9 prescrive che “Il processo di progettazione partecipata è promosso su richiesta della Giunta Comunale, dell’Assessore competente, del Consiglio Comunale, del Presidente del Municipio, del Consiglio Municipale”. E questo senza contare che gli amministratori dovrebbero prima spiegare per quale ragione le cose necessarie allo sviluppo di Cinecittà Studios non siano possibili sui 35 ettari di proprietà del comune di Frascati che circondano il terminal di Anagnina serviti dal ferro della Metropolitana

Siccome vi sono in ballo i 300 milioni del Pnrr per gli Studios di Cinecittà, progetto che ha una scadenza entro il 2026 e che il 22 febbraio scorso il Ministro della cultura Dario Franceschini ci ha informato che “il progetto di Cinecittà, sta andando avanti molto velocemente”, la domanda agli amministratori comunali e municipali che sorge spontanea è: ma i cittadini quando li coinvolgete? A babbo morto?


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