

Pier Luigi Nervi riemerge dal seminterrato al civico 940 della consolare (Decathlon)
Via Prenestina 940, anno 1951, date e numeri che non ricordano molto ai più; eppure al civico 940 nel 1951 uno tra i più importanti, noti, geniali progettisti italiani dell’era moderna, Pier Luigi Nervi, costruiva uno stabilimento industriale, il Lanificio Gatti (questo sì noto ai più, specialmente a quanti sono fra i più attempati).
Eppure a guardarlo l’attuale complesso commerciale che oggi ospita Decathlon, un importante negozio sportivo, non sembra possedere le caratteristiche tipiche delle grandi costruzioni mozzafiato a quanti le ammirano. Non ha le volte immense, non ha i pilastri che, alti e slanciati, si irraggiano nel solaio del soffitto per diramare i propri fasci, non ha le grandi aree dove poter godere e sentire la presenza del divino e dove poter ammirare le performance sportive.
Nell’aula Paolo VI e nel Palazzetto dello Sport, si avverte in pieno la presenza del genio che ha progettato l’opera: l’ing. Pier Luigi Nervi.
Ma cosa centrano l’aula Paolo VI e il Palazzetto dello Sport con Via Prenestina 940?
Tutto, perché è proprio Nervi il progettista dell’ex Lanificio Gatti.
Nel 1951 Pierluigi Nervi e Carlo Cestelli Guidi progettano e realizzano l’importante complesso industriale che, ancora oggi, custodisce nel sotterraneo la prima applicazione del celebre “solaio a nervature isostatiche”: il famoso modo di costruire (l’aula Paolo VI, più nota come “Aula Nervi” ne è il massimo esempio) che ha reso Nervi celebre nel mondo.
Il delizioso disegno tracciato dalle nervature che si diramano a fungo dai pilastri non ha solo funzioni decorative (qui la genialità), il ricamo corrisponde al naturale andamento della linee di forza (le cosiddette linee isostatiche di flessione, come direbbero i tecnici) quando vengono sottoposte ad una certa sollecitazione.
Nervi, uno tra i primi al mondo, rivoluzionò il concetto dell’architettura e della scienza delle costruzioni, arrivando a progettare l’edificio, qualsiasi edificio, come un organismo unitario; il suo approccio sperimentale lo portò a soluzioni rivoluzionarie specialmente riguardo a materiali e tecniche costruttive (inventò e brevettò il cemento armato prefabbricato, che ancora oggi si utilizza, nel 1939).
Via Prenestina, 940, l’ex lanificio Gatti, è un vero gioiello ingiustamente non mostrato.Oggi i suoi pilastri, le sue nervature, il suo essere opera di un grande dell’architettura e dell’ingegneria mondiale non l’hanno sottratto al triste destino di non essere vissuto, fruito, e goduto dai molti che vorrebbero poterne ammirare la pura bellezza.
Fino a pochi mesi fa era il garage di macchine di un concessionario, ora, non c’è nulla, nulla che separa un’opera architettonica di quella portata dal degrado come, purtroppo, è successo con altre opere dello stesso Nervi (le due magnifiche aviorimesse dell’idroscalo di Marsala, in Sicilia, sono ormai in completo e totale abbandono).
Questa volta basterebbe poco, veramente poco per permettere a studenti, appassionati e semplici curiosi di poter ammirare un’opera degna di questo nome, realizzata da un genio riconosciuto a livello mondiale, a nostra disposizione.
En passant, ma ci torneremo in un prossimo articolo, sempre sulla in via Prenestina al km 8.250 sorge un’altra opera progettata da Nervi e Bartoli. Ci riferiamo alla Rimessa Tor Sapienza II lotto per ATAC Azienda Tramvie e Autobus del Comune di Roma, Roma 1967 – 1971, comunemente chiamato Deposito di Tor Sapienza.
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Brava Olga e bravo il direttore Luciani
Salve, volevo cortesemente sapere se quello che rimane dell’ex Lanificio Gatti è visitabile. Grazie e buona serata.
Ugo Pavarotti.