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Prenestino, finisce i domiciliari per droga ma torna subito a spacciare: arrestato

L'uomo, 39enne, è stato controllato assieme ad un amico nella zona di largo Preneste ed è finito nuovamente in manette

Aveva appena terminato di scontare una condanna agli arresti domiciliari per droga e, nonostante un obbligo di firma giornaliero, è tornato quasi subito a fare ciò che gli era costato quella pena.

Un ciclo che si è chiuso – di nuovo – nella notte, con le sirene della polizia e le manette ai polsi. Protagonista un romano di 39 anni, arrestato insieme a un amico di 28 anni, cittadino ghanese, nella zona del Prenestino.

La jeep sospetta nella notte

È poco dopo la mezzanotte quando gli agenti dei commissariati Torpignattara e Porta Maggiore intercettano una jeep che si muove a zig zag tra Portonaccio e Largo Preneste.

A bordo due uomini, entrambi già noti per reati legati allo spaccio. Il primo controllo non fa emergere nulla, ma il fatto che nessuno dei due abiti in zona insospettisce gli agenti.

E infatti, pochi minuti dopo, la stessa auto ricompare. Questa volta i poliziotti decidono di andare a fondo.

Il cellophane verde nascosto con la mano

Quando i poliziotti si avvicinano all’auto appena fermata, il 39enne è alla guida. L’amico si trova sui sedili posteriori, irrigidito, con una mano che tenta goffamente di coprire qualcosa.

È un pezzo di cellophane verde, appoggiato accanto a lui. Dentro, quattro involucri: nove dosi già confezionate, pronte per la vendita. Poco meno di 10 grammi tra crack e cocaina.

Nel controllo approfondito dell’auto emerge un altro pacchetto, nascosto con più cura: 20 grammi di polvere bianca, verosimile cocaina.

La recidiva: appena finiti i domiciliari, di nuovo con la droga in auto

In questura la situazione per il 39enne diventa chiara: l’uomo era ancora gravato dall’obbligo di firma. Aveva finito i domiciliari per un precedente reato di droga solo pochi giorni prima. Nonostante la misura ancora in corso, è tornato in strada con nuova sostanza da vendere.

I due vengono arrestati per detenzione ai fini di spaccio e portati in carcere. Ora la magistratura dovrà valutare la loro posizione e ricostruire i movimenti che li hanno portati, nel cuore della notte, con decine di grammi di droga nella jeep.

Un copione noto, ma che questa volta si è interrotto al secondo alt della polizia.

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