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Prima nazionale del thriller Liberaci dal male

Al Teatro Brancaccino di Roma in via Mecenate

Al Teatro Brancaccino di Roma in via Mecenate, il 16 febbraio 2017 ha debuttato in prima nazionale Liberaci dal male, un testo di Giampaolo G. Rugo con Davide Tassi e Roberta Mattei.

Ma di quale male ci vuole parlare Rugo? Egli stesso ci dice che ha provato ad indagare il male in una delle sue peggiori espressioni, quale può essere il rapimento di un neonato. I due protagonisti, Luca e Lella, che hanno rapito il figlio del datore di lavoro di Luca, affrontano in modo diverso il rapimento. Luca cova dentro di sé una profonda rabbia e una profonda frustrazione per la sua condizione di dipendente dell’ “ingegnere”, il proprietario della fabbrica che dà lavoro a tutta la città. Lella è coinvolta nella vendita abusiva di farmaci per abortire, ha tante fragilità e subisce l’aggressività e la violenza di Luca. Durante il periodo in cui accudiscono il bimbo rapito, lui non si smentisce e mette più a volte a rischio la vita del bambino perché non sopporta il suo pianto. Lei, invece, inizia a prendersi cura del neonato con tanto amore, sottraendolo alle angherie del suo compagno e in un finale tragico, Lella penserà solo a salvare la vita del piccolo rapito

Il regista Massimiliano Frau si è cimentato in un’impresa ardua, considerando che si tratta del testo di un thriller trasposto a teatro. Il genere in questione con i suoi ritmi serrati non si adatta facilmente al palcoscenico con spazi ridotti e scarsa libertà di movimento. Invece l’adattamento della regia risulta ben riuscito, considerando che in un unico spazio scenico è riuscito a far rientrare una rappresentazione così complessa. Tre diverse aperture, una sul mondo esterno e due sulle camere da letto hanno dilatato lo spazio scenico permettendo di articolare efficacemente la narrazione.

Davide Tassi

La storia invece ci mette di fronte a due tipologie umane differenti, in cui l’una si perde nella ricerca di rivalsa sociale a tutti i costi e l’altra trova nell’amore sorto spontaneamente per il bambino la salvezza per sé stessa e per il neonato. Dunque, nella sua indagine del male assoluto, Rugo trova il male e il bene che si confrontano e l’amore di Lella permetterà aprirà l’unica possibile via d’uscita.

Inoltre, sullo sfondo un’altra tematica aleggia, quella del conflitto sociale. Nonostante i diritti conquistati dalle fasce sociale più deboli, nonostante le tutele acquisite, le differenze sociali tra le classi sociali più elevate e quelle più deboli, non cancellano il livore di chi sta dalla parte più debole. Sebbene il personaggio di Luca sia caratterizzato come il cattivo, ad un certo punto spinge quasi lo spettatore a simpatizzare con la sua frustrazione e con la sua rabbia repressa.

Roberta Mattei

Spettacolo ben riuscito anche grazie alla bravura dei due interpreti: Davide Tassi nel ruolo di Luca, interpretato senza esitazioni, dando vita ad un personaggio asciutto, ben delineato, senza sbavature; Roberta Mattei, che con la sua fisicità minuta, macilenta, ma dal viso molto espressivo, ha dato una connotazione di realismo al suo personaggio.

Il pubblico in sala si è mostrato attento per tutta la rappresentazione, che si è svolta in modo serrato e intenso per 1 ora e mezza circa.

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