‘Primi Piani’ di Bruno Pellegrino al Vittoriano

Cento opere di un uomo politico e di cultura catturato in maniera vigorosa dall’arte figurativa
di Patrizia Miracco - 19 Settembre 2013

Dal 19 al 3 ottobre 2013 il Complesso del Vittoriano ospita la prima personale di Bruno Pellegrino: “Primi Piani”. Esposti nella Sala Zanardelli sono circa cento opere tra oli e sculture, più l’installazione Mare Nostrum, cinquantuno oli che raffigurano la fauna marina raccolti in un’unica sala dando allo spettatore l’illusione di trovarsi in un acquario luminescente. Cinque sono sculture, i restanti lavori sono suddivisi in tre temi principali: ritratti, fiori, pesci. Si tratta di opere senza nome, ritratti classificati da un numero e non da un titolo.

Quadro-026_ridProtagonista delle opere di Pellegrino sono soprattutto i volti, volti definiti dai colori più che dalle forme con sguardi melanconici e introspettivi. L’artista ha ricavato “soggetti per saggiare il difficile equilibrio tra il momento ricettivo della coscienza e quello produttivo dell’espressione” come spiega Duccio Trombadori, curatore della mostra. “Bruno Pellegrino – prosegue Trombadori – naviga a vista come un rabdomante: se non ama citare maestri e modelli, egli tuttavia metabolizza un vasto patrimonio di cultura artistica che emerge abbondante dal filtro della sua immaginazione”.

Bruno Pellegrino nasce come un “uomo politico e di cultura, ben consolidato nel ceppo antico del socialismo milanese – spiega ancora il curatore della mostra – con la sua tradizione laica, democratica e riformista. Vive a Roma. Da alcuni anni si è messo ad osservare il mondo con occhi di pittore, e ci è riuscito”.

Quadro-013_ridL’artista oscilla tra due polarità dominanti: “la polarità intimistica che ha la sua sponda in Munch, nel primo Picasso, in Soutine, in Modigliani e la seconda – Paolo Portoghesi, uno degli autori del catalogo – in cui il contorno perde la sua continuità e riemerge una carica espressionista; qui sono De Pisis, Sironi, ma anche Freud i maestri coinvolti nella ricerca di un linguaggio”.

L’artista racconta di se’: “Mi è capitato più volte di cambiare vita, di voltare pagina, di iniziare nuove avventure. Mai in modo così radicale, però, come in questi ultimi cinque anni. I colori, le forme, la pittura e, in piccola parte, la scultura mi hanno catturato in maniera vigorosa, assorbente. E, quello che più conta, gratificante. Una vera torsione esistenziale”.

L’esposizione è aperta dal lunedì al giovedì, dalle ore 9.30 –18.30; il venerdì, il sabato e la domenica dalle 9,30 – 19,30, ad ingresso gratuito. L’accesso è consentito fino a 45 minuti prima dell’orario di chiusura.

Per informazioni: tel. 06/6780664, www.brunopellegrino.it


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