Primo giorno di scuola elettronica

La didattica a distanza parte a Roma e in Italia? La mia esperienza da Pietralata
Catia Cencini - 1 Aprile 2020

In questi giorni per molti alunni delle elementari sono iniziate le prime lezioni o almeno i primi tentavi di scuola a distanza sulle piattaforme web.

WeSchool

Oggi 30 marzo, in quel di Pietralata, ci siamo collegati io e miei figli con We School, una piattaforma per far studiare i bambini.

Ci siamo svegliati prima rispetto agli ultimi giorni per essere pronti, pettinati e smaglianti perché alle ore 10:00 era previsto il collegamento internet con la classe.
Tutto era lì pronto e, dopo l’avvio iniziale, 19 bambini sono riusciti a collegarsi, non senza difficoltà… Una grande confusione: dai 19 microfoni accesi i rumori di molte case hanno invaso contemporaneamente la videochat.
Che bello, però, vedere tutti quei visetti sorridenti e tutti entusiasti di rivedersi!

I primi 40 minuti sono trascorsi nella confusione, ognuno cercando di capire il funzionamento della piattaforma e, grazie alla pazienza dei maestri, la situazione si è poi equilibrata disattivando l’audio dei bimbi (per evitare la confusione) e la telecamera (per alleggerire il consumo di internet mal sopportato dalla piattaforma).

Tornato il silenzio è stato fatto l’appello: ogni bambino, a turno, attivava la telecamera e l’audio quando sentiva il proprio nome, per confermare la sua presenza.

In pratica, facendoli giocare con i tasti del pc con moderazione, questa è stata la loro prima lezione base di informatica.

Tante le domande dei piccoli “alunni a distanza” ai loro insegnanti.

Ma quanto dobbiamo rimanere a casa ?

Ma il coronavirus dicono che muore con il caldo…

Ma il 5 aprile potremmo almeno uscire?

Maestra, maestra, ho sentito il Tg è vero che il virus è stato fatto nel 2015 dai cinesi?

Come faremo per l’interrogazione?

Maestra, io non sto tutto il giorno a casa alcune volte mamma mi porta in terrazza così ci prendiamo un po’ di sole.

Anch’io maestra, vado in terrazza.

Se il virus rimarrà fino a giugno fingerò di andare al mare buttandomi nella vasca dell’acquario.

Quanta emozione nell’ascoltare i bimbi: sentire quanto si rendono conto della realtà ci aiuta a non perdere la speranza di potercela fare.

Tutto sommato come primo live, durato in totale un’ora e mezza, non e stato poi così disastroso. Ancor di più se si pensa che, dopo venticinque giorni, hanno rivisto il viso dei compagni e dell’insegnante e che è servito a far loro ritornare la voglia di fare compiti a casa, donando a loro, e forse ancor più a noi genitori, un bel sorriso ottimista.

Con un bel saluto ci siamo lasciati per il prossimo appuntamento.

di Catia Cencini

Riassunto della prima giornata con WeSchool

Tratto da anonimo su Whatsapp

«Inizio della videotortura giornaliera.
Ore 9.00 lezione di italiano
-Bambini mi vedete? Mi sentite?
-maestra io non ti vedo.
-maestra io ti vedo ma non ti sento
-maestra io ti sento e ti vedo bene, ma non benissimo.
-io vedo sfuocato.
-io vedo un brontosauro.
-Va bene bambini, proviamo ad uscire ed entrare di nuovo. Pronti? VIA!
Ore 9.30
-Allora bambini ora mi vedete?
-no maestra, non ti vedo.
-allora chiama la mamma o il papà e fatti aiutare!
-eccomi maestra, sono la mamma, mi vede?
-ok Signora, la vedo, come sta?
-Malissimo grazie. Lei?
-peggio di ieri ma meglio di domani, cerchiamo di collaborare e uscirne al meglio.
-come no! ANDRA’ TUTTO BENE!
-ok ora che ci vediamo e sentiamo tutti chiudete i microfoni perché si sente il fruscìo.
-ora lo apre solo Giovanni.
-ora lo chiude Giulia.
-aprite!
-chiudete!
-aprite!
-fate una giravolta e sedetevi un’altra volta.
-no, sarebbero meglio 3 Ave Maria.
-Allora bambini avete studiato??
-sì
-no
-un po’
-metà
-quasi.
-bene. Sara, quanto fa 6X8
-cosa?
-quanto?
-che ha detto?
-io non ho capito!
-chiudete i microfoni.
-riapriteli.
-bambini è finita l’ora, dobbiamo salutarci, a domani.
Ore 10 lezione di matematica
-ciao bambini, come state?
-insomma
-a me gira la testa
-a me fa male la pancia.
-io devo fare la cacca.
-tranquilli bambini, ANDRA’ TUTTO BENE!
-maestra io non ti vedo
-maestra io non ti sento
-mamma mamma vieni, qui è tutto nero!
-dove?
-qui! Lo schermo!
-ok proviamo a rientrare
-ma che acciderbolina! Non riesco più ad entrare!
-mamma sbrigati!!
-non riesco!
-MAMMAAAAAAAAAA
-AOO!! Che urli??????
-ok ci siamo, siamo dentro!
-maestra io non ti sento.
-io sto sudando freddo
-anch’io!
-io credo che possiamo farcela
-ANDRA’ TUTTO BENE!
Ore 11:20, lezione di inglese
-hello children!
-sto cazzo
-che ha detto?
-pronto?
-è occupato.
-allora bambini, proviamo a scollegarci e ricollegarci.
Ore 12
-ora mi sentite?
-sì ma ho le vertigini
-io schifo tutti
-scusate, sono la mamma di Susanna, io mi sento psicologicamente stanca, non si può fare sta cosa!
-e no, non si può fare.
-la notte adda passa’
-e sì infatti, io ho altri 52 figli e sono 21 giorni che non faccio la doccia.
-io il bidet
-che schifo.
-che ha detto?
-bambini è il vostro maestro di inglese che vi parla, siete stati bravissimi. La lezione è finita, andate in pace. A domani.
-che ha detto?
-che la lezione è smarrita perché non è capace.
-eh?
-Vabbe’, a domani.
RESTATE A CASA!»
Cit.


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