Prossima la riapertura del tratto della via Tiburtina tra la Stazione e Casal Bruciato

I cittadini sperano che questa, dopo tanti annunci, sia la volta buona
Antonio Barcella  - 15 Marzo 2019

Sono iniziati i lavori per riaprire la corsia centrale della via Tiburtina tra la stazione ferroviaria e via di Casal Bruciato. Uno stanziamento di circa un milione di euro è stato messo in campo per la riasfaltatura e per la messa in sicurezza di un chilometro e duecento metri di strada dopo che un cantiere per la sostituzione del collettore fognario ha bloccato parzialmente questa strada per quasi sette anni.

Anni in cui il restringimento della strada ha provocato inevitabili rallentamenti alla circolazione di auto e mezzi pubblici diventando un incubo per i residenti di questa parte della città. Un vero calvario per abitanti e commercianti che dall’estate del 2012 sono costretti a subire i disagi di un cantiere che ha moltiplicato per sette le stime temporali dei lavori. Sì, avete capito bene, i lavori previsti dovevano durare poco più di un anno ma, in corso d’opera, è emersa la necessità di un intervento ben più consistente al quale si sono poi aggiunti i soliti tempi morti per alcuni ritrovamenti archeologici.

Lungaggini burocratiche sono poi emerse dal Natale del 2017, quando l’impresa ha restituito all’amministrazione locale il tratto di strada. Da quel momento c’è voluto ancora più di un anno prima che siano stati reperiti i fondi per concludere il progetto e restituire la strada alla comunità.

Lavori che sono iniziati sotto la giunta Alemanno, hanno attraversato la giunta Marino e si sono conclusi sotto la giunta Raggi attraversando tutto l’arco costituzionale.

Sinceramente noi cittadini troviamo veramente poco da esultare per lavori annunciati ma non ancora conclusi. Anzi ci sembra che ultimamente si viva più di annunci che di opere realizzate. I residenti di questa porzione di territorio avranno modo di entusiasmarsi quando un cantiere della pubblica amministrazione impiegherà finalmente il tempo preventivato senza moltiplicare le stime per numeri esagerati.

 

Antonio Barcella 


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