

Respinta, con un emendamento del PD, la richiesta di nuove perizie idrogeologiche
Nella seduta del 23 febbraio 2016 nel Consiglio del XIII municipio si è discusso del Piano di Recupero Urbano di Valle Aurelia (P.R.U. ex art 11 legge 493/93 – Valle Aurelia) e della realizzazione del relativo Centro commerciale.
Il Consiglio ha approvato un ordine del giorno, presentato dal Movimento 5 Stelle, in cui si chiede al Presidente del Municipio e agli Assessori competenti di:
– verificare che tutte le opere a scomputo vengano correttamente completate prima dell’apertura del centro commerciale;
– che si faccia subito chiarezza in merito ai terreni appartenenti a Metro e FS, per evitare problemi simili al blocco ultradecennale della realizzazione di strutture inerenti all’accordo di programma per la riqualificazione delle aree ferroviarie di San Pietro e Stazione/Cavalleggeri e relativo cantiere con gru di Via del Crocifisso;
– che venga rispettato il cronoprogramma contrattuale previsto negli allegati alla Convenzione Urbanistica;
– che, come da art.6 previsto dall’Accordo di Programma ex art.34 DL.gs. n. 267/2000, sottoscritto in data 1 dicembre 2004, venga istituito il Collegio di Vigilanza, costituito dal Sindaco o da un suo delegato e da rappresentanti della Regione Lazio e del Comune di Roma e vengano esercitate le previste attività di vigilanza e controllo sulla regolare esecuzione dell’Accordo;
– che vengano inserite parallelamente al Collegio di Vigilanza, delle rappresentanze di cittadini locali, anche riunite in associazioni e comitati al fine di concordare tutti quegli interventi necessari allo stato di avanzamento dei lavori e altre eventuali criticità, evitando che si alterino gli equilibri vitali della zona.
L’Odg del M5S prevedeva anche un altro punto, quello di richiedere immediatamente una nuova valutazione geologica o un aggiornamento di quella esistente e che venga istituito un programma di rilevamento e valutazione dei dati geofisici e delle falde sottostanti, riscontrati prima, durante e post opera in collaborazione con l’ARPA LAZIO e che ogni attività di cantiere venga immediatamente sospesa fino a che tale nuova valutazione geologica non sia disponibile e approvata dalle autorità competenti. Il Pd ha però inserito un emendamento soppressivo per non subordinare l’inizio lavori a questa nuova perizia, come richiedeva il M5S.
In un comunicato il M5S sottilinea le motivazioni della loro proposta, in particolare per quanto riguarda a richiesta di nuove perizie idrogeologiche: “Al momento dell’approvazione del Piano di Riqualificazione Urbana di Valle Aurelia, il Movimento 5 Stelle non era presente nelle istituzioni amministrative Comunali e, tanto meno in quelle Municipali e non intende condividere tali scelte pregresse che risalgono al 1993, scelte peraltro intraprese, senza, considerare le esigenze effettive dei residenti. La realizzazione del Centro Commerciale avrà sicuramente un impatto non indifferente sulle attività commerciali di tutto il quadrante e avrà pesanti ripercussioni sulla viabilità della zona, che già allo stato attuale risulta fortemente congestionata. Il parcheggio di Via Angelo Emo sarà ridotto di due terzi dei posti auto e i posti auto previsti nel progetto del Centro Commerciale sono, a nostro giudizio, visibilmente sottodimensionati e insufficienti a coprire le esigenze dello stesso, per cui è prevedibile che i clienti del Centro finiranno per occupare i posti auto esterni al Centro Commerciale, normalmente utilizzati dai cittadini residenti nelle aree circostanti; saranno ridotti ulteriori posti auto nel parcheggio di scambio della stazione della metropolitana A – Valle Aurelia per spostare il capolinea degli autobus, senza l’integrazione degli stessi in altro luogo. A tutto si aggiungono le problematiche relative al dissesto idrogeologico. Ricordiamo che le gli ultimi pareri espressi dalla Direzione Regionale Ambientale e valutazione ambientale strategica risalgono al 2012 e non sono quindi aggiornati anche alla luce del nubifragio del 2014. Ricordiamo che l’area di Monte Ciocci è stata interessata nel 2014 da una frana e dallo scivolamento del costone e che il Comune di Roma non ci risulta abbia messo in atto nuove azioni di monitoraggio e controllo di tale fenomeno, data la composizione argillosa del terreno soggetta a possibili nuovi smottamenti o scivolamenti in caso di calamità come quella descritta.”
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