

La mostra della fumettista Pat Carra dal 22 dicembre 2010 al 23 gennaio 2011 al complesso del Vittoriano
E’ stata inaugurata ieri 22 dicembre 2010 dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti insieme all’assessore alle Politiche culturali, Cecilia D’Elia la mostra personale di Pat Carra dal titolo “Punto A Capo”.
La mostra della fumettista di Parma rimarrà aperta fino al 23 gennaio 2011 al Complesso del Vittoriano – Sala Zanardelli con ingresso libero.
L’esposizione vuole far conoscere l’universo di una delle più amate fumettiste italiane attraverso 29 tele che sono ingrandimenti, tutti disegnati e cuciti interamente a mano, dei fumetti su carta originari. Le dimensioni variano da 90×100 cm a 100×260 cm. I tessuti spaziano dal lino al khadi di Gandhi, dal cotone alla canapa, alla iuta.
I fumetti di Pat Carra sono quindi volati dalla carta alla tela, hanno preso corpo e volume, sono disegnati a mano, ricamati al dritto e al rovescio, tagliati, cuciti.
Pat intreccia sulle tele il lavoro della penna e quello dell’ago, cucendo ironie taglienti su morbidi tessuti.
Le vignette e le strisce sono umoristiche, ironiche, satiriche. Parlano di donne e di uomini, di libertà femminile, di conflitti tra i sessi.
Già negli anni settanta la fumettista, divenuta oggi la più amata nel suo genere, pubblica le sue vignette nella Libreria delle donne di Milano, di cui ha diretto il periodico umoristico “Aspirina. Rivista per donne di sesso femminile”.
Una firma, quella di Pat Carra, conosciuta anche dai più giovanissimi visto che da anni collabora con la ‘Smemoranda’, azienda che produce i piccoli o grandi diari che accompagnano l’iter scolastico degli adolescenti e non solo.
I temi trattati nella mostra vanno dalla violenza domestica e alla guerra. Nelle opere esposte al Vittoriano i colori delle tele e del filo sono il nero, il rosso, il bianco con le sue varianti naturali fino al corda della iuta e all’ecrù della canapa. Tutto creato con questi materiali, cuciti con tecniche indiane; perfino le vignette che sbucano dai personaggi.
A creare questi meravigliosi scenari, l’estro della fashion designer Michela Solari, con l’idea del raffinato kantawork (tecnica indiana) come ricamo base, e Maura Carra che ha eseguito molti ricami. Il designer milanese/danese Anders Lunderskov ha progettato un allestimento essenziale e rigoroso. Le sue cornici in abete naturale sembrano volare intorno alle tele, sottolineando la leggerezza del fumetto. La grafica progettata da Sandro Stefanelli, si sviluppa in rosso e bianco per l’allestimento, la comunicazione e il catalogo. Quest’ultimo pubblicato dalla Provincia di Roma.
Inoltre, in uno spazio della mostra, le vignette di Pat, prendono forma e sarà possibile vederle su delle borse ricamate a mano dalle donne della Ong Lok Seva Sangam. Le borse sono piccole opere uniche a tiratura limitata, di cotone naturale. Ogni borsa nasce da un’esperienza di arte e lavoro condiviso. Il messaggio, dunque, sarà, partendo da incontri e coincidenze fortunate, tenere insieme arte, politica, relazioni tra donne vicine e lontane.
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