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Quale chiarezza dopo il terribile disastro in Puglia

Fatti e misfatti di luglio 2016

Quale chiarezza dopo il terribile disastro in Puglia

“Pretendiamo chiarezza – ha detto il “premier” Renzi sul terribile disastro ferroviario avvenuto in Puglia – L’Italia ha il diritto di conoscere la verità”. E il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Bisogna fare piena luce su questa inammissibile tragedia””.

Ci mancherebbe che non fosse così. Non si vorrebbe, però, che tutto si risolvesse nell’individuare l’eventuale responsabile di questo particolare incidente e le circostanze che lo hanno determinato, punto e basta. L’Italia, infatti, ha sì il diritto di conoscere la verità, ma anche ben altra verità: il perché, anno di disgrazia 2016, ben 12 mila dei 19 mila chilometri di rete ferroviaria siano ancora a binario unico e, spesso, addirittura non assistito con i mezzi più moderni. E va fatta piena luce, sì, sulla tragedia, ma una luce completa, generale, proiettata anche nel passato: su tutti quei Governi nazionali che hanno continuato a lasciare il Sud, anche nel settore dei trasporti, come una terra da vecchio Far West. E su tutti quei Governi regionali che, se alle volte hanno ricevuto anche dall’Unione europea finanziamenti per ammodernare le loro strutture, quei finanziamenti hanno dilapidato o lasciato paralizzare da una burocrazia senza cervello e senz’anima. Ecco: tutto questo sarebbe da appurare e da denunciare, da colpire e da far pagare. Il resto è fuffa. Il resto non può essere l’uscirsene, ipocritamente, con l’ “errore umano”. Scoprire se il responsabile, certo non per sua volontà, sia stato un macchinista o un capostazione. E non, insomma, i macchinisti i quali hanno avuto i comandi di una politica economica e sociale che ha sempre penalizzato il Sud. Con certi capistazione alla guida di Regioni portate al suicidio.

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