Quando gli influencer vanno al museo

La nuova strategia di marketing dopo la quarantena
Alice Sola - 22 Ottobre 2020

Prima della pandemia, Roma era una città piena. Di turisti, di colori, di vitalità. Oggi regna (quasi) la calma. Nel 2019, il terzo museo più visitato del mondo sono stati i Musei Vaticani, con circa 7 milioni di visitatori. Il blocco dei voli, dei treni, dei viaggi, ha azzerato tutti quei risultati in poco tempo, portando i Musei Vaticani a strappare circa 1600 biglietti giornalieri dopo la riapertura post-lockdown.

Meno visitatori hanno ovviamente portato ad una crisi economica per i musei, l’UNESCO e l’ICOM hanno pubblicato un’analisi da cui si evince che il 13% dei musei mondiali è a rischio chiusura per problemi economici. Questo comporta un nuovo modo di fare marketing, perché inutile negarlo, bisogna reinventarsi.

Tour privati, visite speciali, puntare sul valore dell’esperienza più che sul numero dell’incasso. Un calo di visitatori che ha portato i musei a far riscoprire la bellezza, attraverso foto, storie e piccoli “reportage” da parte degli influencer. Sì, proprio loro, gli imprenditori digitali sono la nuova voce di un’Italia che non vuole perdere ancora, tant’è che la strategia di marketing dei vari musei italiani (e anche capitolini) ha puntato su profili prettamente italiani.

Gli scatti di Chiara Ferragni e suo marito Fedez, all’interno della Cappella Sistina hanno forse segnato un nuovo modo di godere delle bellezze artistiche e paesaggistiche del Bel Paese? Un incontro tra passato e presente, Michelangelo che si lascia ammirare dai numerosi followers internazionali della Ferragni e allo stesso tempo loro che possono fruire di una bellezza senza tempo attraverso il piccolo schermo.

Stefano Guerrera, ad esempio, è un influencer che deve la sua fama alla sua pagina Facebook (e anche Instagram)  “Se i quadri potessero parlare”, dove ogni dipinto classico è associato a situazioni quotidiane con tanto di didascalie ironiche, il suo obiettivo è quello di far sorridere sì, ma chiunque sia capitato sul suo profilo è rimasto incuriosito da chi potesse essere l’autore di quel dipinto o ha chiesto conferma di reminiscenze del liceo.

Poi c’è Daniela Collu, brava, irriverente, romana, conduttrice televisiva e speaker di RTL, laureata in storia dell’arte che per i suoi tantissimi followers ha dato vita alla rubrica “Un minuto d’arte”, grazie alla quale è stato possibile “visitare” i Musei Vaticani, la Biennale e monumenti della Capitale, una finestra aperta su Roma e le sue Chiese.

Anche l’imprenditrice bresciana, Cristina Fogazzi, conosciuta sui social come Estetista Cinica, si è spesa in più circostanze per far conoscere tesori segreti del nostro Paese; ha collaborato con il Touring Club e con lei abbiamo visitato molti borghi della nostra splendida regione, ci fa conoscere l’arte contemporanea (è una collezionista), ha dato vita ad un weekend romano per far conoscere due zone della capitale poco visitate (Garbatella e Parco Schuster) e ci ha portato con lei a vedere la Cappella Sistina.

“Naturalmente” dagli scatti postati dai Ferragnez sono nate polemiche prive di contenuto. Si è contestato il fatto che i Ferragnez avessero potuto scattare foto all’interno della Sistina che solitamente sono vietate, ma semplicemente (e comodamente dal divano di casa) si può visitare il sito dei Musei Vaticani per vedere che un tour privato di tre ore per quattro persone ha un costo di 80€/visitatore, durante cui si possano scattare foto, quindi nulla di inaccessibile vista la portata valoriale dell’esperienza.

Dar Ciriola

Più interessante, culturalmente parlando, è che un’imprenditrice, quale è Chiara Ferragni, debba difendersi dalle accuse di “elitismo” mentre promuove la grandezza dei Musei Vaticani, piegati dal lockdown. Ancora, questa mattina, in un noto spazio radiofonico di RaiRadio2, Cristina Fogazzi è stata derisa, in quanto estetista – nonostante abbia una sua linea di prodotti, numerosi punti vendita in tutta Italia, ha lavorato in Rai e conta collaborazioni importantissime- per aver visitato i Musei Vaticani (è stata invitata) e aver suggerito ai suoi seguaci di fare altrettanto. Viviamo in un Paese in cui se sei una donna e fai l’estetista non puoi parlare di massimi sistemi e conti meno di un ingegnere. L’Estetista Cinica si è detta amareggiata sia per il classismo sia per questo costante pregiudizio che gli influencer, (che sono imprenditori è bene ricordarlo) non possano essere interpellati da musei o istituzioni per far conoscere qualcosa o per dargli luce di nuovo.

Oggi la televisione non è abbastanza, la radio non è abbastanza, i giornali non sono abbastanza. Bisogna capire che per raggiungere nuovi rapporti (anche tra persone ed arte) ci sono nuovi mezzi, che hanno un potenziale comunicativo altissimo. E vanno usati. Andiamo a scoprire la nostra città, i nostri musei, le nostre bellezze. L’arte è un mondo bellissimo, e se gli influencer sono un nuovo mezzo per farcela scoprire, apriamo la finestra e ammiriamo.

Senza polemiche. La bellezza salverà il mondo? Speriamo.

 

Alice Sola

 


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