“Quandu si palommarese” (Quanto sei Palombarese)

I risultati del test somministrato ai partecipanti del convegno sul dialetto il 26 settembre, a Palombara Sabina
di Ilaria Forte - 30 Settembre 2015

“Quandu si palommarese” è il nome del test somministrato ai partecipanti del convegno sul dialetto e le tradizioni locali (età media calcolata 53 anni) nella giornata del 26 settembre 2015, a Palombara Sabina (RM). presso la Foresteria del Castello Savelli.

locandina1Il test era formato da 22 domande, più precisamente da parole, alle quali bisognava affiancare un significato da scegliere tra quattro possibili risposte; ha avuto una durata di 10 minuti ed aveva una scala di valutazione finale ben precisa:

– dalle 22 alle 20 risposte esatte: “si palommarese DOC
– dalle 20 alle 15 risposte esatte: “si quasi palommarese ma a da repassa checcosa”
– dalle 15 alle 10 risposte esatte: “si pocu palommarese ma ce po diventa’”
– dalle 10 a 1 risposta esatta: “me sa tandu che si nu forestero, tornatene a casota!”

Ad indovinare dalle 22 alle 20 risposte giuste sono state solamente quattro persone (una del 1936, una del 1956, una del 1954, una del 1950, che in comune hanno l’aver sempre vissuto a Palombara Sabina ed essere figli di genitori sempre vissuti a Palombara Sabina) su un totale di, circa, trenta persone.

La maggior parte del resto dei partecipanti appartiene al gruppo “si poco palommarese ma ce po diventà”, mentre solamente sei persone all’ultimo gruppo, persone più che altro di paesi vicini oppure giovani di Palombara Sabina.

L’idea nasce come momento di divertimento ed, insieme, di apprendimento di parole ormai passate in disuso. Le parole che formavano il test, sono state trascritte dopo essere state ascoltate da persone particolarmente anziane del paese e selezionate poi in base alla forma (le più dissimili dall’italiano).

Il pubblico oltre ad essersi divertito ha aperto anche un dibattito sul significato di alcune parole e la loro trascrizione: la parola [sor’rikkju] potrebbe non corrispondere precisamente al significato di falcetto, o di coltello per il grano.
[o ‘levitu]”[o ‘levitu] è differente da [u le’vitu] in quanto l’articolo può condurci a capire se si tratta di lievito oppure di uliveto (fenomeno del neoneutro). E ancora [akwij’jolu] che sarebbe un attrezzo proprio da falegname, in realtà non ha una scrittura univoca poiché ognuno sembra scriverlo a modo proprio: chi acquijjolu, chi acuijjolu, chi (come Bonifazi, 1936) acugghiolu.


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