Quarticciolo, la criminalità spara ancora: colpita per errore una residente

La donna non è in gravi condizioni. Sul caso indaga la polizia

È bastato un attimo. Un colpo d’arma da fuoco, forse più di uno, e una donna che stava semplicemente tornando a casa si è ritrovata colpita alla spalla.

Una ferita leggera, per fortuna, ma il Quarticciolo – nella notte di domenica 4 maggio – ha rischiato di piombare in un nuovo dramma, a un anno dall’uccisione di Caterina Ciurleo, la ragazza morta per una pallottola vagante a Ponte di Nona.

Questa volta, la tragedia è stata solo sfiorata. Il quartiere, da tempo epicentro di tensioni legate allo spaccio, ha fatto da sfondo a un episodio ancora avvolto dal mistero.

Intorno alle 23:30, un pusher nordafricano avrebbe disobbedito agli ordini del “capo piazza”, trattenendo per sé l’incasso della giornata. Una sfida all’autorità, una regola infranta nel codice non scritto del narcotraffico.

E così sono esplose le tensioni: parole grosse, spintoni, poi l’arrivo di altri uomini in strada. E infine, gli spari.

Secondo le prime ricostruzioni investigative, i colpi erano destinati al pusher “ribelle”, ma uno ha raggiunto di striscio la spalla di una residente. O forse è stata solo una scheggia. Le indagini sono in corso, ma resta il fatto che la donna è stata soccorsa dal 118 e portata in ospedale. Non è in gravi condizioni.

immagine di repertorio

Eppure, nel dedalo di stradine e palazzine basse del Quarticciolo, nessuno si stupisce più. “Lo spaccio non si è mai fermato”, raccontano i residenti. Anzi, è cambiato.

Dall’inizio del 2023 in poi, la mappa del traffico di droga si è ridisegnata: aumentano i pusher nordafricani, i magrebini soprattutto, giovani, aggressivi, determinati.

La gerarchia resta italiana, per ora, ma l’equilibrio è sempre più precario. Le tensioni tra bande, gli sgarri, le punizioni, le vendette: tutto si consuma nel silenzio, ma ogni tanto affiora, con la violenza improvvisa e crudele di una pistola in strada.

Ora la polizia indaga per far luce su quel che è accaduto davvero. Ma una cosa è certa: al Quarticciolo, in quella notte di inizio maggio, è andata bene. Troppo bene. Un centimetro più in là e sarebbe stata un’altra tragedia. Un’altra Caterina.

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