

Fatti e misfatti di maggio 2016
“La profonda voragine dell’Inps – ha ribadito il suo presidente, Tito Boeri – è ormai arrivata a 56 miliardi”.
Quello che inquieta di più, comunque, è che, di quei 56 miliardi, 54 sono dovuti al mancato versamento dei contributi dei propri dipendenti da parte di Regioni, Comuni ed Enti pubblici vari. Dice: ma il mancato versamento dei contributi dei propri dipendenti non costituisce reato da punirsi duramente in sede civile e fino a due anni in sede penale? Certo. Ma per i privati mica, evidentemente, per Regioni, Comuni ed Enti pubblici vari. I quali, così, hanno continuato e continuano a delinquere in tutta sicurezza e tranquillità. Protetti, vergognosamente, dallo Stato. Dalla Magistratura contabile e non contabile e dai vari Governi i quali non se la sentono di mettere il dito nella piaga e crearsi tanti nemici politici. Tanto, poi, c’è sempre pronta la soluzione più cinica e vigliacca: bloccare gli adeguamenti delle pensioni dei “poveri Cristi”, lasciare le minime a livelli di fame, imporre contributi di solidarietà, costringere a lavorare fino a settant’anni e altre porcherie di questo genere già allo studio. “L’Italia – ha scolpito, all’articolo 1, la Carta costituzionale – è una Repubblica fondata sul lavoro…” Ma oggi, con gli alti livelli di disoccupazione, nemmeno tanto. E nemmeno tanto, ancor più, fondata sui contributi delle sue Istituzioni. Veramente scandaloso.
“Chi ha sbagliato – ha garantito, a proposito della incredibile voragine apertasi in Lungarno Torrigiani, il sindaco di Firenze, Dario Nardella – dovrà pagare”.
Giusto quanto ovvio. Ma, forse, il sindaco Dario Nardella potrebbe non essersi reso conto, in un momento tanto concitato, delle parole pronunciate. Perché chi ha sbagliato è stata sicuramente la “Publiacqua”, la più grande azienda idrica toscana, che ha come soci 46 Comuni tutti pd e, dal 2006, anche soci privati fra i quali, con il 40% del capitale sociale, il dimostratori non puro e potabile Monte dei Paschi di Siena. Che poi, il 4 maggio scorso, ha approvato dividendi, a tutti quei suoi soci, per ben 18 milioni e mezzo. E che infine, da anni, è uno dei più accoglienti “poltronifici” fiorentini dove far accomodare amici e sostenitori di Matteo Renzi. Da Erasmo D’Angelis, ad esempio, a Maria Elena Boschi ante ministro. Senza dimenticare, fra i maggiori, quel Filippo Vannoni il quale, oltre che presiedere “Publiacqua”, fa, come suo attuale secondo lavoro, il consulente a Palazzo Chigi. Una “Publiacqua”, insomma, sotto il segno del capricorno Matteo. E dunque, in barba ai suoi ormai fragili tubi di ghisa, in una sempre più solida botte di ferro. Dall’interno della quale, perciò, sarà difficilmente costretta a pagare. Pagherà, tutt’al più, qualche tecnico di “terza fascia”. Magari “fassiniano” o “bersaniano”. “Maremma incauta Nardella”.
“L’India – a sorpresa – ha dato il via libera immediato al ritorno in Italia, nell’attesa delle ulteriori decisioni del Tribunale dell’Aja, del nostro marò Salvatore Girone”.
“Sarà con noi – ha fatto sapere il “premier” Renzi – il 2 giugno”. L’augurio è che il “premier” Renzi non voglia esibirlo, il giorno della “Festa della Repubblica” e tre giorni prima delle amministrative parziali, come un suo personale trofeo.
“Il cardinale Angelo Bagnasco – per i tre anni di cappellano militare nell’esercito – percepisce, dall’Italia, una pensione mensile di 4 mila euro”.
Italiae, più che Deo, gratias.
(** rettifica tra i commenti)
“Sono portato a scegliere come mio successore – ha detto Silvio Berlusconi nella trasmissione “Porta a porta” – un uomo che venga dalla trincea del lavoro. Perché chi fa politica sa soltanto comunicare”.
Un uomo, perciò, che non ami le “veline” per comunicare. Per comunicare, magari, in tutti i sensi. Bravo Silvio. Caduto, evidentemente, da cavallo. E non su una “velina”.
“Lunedi scorso all’ “Eredità” su Rai 1. Domanda: “Qual è il capoluogo del Friuli Venezia Giulia?” Risposta del concorrente: “Gorizia”. Ok del “cervellone” che regola il gioco e di Fabrizio Frizzi che lo conduce”.
Ora, come sanno anche i bambini delle elementari, il capoluogo del Friuli Venezia Giulia è invece Trieste. C’è comunque da sperare che, dopo quest’ultima testimonianza di somaraggine, la televisione pubblica si decida a mettere in bilancio il costo di corsi serali per certi, troppi, suoi dipendenti vergognosamente ciucci.
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**Povero cardinal Bagnasco
“Ciro Verrati – presidente di “Laicitalia” e vicesegretario nazionale di “Democrazia atea” – aveva fatto passare per Vangelo autentico quel suo “In verità, in verità vi dico che il cardinal Bagnasco percepisce, dallo Stato italiano, una pensione d’oro di 4 mila euro al mese”.
Vangelo rivelatosi, invece, apocrifo. Perché, come sottoscritto nel suo “740”, le entrate del cardinal Bagnasco sono risultate di appena 29.822 euro lordi annui. Alleluia.