

I fatti contestati risalgono alla metà dello scorso aprile e si sono consumati nel giro di poche ore lungo le linee ferroviarie che collegano l'Umbria al Lazio
Due colpi messi a segno in sequenza a bordo di altrettanti convogli ferroviari diretti nella Capitale, saccheggiando i bagagli dei passeggeri lungo la tratta.
Si è conclusa davanti al giudice del Tribunale di Terni la vicenda giudiziaria di un trentaquattrenne di origini algerine, arrestato dagli agenti della Polizia di Stato lo scorso 17 aprile con l’accusa di furto aggravato continuato.
L’uomo ha concordato un patteggiamento a un anno e quattro mesi di reclusione, ottenendo la sospensione della pena e l’immediata scarcerazione.
I fatti contestati risalgono alla metà dello scorso aprile e si sono consumati nel giro di poche ore lungo le linee ferroviarie che collegano l’Umbria al Lazio, sfruttando la momentanea distrazione dei viaggiatori.
La ricostruzione degli inquirenti ha evidenziato una dinamica seriale:
Il primo colpo (Stazione di Terni): Il trentaquattrenne è entrato in azione a bordo del treno Roma-Ancona. Approfittando della sosta nello scalo ternano, ha allungato le mani sul portabagagli sovrastante i sedili, aprendo lo zaino di un passeggero. Dal bagaglio ha estratto un computer Apple, una consolle Nintendo Switch completa di dieci cartucce di videogiochi e diversi accessori informatici.
Il secondo colpo (Stazione di Narni-Amelia): Guadagnata l’uscita con il primo bottino, l’uomo è salito a bordo del Regionale Veloce Terni-Roma. All’altezza della stazione di Narni, ha colpito ancora: questa volta ha arraffato direttamente un intero zaino all’interno del quale erano custoditi un MacBook, un iPhone, cuffie wireless di marca Apple e il passaporto della vittima.
La fuga del ladro è durata poco. Grazie alle segnalazioni delle vittime e al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, l’algerino (classe 1992) è stato intercettato e bloccato il 17 aprile con la refurtiva ancora al seguito.
Comparso davanti al Tribunale di Terni per rispondere dei reati di furto aggravato, l’imputato – assistito dal legale di fiducia, l’avvocato Francesco Mattiangeli – ha scelto di ricorrere al rito alternativo, formalizzando l’accordo di patteggiamento per la quantificazione della pena.
Il giudice, recepito l’accordo tra le parti a un anno e quattro mesi di reclusione, ha contestualmente concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, ordinando l’immediata liberazione del trentaquattrenne dal regime detentivo.
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