Categorie: Cronaca
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Rebibbia, due detenuti della “Terza Casa” evadono segando le sbarre

Gli evasi erano in carcere in regime di custodia attenuata per rapina a mano armata. Ricerche a tappetto in tutta Italia

fugaHanno segato le sbarre e si sono calati da un muro di cinta con delle lenzuola annodate. Un metodo antico, ma ben collaudato, quello usato da due detenuti della “Terza Casa” di Rebibbia per evadere dal penitenziario. La fuga è avvenuta nella notte di martedì 11 febbraio. I due detenuti, di nazionalità italiana, erano ospitati al terzo piano in regime di custodia attenuata – area riservata ai detenuti ex tossicodipendenti – entrambi accusati di rapina a mano armata.

Immediatamente sono scattate le ricerche. Posti di blocco sono stati disposti in tutta Italia, con maggiore concentrazione lungo le direttrici che portano fuori città. Controllati anche gli ingressi delle autostrade e del Grande Raccordo Anulare. Gli investigatori si sono recati dalle famiglie dei due, a Primavalle e a Tor Bella Monaca, per cercare qualche indizio utile alla cattura.

“Stiamo accertando la dinamica esatta dell’evasione e collaboriamo, anche attraverso il nostro nucleo investigativo alle ricerche – ha dichiarato il vice capo del Dap, Luigi Pagano – è probabile che non abbiano sostegno all’esterno, e questo ci fa pensare che la loro cattura sia possibile in tempi brevi. Vorrei comunque ricordare che la Terza Casa di Rebibbia da decenni ha un regime a trattamento avanzato, i cui risultati si sono visti sul campo in merito al reinserimento sociale dei detenuti”.

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