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Rebibbia, rivolta nel reparto G9: fiamme e devastazione tra le celle

Detenuti appiccano incendi e distruggono gli arredi. La Polizia Penitenziaria riporta l'ordine dopo cinque ore di assedio

Materassi in fiamme, vetri infranti e il fumo denso che invade i corridoi. È uno scenario di guerra quello che si è presentato nel pomeriggio di lunedì 6 aprile all’interno della casa circondariale di Rebibbia.

Una rivolta violenta ha messo a ferro e fuoco il secondo piano del reparto G9, trasformando una giornata di ordinaria detenzione in un’emergenza di massima sicurezza che ha tenuto con il fiato sospeso l’intero quadrante est della città.

La cronaca del caos

I segnali di una tempesta imminente erano nell’aria già dalle prime ore del mattino. Secondo quanto ricostruito dal sindacato Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), gli agenti avevano percepito un nervosismo crescente tra le sezioni.

Intorno alle 16:00, nonostante il tentativo preventivo di isolare i vari settori (A, B e C) per evitare contatti tra i detenuti, la situazione è precipitata.

La scintilla è scattata nella Sezione A, dove un gruppo di detenuti, in gran parte di nazionalità marocchina, ha dato il via alla sommossa.

In pochi istanti, la protesta è degenerata in vandalismo puro: i materassi sono stati trascinati fuori dalle celle e incendiati, creando roghi che hanno reso l’aria irrespirabile, mentre mobili e arredi venivano distrutti per essere usati come corpi contundenti.

Il blitz per il ripristino dell’ordine

Per fronteggiare l’escalation, la direzione del carcere ha dovuto richiamare d’urgenza il personale fuori servizio e mobilitare ogni unità disponibile. Gli agenti della Penitenziaria hanno operato in condizioni di rischio estremo, muovendosi tra fiamme e locali devastati per circoscrivere la rivolta.

Solo dopo una lunga e complessa mediazione operativa, intorno alle 20:45, le forze dell’ordine sono riuscite a riprendere il controllo totale della sezione. Il bilancio finale parla di danni ingenti alla struttura, ma fortunatamente non si registrano feriti né tra il personale né tra la popolazione detenuta.

Il grido dei sindacati: «Eroi in contesti difficili»

«Ancora una volta il personale ha dimostrato un equilibrio e un coraggio fuori dal comune», ha dichiarato con forza Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp. L’elogio del sindacato va alla professionalità degli agenti che sono riusciti a contenere il caos senza che la situazione degenerasse in tragedia.


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