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Corte dei conti o degli sconti? – L’importanza di chiamarsi Beppe? – Contrappasso per analogia – Niente partita, arriva Renzi – “L’Unità” da ridere?

Fatti e misfatti di settembre 2016

Corte dei conti o degli sconti?

“Soltanto un terzo degli amministratori pubblici condannati per truffa o per illecito uso dei finanziamenti – ha denunciato “Italia oggi” – risarcisce quanto chiamato a pagare. E, quando paga, usufruisce anche di forti tagli”.

La Corte dei conti, allora, o la Corte degli sconti? Qualcuno – con tutto il rispetto – farebbe bene ad occuparsene. Soprattutto perché mancati introiti o introiti tagliati non vanno certo a gravare sui ricchi stipendi dei magistrati della Corte, ma sulle entrate dello Stato. Che, al di là dell’aspetto morale, non può certo permettersi, in questo periodo di grave crisi economica, di rinunciare anche ad un solo euro.

L’importanza di chiamarsi Beppe?

“Lui – accettando il pubblico ufficio – non aveva dichiarato sul “suo onore” e “consapevole delle responsabilità e delle sanzioni penali per attestazioni false e mendaci”, così come richiesto dalle norme sull’autocertificazione patrimoniale, di possedere alcuni immobili e alcune quote societarie. Denunciato e indagato, la Procura di Milano ha ora chiesto l’archiviazione perché lui non avrebbe reso attestazioni false e mendaci, ma avrebbe fornito, semplicemente, dati incompleti”.

Chi è mai questo “lui” declassato, dai giudici, da attestazioni non veritiere a dati incompleti? L’ex commissario unico ed attuale sindaco di Milano, Beppe Sala. A nuova gloriosa testimonianza come la legge sia uguale per tutti. Prosit.

Contrappasso per analogia

“Beppe Grillo – in merito a quanto di inquietante sta accadendo dentro e intorno alla Giunta “5 stelle” di Roma – ha gridato, nell’adunata di ieri sera a Nettuno, al complotto contro il suo “Movimento”. E colui il quale ha dovuto lasciare la fascia d’ “er più” ad Alessandro Di Battista, cioé Luigi Di Maio, ha accusato il Pd di avere creato ed alimentato la situazione di caos in Campidoglio”.

Di nuovo alla ribalta, dunque, il vecchio “vaffa”. Questa volta, però, non da parte del “Movimento” al resto del mondo, ma da parte di una grandissima percentuale di elettori che nel “Movimento” aveva creduto e gli aveva dato il suo voto. Tipico e legittimo esempio di contrappasso per analogia.

Niente partita, arriva Renzi

“La partita di calcio Catania-Fondi – domenica prossima – non verrà disputata”.

Per impraticabilità del campo? No. Per rendere praticabile Catania al “premier” Renzi, che arriverà a chiudere la “Festa dell’Unità” e nei confronti del quale – secondo quei “gufi” del prefetto e del questore – potrebbe esserci una forte contestazione fra precari, forestali, “No Muos”, docenti e collettivi di studenti. Per cui le forze dell’ordine avrebbero ben altro da fare che presidiare lo stadio. Ora, però, la Federazione calcio dovrebbe stare attenta a fissare la data del recupero della partita: che non sia il giorno in cui decida di arrivare a Catania, ad esempio, la fatina dai capelli biondi e dalle riforme costituzionali. Maria Elena Boschi.

“L’Unità” da ridere?

“Il noto vignettista fiorentino Sergio Staino sarà – dal 15 settembre prossimo – il nuovo direttore de “L’Unità” che, in soli sei mesi, ha accumulato un deficit di due milioni”.

Forse si spera che quei due milioni, con qualche vignetta di Staino, una risata li seppellirà? Mentre il direttore in uscita, Erasmo D’Angelis, tornerà a Palazzo Chigi dove si occuperà di dissesto idrogeologico. Dopo il dissesto de “L’Unità”, il dissesto idrogeologico. Auguri a tutti.

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