Rendere visibile l’invisibile: nasce RIF – il Museo delle Periferie

Al via dal 18 ottobre il primo dei 50 incontri: Tor Bella Monaca diventa un centro culturale che dà voce a chi rivendica il valore di una realtà dimenticata
Camilla Dionisi - 19 Ottobre 2020

Il 18 ottobre 2020, al teatro Tor Bella Monaca, si è svolto il primo dei cinquanta incontri organizzati dal RIF – il Museo delle Periferie. Il progetto, promosso da Roma Capitale è nato dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Crescita culturale e il Municipio Roma VI e prevede cinquanta lectio magistralis presso il Teatro Tor Bella Monaca fino a maggio 2021. L’obiettivo è quello di riflettere insieme sul tema delle periferie, sul perché vengano considerate solo grazie (o a causa) della cronaca nera, sulla prospettiva di un futuro più inclusivo rispetto alla collettività.

Ad aprire il ciclo di incontri è stato il vincitore del Premio Campiello 2020 Remo Rapino. Attraverso il suo romanzo “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”, egli ci offre uno spunto di riflessione sulla periferia e su ciò che viene considerato il “diverso, lontano”, mostrandoci gli obiettivi dello stesso programma RIF. Per Remo Rapino, il contesto urbano soffre la separazione con il centro proprio perché non si riconoscono il valore e l’energia propri del periferico. Nel suo romanzo, i personaggi sono inventati ma i fatti sono veri: la letteratura deve stare dove stanno gli uomini reali, rendendoli protagonisti, come merita di essere la periferia. Rapino definisce le periferie “normali anomalie” che mettono in discussione lo stesso concetto di normalità. Sono realtà difficili da vedere e da raccontare.

Citando lo stesso scrittore: “Il nostro compito è quello di trovare il positivo all’interno di qualsiasi difetto. Siamo tutti parte di una polis, ed anche i fantasmi fanno la storia: dietro ad ogni scemo c’è un villaggio. È una storia difficile da raccontare, a causa delle condotte divergenti da quelle conformi alla società e cultura di massa. La nostra deve essere consapevolezza per poter ricominciare dall’ “ignoranza” da contrapporre all’ignoranza di chi davvero non sa. Dobbiamo aprire i porti, non alzare i muri, per una generazione che verrà.

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Va scoperta l’energia che c’è nelle periferie da rimettere in luce e portata a forma visibili, ma è un compito che richiede studio, attenzione ed empatia che mancano ormai nella maggior parte di noi.

In periferia non siamo nati ladri, vagabondi o prostitute. Sta a noi dare voce agli ultimi della fila, a chi una voce non ce l’ha.”

Secondo Remo Rapino, inoltre, è proprio il diverso che deve essere al centro della discussione per capire meglio la nostra normalità. Secondo lo scrittore: “Viviamo in un mondo di distonia in cui è normale la guerra, la violenza e il razzismo. Dobbiamo arrivare alla pienezza riflettendo sulla mancanza, per il futuro e il modello di civiltà che si sta sviluppando. Dobbiamo rendere visibile l’invisibile.”

Gli incontri si svolgeranno tutte le domeniche alle ore 11 presso il Teatro Tor Bella Monaca. Per info e prenotazioni 06/2010579 oppure promozione@teatrotorbellamonaca.it.

 

 

Camilla Dionisi


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