Report svela il rapporto tra costruttori e comune di Roma

La trasmissione di Rai Tre ha puntato i fari su una città grande come Napoli che sta sorgendo nelle campagne romane
Enzo Luciani - 5 Maggio 2008

La campagna romana a Ponte di Nona fotografata da Luca Gentili http://www.flickr.com/photos/luka70

Domenica 4 maggio la trasmissione di Rai Tre Report si è occupata del rapporto che c’è tra i costruttori ed il Comune, il titolo della puntata è stato emblematico: i Re di Roma.
Dall’ottobre 2002 Abitarearoma.net si è sempre occupata di denunciare e descrivere i vari cambi di destinazione d’uso, le compensazioni, i metri cubi e quadri di cemento in continua crescita, il “disprezzo” del paesaggio, la carenza di viabilità e servizi li dove si andavano costruendo alloggi, palazzi, quartieri e centralità.
Spesso abbiamo dato voce a chi non ce l’ha come le tante associazioni di cittadini che finalmente ieri sera hanno conosciuto la “ribalta” nazionale grazie alla trasmissione della Gabanelli con il servizio di Paolo Mondani che si è occupato di Bufalotta, Ponte di Nona, Romanina e Tor Vergata, Acilia Madonnetta, Vitinia, Fiera di Roma (vecchia e nuova); e degli abusi edilizi per l’ampliamento della Luiss e degli 8000 all’interno del Parco Appia Antica, dove la risposta dell’ex assessore all’urbanistica Morassut sul come affrontare queste illegalità è stata tanto rapida quanto sconsolante: “è come essere in una giungla con in mano solo dei maceti”.
Il confronto poi con Madrid e Parigi è stato impietoso.
E’ sorprendente che fino ad ora la magistratura non abbia ritenuto la materia degna di un qualche fascicolo.

Sintesi del servizio di Paolo Maddaloni dal sito www.report.rai.it
IL VIDEO

Lo scorso febbraio, il consiglio comunale di Roma ha approvato il nuovo piano regolatore. Le previsioni parlano di nuovi edifici per 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 11-15 mila ettari.
Una nuova città, più grande di Napoli, che verrà costruita nelle campagne di Roma. Tutto questo nonostante la crescita demografica nella capitale sia vicino allo zero, esclusi i circa 200 mila nuovi residenti tra gli extracomunitari. Nel piano regolatore è stata prevista, dall’amministrazione comunale, la realizzazione di tante piccole città, denominate Centralità, tutto intorno all’attuale zona urbanizzata. Queste micro città verranno costruite su aree private che sono in possesso dei grandi costruttori: Toti, Scarpellini, Ligresti, Caltagirone, Santarelli, che chiedono già oggi di aumentare le cospicue previsioni cubatorie previste dal piano regolatore appena approvato. Lo strumento attraverso cui queste richieste possono realizzarsi è il cosiddetto “Accordo di Programma”.
Basta che un costruttore o un proprietario di un’ area chieda all’Amministrazione di andare in deroga al piano regolatore, che questa procedura sostituisce alla decisione pubblica un tavolo di trattativa tra le parti. E’ grazie a questa tecnica che molte regole urbanistiche possono saltare.
L’inchiesta mostra come funzionano invece le cose in altre due capitali europee: Parigi e Madrid.
A Parigi è stata costruita Bercy: una mini-città cresciuta in questi anni attorno al centro storico, paragonabile ad una delle ‘Centralità’ che si vogliono costruire a Roma. Qui però il comune di Parigi, pur coinvolgendo la proprietà privata e i costruttori, mantiene il suo ruolo di perno della decisione urbanistica, in termini di localizzazione delle funzioni e di progettazione.
A Madrid si mostra, in parallelo con Roma, come viene affrontato il tema della costruzione dell’edilizia popolare e pubblica. L’amministrazione spagnola si muove da autentico imprenditore tenendo però sempre in altissima considerazione le esigenze dei giovani che cercano casa. A Roma e nel resto d’Italia la costruzione delle case pubbliche è ormai ridotta quasi allo zero e la realizzazione delle case a basso costo è stata interamente delegata ai grandi costruttori privati.
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Ed ecco la trascrizione di parte della puntata

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Buonasera. Oggi parleremo di piano regolatore, ovvero ciò che decide la sorte di una città. La città in questione è patrimonio dell’umanità.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Roma. Quartiere Ponte di Nona costruito da Francesco Gaetano Caltagirone.

PAOLO MONDANI
Perché ci sono questi cartelli ovunque con scritto area di cantiere?

FRANCESCO GARGIUOLI – COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
perché questa è di fatto un’area di cantiere, queste sono palazzine che sono all’interno di un’area in costruzione. Sono abitate, sono palazzine comunque sprovviste di certificati di abitabilità. Tra l’altro i certificati di abitabilità potrebbero anche servire per ottenere uno sgravio Ici come prima casa, dato che qui sono tutte prime coppie giovani e quasi tutti, il 95%.hanno la prima casa a Ponte di Nona. Questa zona non è servita dall’autobus, nel momento in cui il comitato di quartiere fece la richiesta per avere gli autobus, l’Atac rispose che non può far attraversare i propri mezzi su un’area di cantiere.

CORRADO STEFANO GOTTI – COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
Tutto questo è stato edificato e realizzato all’epoca…. concesso all’epoca dell’amministrazione Rutelli.

GIANNI ALESSANDRONI – COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
La ferrovia c’è soltanto che passa un trenino ogni 40 minuti, se tutto quanto va bene e all’ora di punta.

PAOLO MONDANI
Che ferrovia è?

GIANNI ALESSANDRONI – COMITATO NUOVA PONTE DI NONA
La FR2. In alcune ore non ci son treni, per due ore non ci sono treni, hanno messo adesso qualche trenino nuovo ma passa soltanto nelle ore non di punta e gli altri son dei carri bestiame. Oltretutto non ci sono parcheggi nelle stazioni.

PIERRE MICHELONI – URBANISTICA APUR – COMUNE DI PARIGI
In Francia si realizza prima le strade, le infrastrutture viarie, tutto e poi l’architettura….Penso che sia uno specifica….

PAOLO MONDANI
E la macchina non serve?

PIERRE MICHELONI – URBANISTICA APUR – COMUNE DI PARIGI
Io ho una macchina, ma non la uso mai e mi sto chiedendo di venderla, perché quand’è che la uso? Quando vengo in Italia?

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Beato lui. Nei prossimi 10 anni si prevede di costruire a Roma 70 milioni di metri cubi. Per dare un’idea: 1700 nuovi palazzi di 8 piani. E si prevede che 350.000 persone andranno ad abitare lì. La crescita è zero, ma sono cambiati gli stili di vita, tante persone sole, coppie non sposate, immigrati, studenti fuori sede, tutte persone che non sono in grado di pagare dei costi troppo elevati. Magari non si vende tutto, però intanto si costruisce, e in 70 milioni di metri cubi ci sta tanta roba. Può essere che si decida anche di seguire le tendenze europee, che sono quelle di spostare fuori dal centro tutte le funzioni politiche ed amministrative e quindi anche il traffico che comportano per lasciare spazio alla naturale vocazione di Roma che è quella culturale e turistica. Nelle chiese di Roma trovi Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, opere di valore inestimabile che non trovi nelle chiese di Boston o di Berlino. E infatti gli amministratori prevedevano questi spostamenti già con il piano regolatore del ’65. Poi per 40 anni si è costruito di tutto, ma i ministeri con annessi e connessi sono sempre rimasti lì. A febbraio scorso è stato approvato l’ultimo piano regolatore. Cosa c’è dentro lo racconta Paolo Mondani

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Lo scorso febbraio, mentre i comitati di quartiere protestano contro i milioni di metri cubi di cemento che pioveranno sulla città, il Consiglio Comunale di Roma approva il nuovo piano regolatore.

ROBERTO MORASSUT – EX ASSESSORE URBANISTICA – COMUNE DI ROMA
Onorevoli colleghi, il nuovo piano regolatore, generale di Roma….

CONSIGLIERE COMUNALE
C’è una violazione della prassi accertata….

CONSIGLIERE COMUNALE
E in due giorni per una maggioranza, solo in questo caso unita e bolscevica, ci fanno votare nonostante la nostra opposizione….

CITTADINO
I soldi che vi ha dato lo Stato per le case popolari, li avete usati per costruire opere inutili!

DONNA OCCHIALI DA SOLE
Loro sul raccordo hanno tanto di cartelloni giganteschi, residenze nel parco, quindi…. e invece il parco delle Sabine che doveva iniziare contestualmente alla edilizia residenziale…. proprio se no sono, così , strafregati!

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Area della Bufalotta, estrema periferia al nord est di Roma. Tra le vie Salaria e Nomentana. Il Comune realizza qui una centralità, una piccola città che sulla carta promette tanto verde, case, uffici, centri commerciali. Ma per ora ci sono solo i centri commerciali e le case costruite dai fratelli Toti e da Francesco Gaetano Caltagirone.

PAOLO MONDANI
Quanto è grande il suo appartamento e quanto lo ha pagato?

DONNA 1
Sul catasto c’è scritto 69.

PAOLO MONDANI
69 metri quadri?

DONNA 1
Si ma 69 metri quadri non netti, dentro sarà un 50 metri quadri, 55 metri quadri, non di più!

PAOLO MONDANI
Complessivamente quanto costa?

DONNA 1
317! Mannaggia!

PAOLO MONDANI
317 mila?

DONNA 2
No aspetta 317 e 900.

DONNA 1
E poi non di lusso, perché a me sembra che siano case popolari, perché io ho visto le case popolari e le rifiniture sono fatte bene, dopo anni ho visto case popolari che ancora reggono. In questa la pavimentazione la scia a desiderare, la zoccolatura marcia.

PAOLO MONDANI
Quanto paga al mese di mutuo lei signora?

DONNA 1
1500 euro al mese, che non so se… che paga la figliola, perché l’appartamento è della figlia!

PAOLO MONDANI
Per quanto tempo?

DONNA 1
30 anni!

PAOLO MONDANI
Ma lei….si diverte lei!?

DONNA 1
Io rido perché non so la figlia che farà!!! E poi dicono che non se ne vanno via di casa, sono bamboccioni, ma come fanno questi figlioli a sposarsi, a uscire di casa, a comprare casa, a vivere!

DONNA 2
Il mio ragazzo, siamo cosi, è un bamboccione anche lui perché chiaramente non si può fare!

PAOLO MONDANI
Sta a casa con i genitori, vi amerete a distanza a vita, questa è la verità?

DONNA 2
Sempre, si. E non potremmo fare nemmeno figli, perché la casa che ho comprato non è che una stanza in più, eventualmente, per poter supportare una famiglia di tre persone.

DONNA OCCHIALI DA SOLE
Siamo stati allettati dal fatto che questa sia una nuova forma di città, la centralità urbana, piena di servizi, diciamo qualcosa di simile all’Eur o al centro di Roma, con la parte direzionale, con i servizi pubblici, i servizi privati, dove c’erano anche possibilità di lavoro perché ci sarebbero stati tanti uffici a disposizione, la metropolitana, l’imbocco con l’autostrada che è l’unica cosa che hanno fatto, ma semplicemente perché c’era Ikea, e il centro commerciale, perché altrimenti di noi se ne sarebbero strafregati.

PAOLO MONDANI
Che cosa sono le centralità?

PAOLO BERDINI – DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Le centralità sono aree di proprietà dei privati che son state….

PAOLO MONDANI
Sparpagliate nella città….

PAOLO BERDINI – DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
….Sparpagliate nella città, andiamo dal nord della città a est della città., al sud estremo della città.

PAOLO MONDANI
Sono queste piccole aree blu, diciamo cosi?

PAOLO BERDINI – DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Si, sono queste aree blu, che erano gli ex servizi generali della città che sono stati appunto privatizzati, sulla base di questa visione, tutta privatistica.

PAOLO MONDANI
Guarda caso le centralità, queste piccole città che dovete realizzare, stanno proprio là dove i proprietari hanno acquisito le aree, esempio, Bufalotta i Toti e i Caltagirone.Acilia Madonnetta passa da Telecom a Toti e Ligresti, Romanina a Scarpellini, Fiumicino a Magliana sempre dei Toti.

ROBERTO MORASSUT – EX ASSESSORE URBANISTICA – COMUNE DI ROMA
Si è messo in moto un mercato delle aree, individuato dal nuovo piano regolatore, che ha spesso modificato anche gli assetti proprietari.

PAOLO MONDANI
Il problema è che voi indicate li le previsioni di….

ROBERTO MORASSUT – EX ASSESSORE URBANISTICA – COMUNE DI ROMA
Ma queste, ripeto, indicazioni, previsioni, sono stati precedenti a questi processi di compravendita, ma a me francamente come si muove il mercato interessa relativamente.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
E infatti il Comune decide di fare le nuove città, le famose centralità, proprio dove i grandi proprietari hanno comprato le aree. Solo un caso? Questo è il video promozionale della centralità Bufalotta dove proprietari e costruttori promettono case spaziose, verde e servizi. Il Comune dice: nella centralità vanno trasferiti dal centro alcuni servizi di qualità come ospedali e ministeri, e invece il comune nell’ottobre scorso, sulla Bufalotta cambia idea.

PIERGIORGIO ROSSO – INGEGNERE – ASSOCIAZIONE NUOVO MUNICIPIO IV
Il 10 di ottobre del 2007 la giunta del Comune di Roma ha approvato una delibera, che cambia la destinazione d’uso di una parte della centralità metropolitana Bufalotta. La centralità metropolitana Bufalotta prevede 2.750.000 metri cubi destinati in parte a servizi e in parte a residenze, la parte a servizi è di circa un milione di metri cubi ebbene questa porzione di un milione di metri cubi, secondo questa delibera, sarà trasformata da uffici a residenze. Questa richiesta è stata accolta dalla giunta sulla base di una analoga richiesta da parte dei costruttori, che avevano difficoltà a vendere uffici. Sono circa 5.000 appartamenti in più e circa 12.000 abitanti in più, su una popolazione già insediata di 200.000 nel municipio IV di Roma. Noi usiamo dire, siamo circa la quattordicesima città in Italia in termini di popolazione.

DONNA OCCHIALI DA SOLE
Ho paura che il mio acquisto, così, si trasformi in una grande bella bolla di sapone e “puff”, e insieme alla centralità se ne vanno anche i miei investimenti.

PAOLO MONDANI
Il caso Bufalotta, dove il proprietario dell’area che è Toti chiede di modificare con un accordo di programma un milione di metri cubi destinati ad uffici in residenze. Questo secondo me contraddice un po’ l’idea che facciate di queste centralità, di queste mini città tante piccole citt. composte da uffici, funzioni moderne.

ROBERTO MORASSUT – EX ASSESSORE URBANISTICA – COMUNE DI ROMA
Si è addivenuti ad un compromesso, all’idea di un compromesso in cui in cambio di una valorizzazione immobiliare vi fosse un notevole versamento di oneri all’amministrazione per realizzare le infrastrutture in trasporto pubblico.

PIERGIORGIO ROSSO – INGEGNERE – ASSOCIAZIONE NUOVO MUNICIPIO IV
E questo che ci scandalizza: che un operazione di valorizzazione di fondiaria venga spacciat.come rilevante interesse pubblico e quindi l’amministrazione l’appoggia e chiede in cambio 80 milioni di euro.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Il Comune scambia i trasporti con le case e i costruttori non fanno i servizi di qualità. La centralità Bufalotta diventerà un altro quartiere sul raccordo anulare. I costruttori versano in cambio 80 milioni di euro, con i quali il Comune prolungherà la metropolitana B1 fino a Bufalotta. Peccato che non ci sia ancora il progetto e che per i 4 nuovi chilometri di metrò occorreranno 600 milioni di euro. Ma per concludere il patto coi costruttori resta aperto un problema, quello delle regole. Il nuovo piano regolatore a Bufalotta non prevede tutte quelle case. Per cambiarlo non basta una delibera del Comune. Come fare? Con uno strumento rivoluzionario: l’accordo di programma.

PAOLO BERDINI – DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Attraverso l’uso dell’accordo di programma io posso conservare, variare, aumentare, cambiare destinazione ad alcune previsioni del vecchio piano del nuovo piano addirittura quindi in buona sostanza le regole sono saltate.

PAOLO MONDANI
E questo è andato a vantaggio soprattutto di chi in questi anni?

PAOLO BERDINI – DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Beh del gruppo Acqua Marcia direi, del gruppo Toti Lamaro, del gruppo Bonifaci che hanno ottenuto delle valorizzazioni immobiliari impressionanti o lo stesso gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Osserviamo la delibera della Giunta comunale del 9 ottobre 2007. Che riguarda l’accordo di programma in variante al piano regolatore per interventi nel settore urbano di Bufalotta. Scopriamo che c’è una seconda concessione, quella che permette un ampliamento dei volumi del complesso di Viale Romania n. 32 per il nuovo polo dell’università Luiss.

VANESSA RANIERI – ASSOCIAZIONE VILLA ADA GREENS
Quello che noi riteniam. assolutamente paradossale è che si va in deroga con accordo di programma al piano regolatore, vantando un interesse generale che in realtà è un interesse di un’università privata.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Ecco il complesso che era di proprietà delle suore dell’Assunzione, poi comprato dai fratelli Toti della Lamaro Costruzioni che lo hanno dato in affitto alla Luiss. La delibera non è ancora approvata dal consiglio comunale eppure i lavori sono iniziati. Come mai? Ce lo spiega questa comunicazione dei vigili urbani del secondo municipio. Leggiamo che la Lamaro ha presentato al municipio una Dia, dichiarazione di inizio attività, in cui dichiara l’esecuzione di opere di restauro conservativo. E invece i vigili urbani si accorgono di lavori abusivi di ristrutturazione. Insomma, il secondo municipio autorizza solo lavori di conservazione e nessun ampliamento, il Comune invece sì ma in una proposta di delibera non ancora approvata. Guarda caso, la Lamaro l’ampliamento lo ha già iniziato. Ma si può fare su un’area simile?

VANESSA RANIERI – ASSOCIAZIONE VILLA ADA GREENS
Questa è una zona assolutamente vincolata a tutela integrale, è una zona G1 Parco storico vincolato anche se privato, è un’area che ricade nella valle del Tevere 15/08 e quindi….

PAOLO MONDANI
Che vuol dire un piano paesistico?

VANESSA RANIERI – ASSOCIAZIONE VILLA ADA GREENS
Esattamente ed ha anche un vincolo paesaggistico specifico apposto con decreto ministeriale.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Le sorprese non finiscono qui. Leggiamo nella delibera che la Lamaro Appalti ha deciso di stanziare 8 milioni di euro di contributo straordinario volontario a favore del Comune di Roma visto che non riuscirà a garantire gli standard di verde e parcheggi fissati per legge. Ci guadagna il Comune in questo scambio?

VANESSA RANIERI – ASSOCIAZIONE VILLA ADA GREENS
Beh io direi proprio di no visto che quel di più che gli concede il Comune in termini edificatori renderà 150 milioni di euro alla Lamaro appalti a fronte degli 8 milioni che loro daranno qualora loro non si atterrano agli standard urbanistici.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Il Comune si accontenta di poco. Altri no. Ecco il contratto con il quale la società Lamaro dei fratelli Toti dà mandato all’avvocato Marco Simeon di convincere il Vaticano e le suore dell’Assunzione a vendere il complesso di Viale Romania. Legato all’Opus Dei, Simeon, è stato responsabile relazioni istituzionali di Capitalia. Oggi è a Mediobanca. Ma sempre sotto l’ala protettrice di Cesare Geronzi. I Fratelli Toti per la consulenza versano a Simeon un milione e 300 mila euro.

ROBERTO MORASSUT – EX ASSESSORE URBANISTICA – COMUNE DI ROMA
Francamente i cognomi Toti, questo, quell’altro interessa poco, torno al concetto. L’amministrazione da’ delle norme, da delle regole, da degli indirizzi poi il mercato si muove. Indipendentemente. Io difendo il progetto di creare in quel luogo un campus universitario della Luiss, perché Roma è la capitale d’Italia, la Luiss è una grande università, benché privata, che forma una parte importante della classe dirigente e deve avere una sede degna.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Sulla Roma-Fiumicino c’è un’altra grande area di proprietà dei fratelli Toti che essendo anche costruttori hanno potuto edificare i capannoni della nuova Fiera di Roma. Il piano regolatore non prevedeva affatto la nuova fiera eppure su questi 300 ettari i Toti ottengono di poter realizzare tre milioni di metri cubi, di cui la fiera è solo una parte. Ma la storia viene da lontano.

PAOLO BERDINI – DOCENTE URBANISTICA UNIV. TOR VERGATA
Questa zona era destinata dal piano regolatore del 1965 ad auto-porto, cioè qui arrivavano le merci, cambiavano vettori, arrivavano i tir e poi cambiavano le merci con i piccoli vettori verso la città di Roma. Da allora il destino di quest’area è diventato travolgente nel senso che, a cavallo delle due giunte, di Francesco Rutelli e di Walter Veltroni, sempre attraverso lo strumento dell’accordo di programma, gruppo Lamaro propone al comune di fare qui la Fiera di Roma e il Comune di Roma fa una variante attraverso un accordo di programma e questa zona da auto-porto diventa Fiera di Roma, anche qui c’è una plusvalenza che lascio immaginare.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Siamo sulla via Anagnina, quadrante sud est di Roma. Quartieri degli anni ’60 nati con l’abusivismo e quartieri legali fatti solo di case. La viabilità è collassata dall’arrivo del centro commerciale dell’Ikea. Proprio qui, sull’unica area verde rimasta libera, di proprietà dell’Immobilfin di Sergio Scarpellini, il comune vuole costruire una centralità. E con lo strumento dell’accordo di programma, in deroga alle previsioni del piano regolatore, le costruzioni previste crescono a dismisura.

ALDO PIRONE – COORD. COMUNITA’ TERRITORIALE MUNICIPIO X
Il piano regolatore del 2003, la proposta originaria prevedeva un’edificazione di 750 mila metri cubi, qui, che poi in fase di deduzione, contro deduzioni, contro deduzioni, insomma, alla fine il nuovo piano regolatore ha fissato la quota a 1 milione e 130 mila metri cubi e c’è stato già uno spostamento consistente in avanti.

PAOLO MONDANI
E Scarpellini cosa intende fare qua?

ALDO PIRONE – COORD. COMUNITA’ TERRITORIALE MUNICIPIO X
Adesso c’è il proprietario che propone per dare, dice lui, un contributo di 50 milioni al prolungamento della metropolitana.

PAOLO MONDANI
50 milioni di euro?

ALDO PIRONE – COORD. COMUNITA’ TERRITORIALE MUNICIPIO X
50 milioni di euro, meno del 20% del costo dell’opera totale, in cambio di quest.piccolo contributo lui chiede un incremento ulteriore di 670 mila metri cubi che complessivamente porterebbe l’edificazione della centralità a 1 milione e 800 mila metri cubi.

PAOLO MONDANI
Lei la Romanina quando la comprò?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
La Romanina l’avevo comprata….qual è il concetto?

PAOLO MONDANI
In che anno voglio dire?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Nel ’90.

PAOLO MONDANI
E quanto la pagò?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
La pagai 160 miliardi.

PAOLO MONDANI
Oggi quanto vale quella quell’area?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Ma che le devo dire….

PAOLO MONDANI
Lei è un intermediario immobiliare, uno dei più famosi a Roma?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Si, si ma io….

PAOLO MONDANI
Se non lo sa lei, chi lo sa?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Sì ma io lo so quanto può valere.

PAOLO MONDANI
E allora me lo dica!

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Diciamo che valgono 5 o 6 volte in più.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Quei terreni comprati nel ’90 oggi valgono 5 o 6 volte in più anche perché il piano regolatore gli da l’ok per costruire 1 milione 100 mila metri cubi. Il signor Scarpellini però vorrebbe edificarne 700.000 in più. Non sarebbe possibile, se non attraverso l’accordo di programma, che è uno strumento amministrativo che permette al pubblico di fare una variante al piano regolatore. Ma mica la puoi fare perché è nell’interesse del costruttore! Si può fare solo quando c’è un interesse pubblico. In questo caso l’interesse pubblico consiste in denaro che il signor Scarpellini darà al Comune. Quanto lo vediamo fra qualche minuto dopo un po’ di pubblicità.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Stavamo parlando del signor Scarpellini, un imprenditore molto abile, può darsi che qualcuno ricordi quando qualche anno fa comprò dalla Telecom il complesso Marini, dove ci stanno gli uffici dei parlamentari. Bene, lui era riuscito a stipulare un contratto d’affitto con lo Stato per 18 anni, ancora prima di diventarne il proprietario. Ad ogni modo, è stato autorizzato dal Comune a costruire nella periferia romana 1 milione 100 mila metri cubi. Lui vorrebbe arrivare a 1 milione e 8. L’ostacolo è superabile solo con una variante al piano regolatore. Per dire, il progettista del signor Scarpellini è stato consulente per i problemi urbanistici della Regione e direttore del piano regolatore di Roma fino al 2002. Capita, i professionisti oggi lavorano per un ente e domani per un imprenditore. Chiusa parentesi. Ma qual è la contropartita che offrirà al Comune in cambio della variante e quanto ci guadagnerà il signor Scarpellini dall’ operazione?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Noi imprenditori è come si diventa quasi come dire giocatori. Sai quanta gente mi dice ma chi te lo fa fare a te che fai una vita da povero!

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Al povero Scarpellini costruire a Romanina frutterà 420 milioni di euro di guadagno netto. Se il Comune gli consentirà di realizzare 670 mila metri cubi in più il netto salirà di altri 250 milioni. In cambio di questa fortuna Scarpellini promette solo 50 milioni di euro al Comune per realizzare il prolungamento della metropolitana da Anagnina a Romanina che costerà, dicono in tecnici, 350 milioni e che se realizzata farà lievitare ancora il valore dell’area.

ALDO PIRONE – COORD. COMUNITA’ TERRITORIALE MUNICIPIO X
Siamo preoccupati concretamente che quella che qui è stata definita come centralità che doveva portare delle funzioni che erano riqualificanti rispetto a una periferia che è molto degradata, diventa invece un nuovo contenitore di case e centri commerciali.

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Bisogna che in questo paese cominciate a pensarla positivamente non sempre negativamente. La dimostrazione di fatto è che io ho cominciato la gavett. e oggi eccomi qua.

PAOLO MONDANI
E quanti appartamenti pensate di fare più o meno?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Quanti ne verranno? Tanti un paio di mila. Anche anche.

PAOLO MONDANI
2000?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
2000 anche di più.

PAOLO MONDANI
2500?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
2500, 3000. Anche di più.

PAOLO MONDANI
3000?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Secondo gli appartamenti come sono piccoli, grandi.

PAOLO MONDANI
Se non lo sa lei dott. Scarpellini!

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Ancora al dettaglio non lo abbiamo studiato.

ALDO PIRONE – COORD. COMUNITA’ TERRITORIALE MUNICIPIO X
Noi qui praticamente arriviamo alle pendici dei castelli romani, ormai tutta la vecchia campagna romana in questo settore, è stata completamente, o verrà completamente coperta dal cemento.

PAOLO MONDANI
A Romanina, Scarpellini dice che occorre passare da circa 1 milione a 1 milione e cento metri cubi a 1 milione e 8. Anche li, che senso ha?

ROBERTO MORASSUT – EX ASSESSORE URBANISTICA – COMUNE DI ROMA
Non ho nessuna pregiudiziale, naturalmente però essendoci stato un voto del Consiglio Comunale, che in materia urbanistica è centrale, ritengo che quel voto e quel dimensionamento vada rispettato e si debba comunque operare, per dare comunque la metropolitana a Romanina mantenendo il dimensionamento stabilito.

PAOLO MONDANI
L’idea di passare dalla previsione di piano attuale alla vostra massima, quella del milione e 8 ha trovato un qualche consenso?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Ma buonsenso no, c’è diciamo della maggioranza, perché questo effettivamente il progetto….

PAOLO MONDANI
Sono d’accordo insomma, questa è la cosa?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Non credo che sia….perché noi facciamo una cosa credo utile per la città, adesso si parla perché lei mi sta intervistando.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Scarpellini è convinto che con l’accordo di programma il Comune gli darà il via libera, ma l’assessore Morassut dice che a Romanina si rispetterà il piano regolatore e che non si faranno 1 milione 800 mila metri cubi. Chi ha ragione? Lo chiediamo a Giovanni Mazza, il signore che vediamo in piedi discutere con un assessore durante l’approvazione del piano regolatore. Giovanni Mazza, ex consigliere comunale del partito comunista italiano oggi è uno dei principali consulenti dei costruttori.

PAOLO MONDANI
Il nuovo piano regolatore di Roma, fa delle previsioni di cubature da costruire, ma tutti sanno che verranno smentite dai futuri accordi di programma, allora questo piano regolatore, non ci dice la verità. Sì o no?

GIOVANNI MAZZA – CONSULENTE COSTRUTTORI
Non si può ridurre a sì o no, il piano regolatore dice una mezza verità, diciamo cosi, diciamo prevalentemente dice la verità, poi in alcune parti questa verità è una mezza bugia che va corretta.

PAOLO MONDANI
Leggo che lei alla Lega Nord ha dato 75 mila euro di contributi, ai DS 68 mila, finanziamento al partito?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Si, finanziamento al partito.

PAOLO MONDANI
Tutto regolare?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Si tutto regolare, con fatture se no non posso fare questo.

PAOLO MONDANI
Ad altri partiti ha dato qualche cosa?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Si tutto regolare, tutto regolare.

PAOLO MONDANI
Anche ad altri partiti voglio dire?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Si ma più che altro sono….

PAOLO MONDANI
Contributi elettorali?

SERGIO SCARPELLINI – COSTRUTTORE
Sì, tutti i contributi elettorali che ho fatto.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
Centralità Acilia Madonnetta. Siamo a due passi dal mare. In un’area archeologica che come dicono a Roma, basta spostare la terra e salta fuori qualcosa. Il progetto realizzato dall’architetto Vittorio Gregotti prevedeva tanti servizi di qualità. Prevedeva, appunto.

PAULA DE JESUS – ARCHITETTO – COMITATO ENTROTERRA XIII
Innanzi tutto le centralità per definizione devono stare vicino al ferro, per cui….

PAOLO MONDANI
Cioè vicino alla ferrovia?

PAULA DE JESUS – ARCHITETTO – COMITATO ENTROTERRA XIII
Vicino alla ferrovia, la cosiddetta cura del ferro, chiamata da Veltroni, cioè vicino alla ferrovia, per cui si sarebbe dovuta realizzare una stazione, che avrebbe servito questa centralità, e poi anche tre campus universitari. Questi tre campus universitari avrebbero dovuto essere finanziati dall’Inail che purtroppo con la finanziaria dell’anno scorso questo finanziamento in realtà non verrà mai.

PAOLO MONDANI
Quindi cancellati i campus?

PAULA DE JESUS – ARCHITETTO – COMITATO ENTROTERRA XIII
Cancellati per esempio già i campus universitari.

PAOLO MONDANI
La stazione ferroviaria però?

PAULA DE JESUS – ARCHITETTO – COMITATO ENTROTERRA XIII
La stazione ferroviaria teoricamente si dovrebbe costruire prima, ma in realtà questa cosa con molta probabilità non si farà.

ADRIANA FORNARO – COMITATO DI QUARTIER MADONNETTA
Si sono rifatti per quanto riguarda la viabilità a delle piantine di zona che risalgono agli anni 60 quindi non hanno tenuto conto del costruito recente e hanno supposto di poter creare delle strade di collegamento che non sono più realizzabili perché ci sono delle case condonate, per cui o abbattono le case condonate o non creeranno le infrastrutture per quanto riguarda la viabilità.

PAOLO MONDANI FUORI CAMPO
In una recente memoria presentata alla giunta comunale prima delle elezioni, l’assessore Morassut scrive che il progetto di Acilia Madonnetta è saltato e va interamente rivisto con la proprietà: Telecom, Marzotto, Pirelli Re. Rimangono quindi tre sole certezze: si faranno case per 10 mila persone, l’università non ha i soldi per spostarsi, la stazione ferroviaria è sospesa.

PAULA DE JESUS – ARCHITETTO – COMITATO ENTROTERRA XIII
Inizialmente siamo partiti con una cubatura di un milione e 800 mila metri cubi. Su richiesta degli abitanti si è cercato di abbassare questo quorum e i cittadini avevano chiesto che fossero circa 800 mila metri cubi. Alla fine l’assessore Morassut all’urbanistica e D’Alessandro ai lavori pubblici comunicano con grande giubilo ai giornali che si è venuti incontro ai cittadini e che questa centralità non peserà più per un milione e 8 ma per un milione e 4. Quindi in realtà….

PAOLO MONDANI
Soddisfatta dei meno 400 mila lei?

PAULA DE JESUS – ARCHITETTO – COMITATO ENTROTERRA XIII
Caspita è stato un affare per noi!

(…)


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