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Restyling da 7,8 milioni per Porta Maggiore: Atac lancia la sfida agli Urbos e all’amianto

Obiettivo: bonificare 6.000 mq di coperture e adeguare le officine ai nuovi tram da 30 metri

Il deposito di Porta Maggiore si prepara a una trasformazione profonda. Nel cuore del V Municipio, la storica struttura di piazza Caballini 1 è al centro di un ambizioso piano di rilancio: ATAC ha avviato una gara da 7,8 milioni di euro per adeguare l’impianto alle esigenze di una mobilità sempre più moderna.

A imporre l’accelerazione è l’arrivo imminente dei nuovi tram Urbos, convogli lunghi 30 metri e dotati di tecnologie avanzate, destinati a entrare in servizio entro l’estate. Mezzi innovativi, ma difficili da gestire in spazi progettati in un’altra epoca.

Il deposito, infatti, pur oggetto di interventi recenti, resta in parte ancorato a una configurazione ormai superata, incapace di garantire le condizioni necessarie per la manutenzione della nuova flotta.

Da qui la scelta di intervenire in modo radicale: il progetto prevede la creazione di officine e aree operative completamente ripensate, in grado di accogliere e gestire i nuovi tram senza rallentamenti o criticità tecniche.

Tra i nodi più urgenti c’è quello ambientale. Le coperture dei capannoni – oltre 6mila metri quadrati – sono ancora realizzate in cemento-amianto.

La riqualificazione partirà proprio da qui, con la rimozione e lo smaltimento del materiale, seguiti dal rifacimento dei tetti e dal consolidamento delle strutture metalliche, finora limitato dalla presenza delle fibre nocive.

Non solo tecnologia e sicurezza: il piano guarda anche al benessere dei lavoratori. Saranno rinnovati gli spazi interni, dalla mensa agli spogliatoi, passando per servizi igienici e aree di supporto.

Previsti inoltre nuovi impianti e dotazioni per migliorare le condizioni operative quotidiane. A completare il quadro, l’installazione di un moderno sistema di lavaggio automatico per i tram, pensato per garantire efficienza e decoro alla flotta.

Nonostante l’entità dell’intervento, i cittadini non dovranno fare i conti con disagi: il deposito continuerà a funzionare durante i lavori, permettendo alle linee 3, 5, 14 e 19 di circolare regolarmente.

La tabella di marcia, però, è serrata. La gara si chiuderà il 5 aprile 2026 e, una volta affidato l’appalto, ci saranno meno di dodici mesi per completare i lavori.

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