Restyling della pista ciclabile di via Nobiliore

Iniziati i lavori per eliminare il percorso in trincea. Poco usata dai ciclisti, molto dai cani
di Aldo Pirone - 27 Novembre 2009

Le piste ciclabili sono una buona cosa. Quando però vengono realizzate, è il caso di parafrasare, ‘’a cacca di cane’’ assumono altre funzioni che non sono quelle previste. E’ il caso della pista ciclabile di via M.F. Nobiliore – Giulio Agricola.
Era stata pensata come collegamento ciclistico fra il nascente Parco Archeologico e il Parco degli Acquedotti e realizzata, se non ricordiamo male, con le opere giubilari. Invece di una pista nacque una trincea protetta da sponde di marmo massiccio poco invitante per il transito delle biciclette intersecata da numerosi e ragguardevoli incroci stradali. Non è mai stata utilizzata dai ciclisti ma quasi subito dai cani, che vengono lì condotti dai loro incivili padroni, per i loro bisogni corporali.

Proprio in questi giorni è stato aperto un cantiere per rifare la pista eliminando la trincea maleodorante. I soldi provengono da un’ordinanza del 26 novembre del 2007 dell’ex Sindaco Veltroni. Si pensa così di restituire l’opera al suo uso normale.

Ma sarà così? Vi sono in proposito non pochi dubbi. Che cosa, infatti, potrebbe dissuadere i padroni della popolazione canina dal portare gli amici dell’uomo, grandi e piccoli, a lastricare con le loro deiezioni la rinnovata pista ciclabile? Non sembra sufficiente l’abolizione della trincea.
Ai cani è indifferente usare una latrina trincerata o farla en plein air. Gli abbaianti animalucci non hanno di questi pudori. I loro padroni, poi, continueranno a pensare di fare del bene all’umanità concittadina sporcando una pista ciclabile e le strisce erbose che la contornano invece dei soliti marciapiedi.

Si dirà che la cosa potrebbe essere risolta dagli opportuni controlli e da qualche contravvenzione da appioppare ai trasgressori che non si muniscono di paletta e sacchetto regolamentare per raccogliere le ‘’cacche’’ dei loro animali.
Ma simile prospettiva appare alquanto utopica.

Forse la soluzione si potrebbe trovare all’interno di un ripensamento complessivo dello square centrale delle arterie Nobiliore – Giulio Agricola che collegano l’area del futuro Parco archeologico di Centocelle con il Parco degli Acquedotti.
Lo spazio potrebbe essere ripensato come passeggiata ciclopedonale lungo la quale collocare gli ambulanti che attualmente occupano, ostruendoli al passaggio e al passeggio dei cittadini soprattutto quelli disabili e anziani, i marciapiedi di via Tuscolana e via Nobiliore.
Già in questi ultimi tempi sono stati collocati in alcuni punti particolari dello square delle strutture commerciali in precedenza malamente collocate. Due fiorai, uno a piazza S.G Bosco e l’altro all’incrocio con via Tuscolana; un bar e un giornalaio prospicienti la fermata del metro Giulio Agricola sempre all’incrocio con via Tuscolana alla fine di via Nobiliore.

Con gli opportuni interventi di decoro urbano, magari ispirati alla storia cinematografica di ‘’Cinecittà’’, con panchine e qualche fontana, il viale Nobiliore – Agricola potrebbe assumere la fisionomia di un boulevard dando un po’ di qualità all’attuale asse viario e all’abitato circostante.

Su quest’asse, oltre all’intervento attuale sulla pista ciclabile, sono previsti interventi consistenti. Essenzialmente i due Pup di via Nobiliore e di Giulio Agricola. Quindi si vanno già riprogettando le superfici connesse. Non sarebbe male se queste riprogettazioni avvenissero dentro un unico disegno.

Anche il X municipio ha avvertito questa esigenza nella risoluzione del 17 luglio 2007 concernente la sistemazione dell’area soprastante il Pup da realizzare nel tratto terminale di via Nobiliore. Infatti nell’atto chiedeva di ‘’ripristinare la superficie dell’area coerentemente con le scelte di rilocalizzazione della pista ciclabile di viale Palmiro Togliatti e con la progettazione di arredo urbano che il Municipio vuole realizzare nell’asse viale Giulio Agricola – viale Marco Fulvio Nobiliore’’. Dunque l’idea di un progetto complessivo c’era.

Adotta Abitare A

La questione è già stata posta dal locale Comitato di quartiere Don Bosco. Dovrebbe essere ascoltato, si eviterebbe così di sprecare soldi in lavori inutili che poi dovrebbero essere rifatti. Insomma evitare di passare dall’opera a ‘’cacca di cane’’ a quelle ‘’a cacchio di cane’’.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti