

In via Tiburtina 780, è stata inserita nel protocollo di intesa firmato il 7 agosto tra Ministero Difesa, Agenzia del Demanio e Comune di Roma
La caserma Ruffo, sulla via Tiburtina al civico 780, è tra le caserme che in virtù del Federalismo
demaniale è stata inserita nel protocollo di intesa firmato lo scorso 7 agosto tra il Ministero della Difesa, l’Agenzia del Demanio e il Comune di Roma. Nel numero di settembre 2014 “Abitare A” ne ha dato opportuna notizia.
Il probabile trasferimento della Caserma Ruffo dal demanio militare al Comune di Roma è questione che merita più di un approfondimento: per le sue dimensioni , per la localizzazione, per i manufatti presenti al suo interno, per la sua storia. Nella quotidianità quel che ci appare della Ruffo è l’ingresso sulla via Tiburtina e il muro di cinta (quasi 800 metri) che corrono lungo via del Forte Tiburtina e (per i curiosi) lungo Via dei carri armati. Per il resto tutto è lasciato all’immaginazione , alla fantasia. Da decenni la speranza dei cittadini ha individuato nella caserma la sede per servizi e attività di cultura, di lavoro, di svago e socializzazione. Ora si presenta un’ occasione irripetibile: e per comprendere e decidere il destino del complesso militare varrebbe la pena di impegnarsi a una più dettagliata illustrazione.
Molte sono infatti le proposte in campo per restituire vita e popolo all’area e alle strutture. Il “Comitato Tiburtina per l’uso pubblico delle caserme” , attraverso questionari, incontri, assemblee ha articolato un progetto già posto all’attenzione del Comune di Roma e del IV municipio.
E proprio dal Municipio una mozione del febbraio 2014 sollecita ad “ intraprendere un percorso partecipato … per condividere e individuare le migliori soluzioni sul riuso pubblico e sociale delle strutture demaniali” . Cominciamo dunque a guardare oltre il muro.
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