Riorganizzare gli ospedali per una maggiore offerta sanitaria nel Lazio

E' l'obiettivo indicato dal presidente Marrazzo, in visita al Poliambulatorio del Regina Elena
Enzo Luciani - 3 Settembre 2008

"Nel Lazio e a Roma noi non chiudiamo gli ospedali, ma diamo più sanità”  l’ha affermato Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, in visita, il 3 settembre 2008, al poliambulatorio di continuità assistenziale dell’ospedale Regina Margherita di Roma, dove è stato inaugurato anche il nuovo centro di radiologia. “In questa struttura – ha continuato Marrazzo – si può constatare come, a volte, ai cittadini non servano i posti letto, ma più offerta sanitaria”.

Quello attivato al Regina Margherita, dopo la dismissione delle attività ospedaliere tradizionali, infatti, è un PTP (Presidio territoriale di prossimità) con servizio di ‘Guardia medica turistica permanente’. Nel Lazio è la prima struttura di questo tipo e ha erogato, dal 1° novembre 2007, 6.325 prestazioni facendo registrare un raddoppio degli accessi al servizio passando dai 400 del novembre 2007 agli 800 del luglio 2008. Il presidio, aperto 24 ore su 24, è assicurato da 12 medici di medicina generale e da 10 infermieri. Gli obiettivi del presidio sono quelli di trattare pazienti con patologie di lieve entità, assistere pazienti con ferite, ustioni e piaghe e prescrivere farmaci o esami urgenti.

“In molti ospedali della Regione – ha dichiarato Marrazzo – ci sarà entro il 2009 una riorganizzazione con più sanità. Ho firmato e inviato al governo il provvedimento che riguarda la riorganizzazione di tutti i punti pubblici a gestione diretta privati o classificati sotto i 90 posti letto. I cittadini si ritroveranno così con una maggiore offerta sanitaria e anche i medici e gli infermieri lavoreranno meglio”.

Il presidente della Regione ha poi inaugurato, alla presenza del direttore amministrativo, Matteo Giuffreda, dei medici e degli infermieri della struttura, il nuovo centro di radiologia della struttura sanitaria. Il centro rappresenta un punto di riferimento per Roma e per il Lazio per la diagnostica di immagini dell’apparato digerente. La nuova Tac multistrato, installata ad agosto e già pienamente funzionante, consentirà un’acquisizione multipla di strati contigui in tempi estremamente ridotti: 5 secondi per il cranio, 15 secondi per il torace e l’addome. L’apparecchiatura si avvale di un software di gestione automatica ‘Auto mA’ che in modo intelligente, riconoscendo il profilo reale del paziente, eroga quantità molto minori di mezzo di contrasto e una minor dose di radiazioni.

“Il caso del Regina Margherita – ha detto il Presidente – dimostra come il tema principale non sia quello dei posti letto ma quello di fornire le strutture di una maggiore offerta. Magari un cittadino, invece di dover essere ricoverato come avveniva negli anni precedenti con un grande spreco di risorse, oggi può recarsi al presidio, fare un’analisi, ottenere una diagnosi e tornarsene a casa propria avendo avuto anche un servizio molto efficiente”.

La riorganizzazione delle strutture sanitarie del Lazio coinvolgerà anche gli ospedali dei piccoli centri di montagna: “Aumenteremo – ha promesso Marrazzo – il numero degli ambulatori, il numero dell’offerta della diagnostica e dei prelievi e creeremo, nel caso di questi centri, superfici per eliporti con servizio diurno e notturno che daranno più sicurezza e saranno più vicini. Questi centri rimarranno quindi aperti ma con un’offerta diversa e in linea con le cosiddette regioni virtuose”.
“Per quanto riguarda, invece, la riorganizzazione del San Giacomo – ha precisato Marrazzo – posso dire che già dal 1° novembre, al centro storico, ci sarà un presidio. Il San Giacomo avrà una ridistribuzione della sua offerta negli altri 5 ospedali generalisti aperti nel centro storico. Roma, in 2,5 km di centro storico ha, infatti, sei ospedali quando a Parigi, nello stesso centro storico, ce ne sono 5 e a Londra 2. Quell’area rimarrà sempre ben presidiata con bravi medici e bravi infermieri. Nella regione Lazio – ha concluso il Presidente – non ci saranno mai chiusure senza aperture”.


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