Robert Capa in Italia 1943 – 1944

A cento anni dalla nascita di Robert Capa, l’esposizione a Palazzo Braschi racconta, attraverso le sue foto, il settantesimo anniversario dello sbarco degli alleati
di Mara Di Nunno - 15 Ottobre 2013

I reportage di Endre Friedmann, noto a tutti come Robert Capa, testimoniano attraverso i suoi scatti in bianco e nero, tutte le antinomie presenti nella guerra: la morte, la devastazione, la follia degli eccidi ma anche l’amore per la vita, l’umanità dei piccoli gesti, la solidarietà.

A Capa, considerato uno dei padri del fotogiornalismo, è dedicata una mostra allestita a Palazzo Braschi (piazza di San Pantaleo) fino al 6 gennaio 2014, in cui sono esposti 78 scatti che narrano l’avanzata militare degli alleati dal luglio del ’43 al febbraio del ’44 da Palermo verso Montecassino.

Mostra Robert Capa locandina

L’itinerario espositivo, predisposto per l’occasione in una nuova area dedicata alle mostre temporanee, è ritmato dai luoghi dell’avanzata, dagli articoli pubblicati in quegli anni, fra tutti soprattutto dalla rivista Life, e dalle citazioni tratte dal suo libro Leggermente fuori fuoco edito da Contrasto, un diario racconto delle sue esperienze sui fronti bellici.

Mostra Robert CapaAttraverso le sue foto e ancora più nelle sue parole si evince tutta la personalità di un uomo disgustato dalla ferocia della guerra ma in qualche modo affascinato da quest’ultima: nato in Ungheria, poi esiliato a Berlino e dopo a Parigi visse in prima persona e raccontò cinque grandi conflitti conducendo un’esistenza da solitario, da apolide soprattutto dopo la morte, nel 1937 in Spagna, della sua compagna la fotografa Gerda Taro.

Mostra Robert libro Leggermente fuori fuoco

Racconta nel libro: “(…) aveva allestito una camera oscura in una piccola tenda. Sotto i teli neri il calore era soffocante. Per impedire allo sviluppo di bollire, Chris aveva fatto requisire due enormi blocchi di ghiaccio alla mensa dei sottoufficiali che protestarono subito perché quel ghiaccio doveva servire l’indomani per fare il gelato. Ci spogliammo e andammo a lavorare. Il sudore colava addirittura nell’acido di sviluppo. Le nostre prima copie, ancora bagnate, furono stampate appena in tempo prima che il ghiaccio si sciogliesse.(…) Mentre Chris si concentrava sulla strada dissestata dalle buche delle bombe, scrutando nella semi-oscurità, diedi un occhiata alle mie foto. Erano leggermente fuori fuoco, un po’ sottoesposte e la composizione della foto non era certamente un opera d’arte. Ma erano le uniche fino quel momento disponibili dell’invasione della Sicilia….”

Capa raccontava la vita dei protagonisti delle guerre, civili e soldati, con estrema schiettezza cercando di calarsi nelle situazioni avvicinandosene il più possibile per metterne in luce l’essenza scevra da idealismi, ma comunque permeata dai contrasti più stridenti. Come afferma la curatrice della mostra Beatrix Lengyel: “Le fotografie di Robert Capa sono impresse nella memoria collettiva come piccoli frammenti del XX secolo. Sono tessere di un simbolico mosaico degli istanti che separano vita e morte e delle atrocità delle cinque guerre di cui fu testimone. Grazie alla delicatezza, all’umanità, alla spontaneità e alla sensibilità dei suoi scatti, generazioni di fotografi hanno compreso come sia possibile immortalare i dimenticati e gli ultimi nell’intimità degli attimi di cui si compone una vita, siano essi attimi di commozione, sollievo, terrore o felicità.”

Adotta Abitare A

“Slightly out of focus, Leggermente fuori fuoco”, il suggerimento di un approccio senza illusioni alla vita di un uomo che affermava: “La miglior foto, la miglior propaganda, è la verità”.

Questa importante esposizione, ideata dal Museo Nazionale Ungherese di Budapest e Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con il Museo Nazionale Ungherese di Budapest, il Ministero delle Risorse Umane d’Ungheria, il Fondo Nazionale Culturale, l’Istituto Balassi – Accademia d’Ungheria a Roma e l’Ambasciata di Ungheria a Roma.
L’organizzazione è di Zètema Progetto Cultura e la cura di Beatrix Lengyel.
Il catalogo è una coedizione del Museo Nazionale Ungherese di Budapest e Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia.

Altre info al link http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/robert_capa_in_italia_1943_1944


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