

Il centro, oggi utilizzato come sito di trasferenza dei rifiuti in attesa di essere smistati verso altri impianti, si è trasformato in una fonte di disagio quotidiano
L’odore è pungente, persistente, invade le case a ogni ora del giorno e della notte. A Rocca Cencia, nel VI municipio, i residenti tornano sul piede di guerra contro i miasmi provenienti dall’impianto Ama, un incubo che sembrava concluso con la chiusura del TMB nell’aprile 2023 e che invece continua a tormentare migliaia di famiglie.
Il centro, oggi utilizzato come sito di trasferenza dei rifiuti in attesa di essere smistati verso altri impianti, si è trasformato in una fonte di disagio quotidiano.
Odori insopportabili, finestre chiuse anche d’estate, qualità della vita compromessa. «L’aria è irrespirabile», denunciano i cittadini, che già in passato avevano organizzato proteste e blitz dentro la struttura.
A luglio 2025 un gruppo di consiglieri del Pd, guidati dalla presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli, ha incontrato i residenti insieme ai vertici di Ama per illustrare il futuro dell’area: il centro dovrebbe trasformarsi in un polo multimateriale per carta e plastica. Un progetto previsto dal Piano rifiuti di Roma Capitale, che però diventerà realtà solo tra qualche anno.
Troppo tardi, secondo i cittadini e il presidente del VI municipio Nicola Franco, che ha chiesto all’Arpa Lazio di posizionare una nuova centralina per monitorare la qualità dell’aria.
Una misura necessaria – scrive – per dare “informazioni veritiere sulla qualità dell’aria che respirano i cittadini” e per documentare “una situazione insostenibile” che mette a rischio la salute pubblica.
«Già nel 2022 i dati confermavano la gravità del problema – ricorda Franco –. Nonostante gli annunci trionfalistici sulla chiusura del TMB, i cittadini delle Torri continuano a soffrire. È inaccettabile che chi dovrebbe garantire un servizio pubblico lasci le persone vivere in queste condizioni».
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