

Le indagini dei carabinieri proseguono a ritmo serrato
l silenzio del bosco è stato spezzato da un odore acre, insolito e persistente. A notarlo per primi sono stati i residenti di Rocca di Papa, nei pressi di via Roma, una zona appartata e spesso frequentata da persone senza fissa dimora. Le segnalazioni si sono fatte insistenti, fino a quando – sabato 12 luglio – i carabinieri sono intervenuti. Davanti a loro, una scena inquietante.
Tra la vegetazione fitta e difficile da attraversare, è stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo, impiccato a un albero. Accanto al cadavere, un dettaglio agghiacciante: un paio di pantaloni con all’interno resti ossei, in avanzato stato di decomposizione, che potrebbero appartenere a un altro individuo. Un doppio mistero, nel cuore dei Castelli Romani.
La vittima – secondo le prime ipotesi investigative – potrebbe essere un 30enne di origine straniera, noto nella zona ma non ancora identificato ufficialmente.
Le mani dell’uomo, trovate appoggiate sulla corda che gli stringeva il collo, non risultavano legate, un particolare che alimenta l’ipotesi – al momento prevalente – di un gesto estremo. Ma gli inquirenti non escludono ancora alcuna pista.
Le operazioni di recupero del corpo non sono state semplici: la zona è impervia e ricoperta da una vegetazione densa, che ha reso complicato l’accesso ai soccorritori. Il cadavere, insieme ai resti ossei trovati accanto, è stato trasferito al policlinico di Tor Vergata, dove saranno eseguiti accertamenti medico-legali per chiarire cause e tempistiche del decesso.
Resta aperta la domanda che più inquieta: a chi appartengono le ossa rinvenute poco distante? Un macabro indizio che potrebbe riscrivere completamente la natura della scoperta.
Intanto, le indagini dei carabinieri proseguono a ritmo serrato, nella speranza di dare un nome alla vittima, comprendere il contesto e – soprattutto – ricostruire la verità nascosta tra gli alberi di Rocca di Papa.
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