

L’incendio la notte scorsa, partendo dall’interno della fabbrica nei pressi di San Basilio. Paura dei residenti per l’odore acre sviluppatosi
Forse, solo grazie all’intervento dei vigili del fuoco si è potuto evitare un vero dramma ma ora occorre capire perché l’ex fabbrica di Penicillina di via Tiburtina, all’altezza di San Basilio, è rimasto uno dei tanti problemi irrisolti di questa città.
L’incendio si è sviluppato la notte scorsa, partendo dall’interno della fabbrica che sorge nei pressi di San Basilio, dove sarebbero presenti ancora sostanze chimiche lasciate dall’ex proprietario. La paura dei residenti è che a bruciare siano stati anche i tanti rifiuti che ancora oggi sono in attesa di bonifica. L’edificio attaccato dalle fiamme è un luogo in stato di degrado abbandonato da decenni. Molte le occupazioni nel tempo della struttura da parte di persone senza fissa dimora che cercavano rifugio probabilmente senza conoscere la contaminazione di questo luogo. L’incendio sarebbe scaturito proprio da un occupante, un nigeriano di 33 anni, che stava utilizzando un fornello da cucina portatile. L’uomo, lievemente ustionato al braccio e alla gamba sinistra è stato soccorso in codice giallo all’ospedale Pertini. Dalle verifiche effettuate non ci sarebbero altre persone coinvolte.
L’odore acre che si è diffuso nei quartieri limitrofi ha fatto temere il peggio ma è ancora troppo presto per valutare l’eventuale danno ambientale.
Possiamo concludere che, questo è l’ennesimo esempio di un’amministrazione che non ascolta i cittadini, altrimenti questo problema sarebbe stato risolto da anni. La stampa locale ha speso fiumi di inchiostro per richiamare l’attenzione su questa bomba ecologica e noi stessi l’abbiamo battezzato come uno dei “mostri della tiburtina”.
Antonio Barcella
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