Categorie: Costume e Società

Rolling Stones, Rolling Rome

Unica data in Italia per il concerto dell'anno. Gli Stones tornano nella capitale dopo un'assenza lunga 7 anni e l'appuntamento è al Circo Massimo

Non è semplice immaginare come sarà il primo concerto importante della stagione estiva. Non lo è perché il concerto, che avrà luogo a Roma, non si terrà stavolta all’ippodromo delle Capannelle o allo Stadio Olimpico come siamo abituati da anni, ma in quella cornice spettacolare che è il Circo Massimo. E non è semplice perché è un concerto rock e di quel rock che di maiuscolo non ha solo la prima lettera, ma anche tutte le altre. E non lo è anche perché i concerti di questo gruppo, che a Roma non tornava dal 2007 ma che vive tra le pagine della storia della musica e nei cuori di milioni di fans da cinquant’anni, assumono quel contorno di “irripetibile” sempre più marcato man mano che passa il tempo. Che prima o poi, ma speriamo molto poi, andranno in pensione anche loro. Non è semplice anche per il lutto che ha funestato il 14 On Fire Tour ancora quasi ai blocchi di partenza lo scorso marzo, con l’annuncio del suicidio di L’Wren Scott, storica compagna di Mick Jagger.

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Eppure per quanto non semplice, anche non parlarne non è possibile. “Soltanto” 65.000 i biglietti a disposizione polverizzati in 2 ore, minuto più minuto meno, al costo di 78 euro più diritti di prevendita, il prezzo più basso d’Europa. Un bel colpo per la capitale che torna improvvisamente alla ribalta nel panorama degli eventi musicali accaparrandosi il concerto dell’anno, visto che quella del 22 giugno è l’unica tappa italiana del tour europeo. John Mayer aprirà il concerto del cinquantennale della band che, dice Keith Richards “è al top della forma”. I ragazzi stanno bene, insomma e a scegliere Roma è stato proprio “il” ragazzo Jagger escludendo a questo punto Londra dove il tour non approderà. L’occasione per la capitale è imperdibile, il sindaco Ignazio Marino fa sapere che si sta lavorando con gli organizzatori ai pacchetti turistici da proporre a chi sarà a Roma in quel week end proprio per il concerto. Non che La grande bellezza di Roma non sappia promuoversi anche da sola, in fondo, ma certo questo evento non potrà che portare maggior lustro e visibilità alla città.

Un palco di 40 metri, alto 20, con quattro torri da 16 metri. Posti rigorosamente in piedi. Arrivo rigorosamente in anticipo. Un’ultima nota per chi si aspetta di ascoltare quei pezzi degli anni settanta che avevano l’impronta di Brian Jones.

Dalle setlists delle ultime date i brani vanno da (I can’t get no) Satisfaction a Sympathy for the devil passando per Gimme Shelter, Jumpin’ Jack Flash, You can’t always get what you want, i classici che vanno ascoltati almeno una volta dal vivo. Altri brani avvistati tra le corde di Richards sono stati Honky Tonk Women, Miss you, Paint It Black, Tumling Dice, Brown Sugar e Street Fighting Man. Stando a come sono andate le cose finora questo è quanto c’è da aspettarsi, anche se sarebbe bello che ogni tappa avesse la sua setlist, diversa, imprevista e imprevedibile.

A conti fatti comunque perdersi questo concerto nuocerà gravemente alla salute, ma per chi non è riuscito a trovare i biglietti la lotta sarà dura e costosa.

Con tutti gli altri, ci si vede là.

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