

Roma percepita dal 55,4% dei romani più insicura di qualche anno fa. All'Esquilino il primato dell'insicurezza
Roma sempre più insicura. E’ questa la fotografia del Censis, nel primo numero del diario ‘Roma verso il Giubileo’, sulla sicurezza nella capitale. Il dato sui furti è allarmante, cresciuto notevolmente negli ultimi tre anni (2010-2013). Nel dettaglio i borseggi sono aumentati del 75% (molto più della media nazionale, pari a +43,7%), i furti nei negozi del 29,5% (+15,2% in Italia), i furti sulle auto in sosta del 20,6% (+5,1% il valore medio del Paese).
Ma a Roma c’è anche un altro significativo dato a far riflettere: quello sullo spaccio di droga: nell’ultimo triennio questi reati sono aumentati del 43,4% contro una media nazionale pari solo a +3,3%. E non mancano forme di illegalità di nicchia più alta, con i furti di opere d’arte e materiale archeologico aumentati del 38,9%. Cresce dunque la percezione di insicurezza dei cittadini, il 55,4% dei quali ritiene Roma meno sicura rispetto a qualche anno fa. Ne sono convinti soprattutto i residenti dei quartieri del centro (58,6%) e della estrema periferia (56,4%), le donne (60,5%) e i più giovani (di 18-29 anni: 65%).
È l’Esquilino il quartiere più insicuro (lo pensa il 13,8% dei romani), seguito da San Basilio (12,3%), Corviale e il Trullo (11,2%), Centocelle (11,1%), Torpignattara (10,4%), Torre Angela e Torbellamonaca (9%). Per i cittadini i luoghi più pericolosi sono la stazione Termini e i relativi dintorni (67,5%), piazza Vittorio (20,4%), la stazione Tiburtina (18,6%) e la stazione Ostiense (11,7%). Sono considerate molto insicure e da evitare le strade isolate (lo pensa il 54,7% dei romani), le stazioni della metropolitana (32%), i luoghi di ritrovo di extracomunitari e delle comitive di giovani (27,1%), le fermate degli autobus (13,3%) e i vagoni della metro (12,3%). Le stazioni della metro sono percepite come pericolose soprattutto dalle donne (35,2%), le strade isolate mettono paura soprattutto alle persone anziane (53,6%) oltre che alle donne (55,9%).
Quasi un terzo dei romani è convinto che in città negli ultimi anni i rapporti tra le persone si siano deteriorati. Rabbia repressa e livore sono sentimenti che animano spesso la vita quotidiana dei cittadini. Non a caso crescono i reati di percosse (+31,2% a Roma negli ultimi tre anni, +9,4% in Italia), minacce (+27%, +6,3% nella media nazionale), estorsioni (+21,7%, +14,9% il valore medio del Paese) e lesioni dolose (+19,6% contro +2,2%). Sono dinamiche sociali patologiche in una città in cui i servizi e gli operatori che fanno capo al Comune sono considerati in generale poco efficienti, tranne le biblioteche e gli asili. Solo il 7,8% dei cittadini romani pensa che i vigili urbani siano tra i servizi che funzionano meglio.
E in vista del Giubileo fa paura il terrorismo internazionale. È il terrorismo internazionale la minaccia globale che preoccupa di più i romani. Fa paura al 43% dei cittadini, più della crisi economica internazionale (39%), dei rischi climatici che potrebbero causare catastrofi naturali (34,8%), delle guerre legate alle diversità religiose e culturali (26,7%), della perdita di competitività della città (21%), delle ondate migratorie provenienti dai Paesi poveri o dai teatri di guerra (19,9%), del ritorno di malattie un tempo debellate o endemiche (15,5%).
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