Roma. Cioffredi: “Smantellata piazza di spaccio grazie a DDA, GDF e Carabinieri”

Il Presidente Osservatorio Sicurezza e Legalità della Regione: “Roma è diventata la capitale del narcotraffico dove interagiscono mafie tradizionali, clan autoctoni e organizzazioni straniere in un proliferare di piazze di spaccio attive 24 ore su 24
Redazione - 9 Giugno 2020

“Grazie alla Direzione Distrettuale Antimafia e ai Comandi provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza per aver smantellato a Tor Bella Monaca la piazza di spaccio gestita da Leonardo Bevilacqua a capo di una temibile organizzazione criminale. Per capire il profilo criminale di Bevilacqua e del suo sodale Manolo Romano basterebbe ricordare un episodio avvenuto il 29  maggio del 2015: il sequestro di alcune ore di due ragazzini per un debito di droga del loro papà al quale si rivolgevano con queste parole in una intercettazione telefonica ”Mo’ se entro 20 minuti non venite giù li brucio, gli meno te lo giuro sui miei nipoti””.

Così in una nota Gianpiero Cioffredi, Presidente Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.

“Roma è diventata la capitale del narcotraffico dove interagiscono mafie tradizionali, clan autoctoni e organizzazioni straniere in un proliferare di piazze di spaccio attive 24 ore su 24. L’attività della Procura di Roma e delle Forze di Polizia a Roma contro il narcotraffico è poderosa ed efficace ma tutto ciò non basta: il problema è che bisognerebbe interrogarsi su chi compra la droga, sulla domanda e non solo sull’offerta di droga. Bisognerebbe interrogarsi sul perché negli ultimi anni si è abbassata l’età in cui si inizia a consumare droga. Perché già a 12 anni si sente la necessità di far uso di sostanze. C’è un tema legato alla necessità di affiancare alla repressione la prevenzione fatta di informazione e interventi sociali e culturali  in quartieri degradati. È necessario intervenire nelle periferie in cui si sta sperimentando un nuovo  controllo sociale della criminalità che trova sempre più metodi raffinati per ottenere consensi – conclude Cioffredi – Questo si  può fare se la lotta al narcotraffico non viene delegata alle spalle robuste delle Forze di Polizia e diventa  priorità dell’agenda della politica e delle Istituzioni sia nazionali che locali”.


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