

La protezione civile e i vigili del fuoco sono al lavoro sui fronti di fuoco
Un lunedì pomeriggio da dimenticare per Roma e dintorni, travolti da una serie di incendi che hanno messo in ginocchio la città e l’area metropolitana. Il fuoco ha divorato sterpaglie, minacciato edifici, paralizzato strade e costretto alla fuga uomini e animali.
Il fronte più critico si è registrato a via di Tor Carbone, dove un vasto incendio ha richiesto l’intervento immediato dei soccorritori. L’aria era irrespirabile, le fiamme alte lambivano le strutture vicine e l’urgenza era salvare ciò che si poteva: i cavalli di un maneggio, evacuati in fretta e furia tra l’ansia degli operatori e l’apprensione dei residenti. “Situazione critica”, hanno confermato i vigili del fuoco presenti sul posto.
Poco più in là, un altro fronte caldo in via Casal Rotondo, dove le fiamme hanno avvolto un rivenditore d’auto e minacciato un edificio privato. Le strade intorno, da via Appia Nuova (all’altezza del civico 1032) fino a via Torricola e via delle Capannelle, sono state chiuse dalla polizia locale di Roma Capitale, per garantire la sicurezza e facilitare l’accesso ai mezzi di soccorso.
Ma l’emergenza non si è fermata ai confini della Capitale. Anche la rete autostradale è finita nella morsa del fuoco: sulla A12 Roma-Civitavecchia, un incendio in scarpata all’altezza del chilometro 2+500 ha costretto alla chiusura entrambi i sensi di marcia, tra Torrimpietra e l’allacciamento Roma-Fiumicino.
Traffico bloccato, chilometri di coda e automobilisti bloccati sotto il sole cocente. Anas e Autostrade hanno attivato le deviazioni: chi viaggiava verso Roma ha dovuto imboccare la via Aurelia, mentre chi usciva dalla città è stato dirottato verso Fregene.
Infine, anche la provincia di Viterbo ha vissuto ore di paura. Intorno alle 14, un vasto incendio si è sviluppato in una zona collinare sopra il comprensorio residenziale e sportivo “Terre dei Consoli” a Monterosi, noto per il suo golf club. Le fiamme, alimentate da vento e caldo torrido, hanno preso rapidamente il sopravvento, trasformando il paesaggio in una distesa di fumo e cenere.
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