Roma non dimentica l’occupazione nazifascista

1943: l’ottobre rosso della Resistenza romana. Il rastrellamento di Montesacro, Tufello e Valmelaina e le azioni partigiane
Riceviamo e pubblichiamo da Marcello Paolozza - 30 Ottobre 2013

27 ottobre a Montesacro, Tufello e Valmelaina

La mattina del 27 ottobre di 70 anni fa i quartieri di Montesacro, Tufello e Valmelaina vengono passati al setaccio, un vero e proprio rastrellamento, da un una compagnia di SS coadiuvata da un battaglione di militi fascisti.

Il giorno prima i nazifascisti avevano fatto la stessa cosa nel quartiere Monte Mario, mostrando tutta la loro ferocia arrestando e fucilando Antonio Righi (1892-1943) militante di Bandiera Rossa, e Guido Gori (1898-1943) del GAP “Pescatore”. Prima i due erano stati  costretti a girare tutto il quartiere e poi a scavarsi la fossa davanti agli altri civili rastrellati.

Gli occupanti volevano rispondere ad una resistenza sempre più ardita: il 22 ed il 24 ottobre i partigiani con i loro attacchi si erano impossessati di armi e altri materiali alla stazione Trastevere e nella caserma di polizia di via Guido Reni, il 23 ottobre un treno era stato danneggiato alla stazione Tuscolana, ed il giorno successivo la resistenza era riuscita a far fuggire i prigionieri russi da un campo di concentramento a Monte Rotondo.

Anche le borgate a nord-est preoccupavano i tedeschi: Il 19 ottobre un motociclista tedesco era stato ucciso sulla Salaria e il 25 ottobre due automobili con ufficiali tedeschi a bordo erano state fatte  segno di colpi di mitra sempre sulla Salaria, vicino all’aereoporto.

Così la mattina  del 27 ottobre 1943 vennero rastrellati oltre 1000 uomini, incolonnati e fatti marciare per 6 km. sulla Nomentana verso Mentana. Raggiunta località  Casal Coazzo, dopo alcune ore di estenuante attesa e le minacce proferite con un altoparlante alzato su di un palo a che non si ripetessero attentati di qualunque genere, 346 di loro vennero trattenuti e trasferiti per il lavoro obbligatorio.

Già  il giorno dopo, il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma, i partigiani dei GAP mostrarono di non farsi intimorire, attaccando con un bombe a mano e colpi d’arma da fuoco un corteo fascista nei pressi di Sant’Andrea della Valle, una caserma della Milizia in via Brenta, al quartiere Trieste, una pattuglia fascista vicino alla scuola Gelasio Gaetani, in viale Mazzini, quartiere Della Vittoria. Altri attacchi partigiani colpirono i fascisti in Trastevere, a Piazza Sonnino,  ed al quartiere Flaminio, presso il ponte Littorio (oggi dedicato a Giacomo Matteotti).

Notizie tratte liberamente da “RESISTENZA A ROMA Una cronologia€ a cura di Aldo Pavia (http://www.storiaxxisecolo.it/Resistenza/resistenza2c.html)


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