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Roma dimenticata: il viadotto della Magliana tra insediamenti e illegalità

Tra le baracche spuntano anche i pannelli solari. Palma (Fratelli d’Italia): "E' arrivato il momento di vedere convocato il comitato provinciale per l'ordine e la Sicurezza in Prefettura"

Sotto il viadotto della Magliana, il paesaggio si trasforma in una scena da romanzo noir.

Basta abbassare lo sguardo dalle auto in corsa per vedere una realtà che scorre parallela a quella urbana: sponde verdi e selvagge, spezzate qua e là da baracche improvvisate, montagne di rifiuti e fumo che sale lento.

È lì che si nascondono gli invisibili, quelli che ogni notte mettono in scena lo stesso copione, sprigionando molto spesso roghi dagli odori nauseanti.

Tra le baraccopoli di fortuna, spuntano stesi a terra, gli attrezzi del mestiere: una roncola affilata, un martello, un maleppeggio arrugginito, tutto sembra essere pronto per chissà quali finalità.

La pista ciclabile tra paesaggio e degrado

Chiunque percorra la pista ciclabile lungo il Tevere conosce quella strana dicotomia: da una parte il panorama naturale, con il fiume che scorre placido, dall’altra la realtà delle baraccopoli che sbucano tra gli alberi.

Sportivi, podisti e cicloamatori sono i primi a notare i segni del degrado che avanza, perché quella strada che dovrebbe essere un’oasi di pace è diventata un crocevia di pericoli e illegalità.

Ed è proprio un gruppo di ciclisti a lanciare l’allarme: nuovi insediamenti abusivi stanno sorgendo in via del Cappellaccio.

Baracche di fortuna si moltiplicano, nascondendo chissà quante storie e drammi tra le lamiere. Una realtà che non passa inosservata, e che spaventa i residenti della Magliana.

Foto di Marco Palma

La svolta “green” delle baraccopoli

In un paradosso che solo Roma può offrire, le baraccopoli non rinunciano alla loro impronta “ecologica”. Tra i cumuli di rifiuti e i rifugi di legno e plastica, spuntano pannelli solari.

Un’energia alternativa per alimentare le piccole “case” di fortuna, che si affacciano persino su piscine improvvisate, costruite con materiali di recupero.

Una visione quasi surreale, che però non fa sorridere i residenti. “Siamo vittime di roghi tossici, questa situazione non può più andare avanti”, dicono in tanti.

A segnalare la presenza di nuove baraccopoli, il consigliere municipale Marco Palma di Fratelli d’Italia.

Al di là della svolta Green con il pannello solare al seguito, è arrivato il momento di vedere convocato il comitato provinciale per l’ordine e la Sicurezza in prefettura. ha spiegato il consigliere di Arvalia. “I residenti di Magliana – ha aggiunto – se proseguono gli incendi notturni dovranno cambiare i filtri…ai polmoni”.

Foto di Marco Palma

Una realtà frequente

La questione non è nuova. L’abbandono delle aree verdi e la mancanza di controllo delle sponde del Tevere sono problemi cronici, ripetuti nel tempo.

Ma la richiesta dei cittadini è chiara:serve uno sgombero e una bonifica, ma soprattutto serve un controllo continuativo per evitare che il problema si ripresenti ancora, in una spirale senza fine.

Via del Cappellaccio: il nuovo epicentro dell’allarme

Intanto, via del Cappellaccio si conferma uno dei punti più critici.

Qui, tra le baracche e le discariche abusive, si vive una realtà che rende ancora più urgente l’intervento delle istituzioni, chiamate a fare i conti con una questione che non può più essere ignorata.

Per ora, il fiume continua a scorrere. Ma il rischio è che quel lento fluire porti con sé anche il senso di abbandono e rassegnazione che sembra avvolgere queste sponde.

Un degrado che non può diventare invisibile agli occhi di chi ha il compito di proteggere il territorio e chi lo vive ogni giorno.

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