

A tre mesi dall'apertura delle transenne sulla tratta T2 (Mazzini-Centro Storico), Roma Metropolitane fa il punto: fari puntati sui sottoservizi di Chiesa Nuova e San Pietro. A luglio partono le talpe per la Farnesina
La Capitale si prepara a una lunghissima convivenza con le recinzioni stradali, le gru e i disagi alla viabilità, ma l’obiettivo finale è di quelli destinati a cambiare per sempre il volto e l’efficienza della mobilità urbana.
A poco più di tre mesi dall’apertura ufficiale dei primi storici cantieri per la tratta T2 della Metro C (l’asse strategico che collegherà il quartiere Mazzini al centro storico), Roma Metropolitane ha tracciato il primo bilancio ufficiale dello stato di avanzamento dei lavori.
Un’opera monumentale, complessa e ricca di incognite archeologiche che, secondo il cronoprogramma aggiornato, accompagnerà la vita dei romani fino al 2036.
I lavori sono scattati ufficialmente lo scorso 25 febbraio. Superata la primissima fase di allestimento logistico, i tecnici e gli operai stanno progressivamente entrando nel vivo delle operazioni archeologiche, geologiche e di ingegneria civile.
L’avanzamento dei lavori della tratta T2 interessa contemporaneamente quattro futuri nodi di scambio sotterranei, ognuno caratterizzato da specifiche sfide ingegneristiche:
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