Roma, ecco la mappa dei cantieri per la Metro C: fine lavori nel 2036, come nascono le 4 nuove stazioni

A tre mesi dall'apertura delle transenne sulla tratta T2 (Mazzini-Centro Storico), Roma Metropolitane fa il punto: fari puntati sui sottoservizi di Chiesa Nuova e San Pietro. A luglio partono le talpe per la Farnesina

La Capitale si prepara a una lunghissima convivenza con le recinzioni stradali, le gru e i disagi alla viabilità, ma l’obiettivo finale è di quelli destinati a cambiare per sempre il volto e l’efficienza della mobilità urbana.

A poco più di tre mesi dall’apertura ufficiale dei primi storici cantieri per la tratta T2 della Metro C (l’asse strategico che collegherà il quartiere Mazzini al centro storico), Roma Metropolitane ha tracciato il primo bilancio ufficiale dello stato di avanzamento dei lavori.

Un’opera monumentale, complessa e ricca di incognite archeologiche che, secondo il cronoprogramma aggiornato, accompagnerà la vita dei romani fino al 2036.

I lavori sono scattati ufficialmente lo scorso 25 febbraio. Superata la primissima fase di allestimento logistico, i tecnici e gli operai stanno progressivamente entrando nel vivo delle operazioni archeologiche, geologiche e di ingegneria civile.

La Radiografia dei Cantieri: Stazione per Stazione

L’avanzamento dei lavori della tratta T2 interessa contemporaneamente quattro futuri nodi di scambio sotterranei, ognuno caratterizzato da specifiche sfide ingegneristiche:

 Le Nuove Fermate della Tratta T2

Stazione Stato Attuale dei Lavori Obiettivi della Fase
Chiesa Nuova Rimozione alberature; censimento sottoservizi sotterranei. Consolidamento preliminare del terreno prima degli scavi profondi.
San Pietro Verifiche archeologiche preventive a ridosso del Vaticano. Garantire la stabilità strutturale del quadrante storico.
Ottaviano Bonifica dell’area; gestione delle interferenze tecnologiche. Protezione delle strutture sensibili e delle installazioni militari.
Clodio-Mazzini Ricerca reti fognarie e censimento dei sottoservizi. Completamento bonifica dell’area per l’avvio delle opere principali.

Foto Roma Metropolitane

Se a Chiesa Nuova si lavora principalmente sotto la superficie per mappare l’intricata rete di tubature e cavi elettrici (operazione completata parallelamente alla rimozione delle alberature di superficie e all’installazione delle macchine per il consolidamento), a San Pietro la sfida è tutta storica ed è concentrata sulle paratie di sicurezza per non intaccare i monumenti.

A Ottaviano, futuro hub d’intersezione e scambio con la Metro A, le squadre sono invece impegnate a isolare e proteggere le fondazioni dei palazzi umbertini e delle caserme della zona.

Scenario analogo a Clodio-Mazzini, dove i carotaggi geologici servono a mappare i collettori fognari prima dello scavo vero e proprio.

Piazza Venezia e la Svolta di Luglio: Arrivano le Talpe

Mentre la tratta T2 muove i primi passi strutturali, il cuore pulsante del progetto rimane il maxi-cantiere di Piazza Venezia.

La seconda fase delle opere è entrata a pieno regime al centro della piazza, stringendo d’assedio l’area della chiesa di Santa Maria di Loreto, il Palazzo delle Assicurazioni Generali e l’imbocco di via dei Fori Imperiali.

Qui gli operai stanno realizzando il nuovo mega-collettore idraulico destinato a servire l’intero bacino dei Fori.

Il prossimo scatto in avanti è atteso per il mese di luglio. Salvo imprevisti tecnici, prenderanno il via i cantieri della tratta T1, il segmento che collegherà piazza Venezia alla Farnesina.

La Svolta Tecnologica

Sarà proprio dal quadrante nord, nell’area di Farnesina, che verranno calate nel sottosuolo le grandi TBM (Tunnel Boring Machine), le talpe meccaniche ad altissima tecnologia che inizieranno a scavare le gallerie per unire il quadrante nord al cuore monumentale della città.

I disagi per i cittadini saranno inevitabili, con deviazioni dei bus e strozzature del traffico privato, ma la scommessa sulla Roma del futuro è ormai ufficialmente partita.

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